vincenzo nibali

Il 31 dicembre è sempre una data un po’ strana: ci si ritrova in bilico fra i sogni per l’anno che ha da venire e le soddisfazioni e delusioni di quello appena terminato. A cosa dare più rilevanza? La risposta è personale, ma sicuramente il 2015 che verrà avrà bisogno sia dei trionfi di questo 2014, così da avere bene in mente da dove ripartire, sia delle amare sconfitte, così da sapere quali sono gli errori da non commettere più. E questa è una legge valida più che mai nello sport; ecco perché abbiamo deciso di ripercorrere i cinque momenti o personaggi del mondo sportivo del 2014 che hanno lasciato, nella memoria di tutti noi, segni indelebili e positivi: perché è vero che, come detto, dagli errori propri si impara, ma altrettanto illuminante è senza dubbio ammirare i trionfi altrui. L’invidia è naturalmente ospite d’onore.

[QUI potete leggere la Flop 5 Sportiva del 2014]

5) Il record del mondo di Renaud Lavillenie

renaud

Forse non è cosa nota ai più, ma il 15 febbraio 2014 è stata scritta una delle più incredibili pagine dell’atletica leggera degli ultimi anni: è crollato, dopo 21 anni, il record del mondo di salto con l’asta, uno dei più longevi della storia dell’atletica, detenuto dal pressoché mitologico Sergei Bubka. A compiere il tracotante atto è stato il francese Renaud Lavillenie, che in quel di Donetsk (ironia della sorte, il precedente record di Bubka venne stabilito proprio nella città ucraina) porta il limite massimo del salto con l’asta a 6,16 metri, superando di un centimetro il primato di Sergei; quest’ultimo, che era comodamente seduto in tribuna mentre Lavillenie compiva il suo personalissimo folle volo, ha successivamente dichiarato come il francese sia il suo successore ideale; chissà se lo pensasse davvero o se, dentro di sé, rimuginasse nient’altro che odio nei confronti dell’usurpatore…

4) Sergio Ramos

sergio ramos

Finalmente, dopo un’estenuante rincorsa fatta di grandi speranze e puntuali e cocenti delusioni, il Real Madrid è riuscito, in questo 2014, a portarsi a casa la tanto agognata decima Champions League della sua sfavillante storia, toccando un record che difficilmente verrà presto eguagliato. I più mediatici artefici di questo trionfo sono stati senz’altro il mister Ancelotti, che è riuscito nell’impresa appena al primo anno di reggenza blanca, e il fuoriclasse Cristiano Ronaldo, che, per questa sua annata favolosa, si dirige a vele spiegate verso la conquista del suo terzo Pallone d’Oro. Eppure, c’è un signore che grazie ai suoi gol (e stiamo parlando di un difensore) ha reso possibile tutto questo tanto quanto il buon Carletto e il divino CR7: stiamo parlando di Sergio Ramos. I momenti da ricordare sono, in primo luogo, la semifinale di ritorno contro il Bayern Monaco: si preannunciava uno scontro epico, dall’esito incertissimo, e invece è stata quasi una passeggiata per il Real, che strapazza i tedeschi per 4-0 grazie anche ad una doppietta del difensore spagnolo, autore proprio dei primi due gol del Madrid e quindi della messa in discesa del match; in secondo (e fondamentale) luogo, la finale contro l’Atletico Madrid: è l’ultimo calcio d’angolo all’ultimo minuto di recupero, il Real è sotto 1-0 e la metà colchonera della capitale spagnola è già pronta a stappare le migliori bottiglie; calcia Modric dalla bandierina, e a saltare più in alto di tutti è proprio Ramos, che mette la palla dove Courtois non poteva arrivare, aprendo la strada ai tempi supplementari e al trionfo del Real Madrid.

3) Marc Marquez

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C’è un vecchio adagio, nel mondo dello sport, che recita più o meno così: “vincere è difficile, ma è confermarsi la vera impresa”; immaginatevi se il soggetto in questione ha solo 21 anni, ha incredibilmente vinto al primo anno nella categoria più importante, e si è ritrovato a stravincere pure l’anno successivo. Costui è Marc Marquez, che dopo aver stupito il globo con la vittoria del Mondiale Moto GP 2013, si è slanciato a meravigliar di sé nuovamente il mondo conquistando alla grande anche il titolo 2014. Quest’anno c’è stata ancor meno storia di quello precedente: il giovane pilota spagnolo vince i primi 10 Gran Premi di fila, eguagliando il record di Mick Doohan del 1997, e chiude la stagione con lo stratosferico risultato complessivo di 13 vittorie su 18 gare e 362 punti. E chissà cosa ci aspetta i prossimi anni!

2) El “Mineirazo”

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Chiediamo rispettosamente scusa a tutti i brasiliani nel riportare questo evento fra i Top 5 del 2014, ma è innegabile che, per l’altra squadra presente in campo, si sia trattato di un trionfo senza precedenti. Martedì 8 luglio 2014, stadio Mineirão di Belo Horizonte, semifinale dei Mondiali di calcio: in campo la fortissima Germania contro il Brasile padrone di casa, due squadre che hanno fatto la storia di calcio e che si sono ripromesse di scriverne una nuova pagina quella sera. Ed effettivamente, così è accaduto, forse non come ci si poteva aspettare: alla mezz’ora del primo tempo i teutonici sono già in vantaggio per 5-0, e chiuderanno il match con un complessivo 7-1, gettando il Brasile intero in una notte atroce (calcisticamente parlando, cosa che da quelle parti però significa tutto), come non si vedeva dal lontanto 1950, quando i verdeoro persero la finale mondiale in casa contro l’Uruguay di Ghiggia e Schiaffino. Quella partita spalancò alla Germania le porte della finale, e del successivo trionfo iridato, il quarto della sua storia. Piccolo postilla di merito: grazie alla doppietta siglata nel “Mineirazo”, Miroslav Klose è divenuto il calciatore più prolifico della storia dei Mondiali, grazie ai suoi 16 gol che gli permettono di superare il precedente record detenuto da Ronaldo (15 marcature).

1) Le Roi Nibali

nibali

Non poteva non essere questa la più lieta notizia sportiva del 2014: Vincenzo Nibali riporta i colori italiani a trionfare lungo i Campi Elisi, vincendo, a 16 anni dallo storico trionfo di Marco Pantani, il Tour de France. Le male lingue parlano di una vittoria “aiutata” dalle cadute, e dai conseguenti ritiri, dei due più temibili avversari, Alberto Contador e Chris Froome, ma, ci permettiamo di dirlo, sono tutte idiozie: Vincenzo ha corso una gara incredibile, ottenendo incredibili risultati su tratti a lui non particolarmente congeniali (come i pezzi sul pavé), e creando voragini alla proprie spalle nel momento in cui si è ritrovato nelle condizioni a lui più favorevoli. Con questa vittoria, Nibali diventa il sesto ciclista di tutti i tempi ad aggiudicarsi la cosiddetta “Tripla Corona”, riservata a quei ciclisti in grado di vincere, in carriera, Tour, Giro e Vuelta.

Un commento a “La Top 5 sportiva del 2014

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