COMUNIDAD VALENCIANA GP RACE

Lo sport, è risaputo, è il regno della caducità. Un giorno sei, o almeno ti senti, il re del mondo, il giorno dopo puff, rischi di non essere più nessuno. Qualunque sportivo aspira sempre alla vittoria, ad essere il numero uno, ad incidere il suo nome nelle pagine della storia; ma vincere spesso è anche una condanna, perché quasi sempre obbliga alla riconferma, alle pressioni e alle responsabilità per la stagione a venire.

Ci sono le leggende, che si fanno un baffo di tutto questo e dominano una certa disciplina per molti anni, così da diventarne il simbolo stesso; e poi ci sono le meteore, che sembrano poter volare fino a toccare il cielo e poi ancora più in là, ma improvvisamente, maledetto fato, si ritrovano in caduta libera, e ancor prima di accorgersi di cosa stia succedendo nessuno si ricorda più di loro. È la dura legge dello sport. Ma c’è una cosa che nessuno può cancellare: quel momento in cui, terminato l’anno di grazia, che sia il primo oppure il decimo, ti guardi alle spalle, scorri i freschissimi ricordi di questo 2013 ormai concluso e pensi: “Sì, sono stato grande”E dopo anni e anni, ti troverai vecchio e stanco di fonte ai tuoi nipotini o ai compagni di bianchino del bar, e potrai sempre dire: «Quell’anno sono stato il migliore, non ce n’era per nessuno».

Tentiamo allora di stilare una breve classifica dei 5 top del 2013: alcuni sono epocali riconferme, altri schegge impazzite venute fuori dal nulla e domani chissà, altri ancora hanno colto il fiore della gloria all’ultima gita della loro carriera. Non ce ne vogliano i tanti tifosi di illustri nomi che rimarranno fuori per ovvie esigenze di numero; queste sono le scelte che abbiamo fatto, e così è, anche se non vi pare.

download5° classificato: SERENA WILLIAMS. Scoprirsi di nuovo campioni all’età di 31 anni è materiale per una bellissima favola. Solo due anni fa la tennista statunitense era ferma alla posizione numero 79 della classifica WTA, ora si ritrova ad essere la più anziana detentrice della storia del primo posto. L’anno non sembrava essere iniziato sotto i migliori auspici, con quella maledetta caviglia a darle rogne di nuovo. Ma da marzo in poi è partita un’inarrestabile cavalcata che l’ha portata alla conquista di undici titoli. Restano impressi in particolare l’Open di Madrid di metà maggio, in cui Serena fa letteralmente a pezzi un’impotente Sharapova nella finale conquistando il cinquantesimo titolo in carriera, impresa riuscita solo a nove tenniste; e la tesissima finale degli US Open contro la Azarenka, numero 2 del mondo, in cui dopo due set di estremo equilibrio, la Williams si impone con un 6-1 senza storia, conquistando il suo quinto Slam americano. Ulteriore piccolo dettaglio: grazie alle numerosissime vittorie, il 2013 ha visto Serena intascare la bellezza di 12 milioni di dollari, record assoluto in campo sia maschile che femminile. Insomma, decisamente un’ottima annata…

Red Bull Formula One driver Vettel celebrates after winning the Belgian F1 Grand Prix in Spa Francorchamps4° classificato: SEBASTIAN VETTEL. Letteralmente fenomenale. Non solo perché è il quarto titolo mondiale consecutivo; non solo perché davanti ha solo Fangio e Schumacher avendo ancora 26 anni; non solo perché ha stabilito il record di nove vittorie consecutive; non solo perché ha raggiunto quota 397 punti, altro record; ma soprattutto per la facilità con cui ha ottenuto tutto questo. Certo, Vettel guida una macchina pazzesca, buona parte del merito va senza dubbio alla Red Bull. Ma che da luglio in poi non ci sia più stata partita è roba raramente vista. La faccia sconsolata regolarmente proposta da Alonso già dopo ogni pole-position dice tutto di quanto il fuoriclasse tedesco sia considerato ormai un inarrivabile alieno dai suoi rivali. La polemica con il compagno Webber alla fine del GP di Malesia, in cui Vettel venne accusato dallo stesso Mark di non aver rispettato gli ordini di scuderia che lo volevano secondo alle spalle del compagno, dice della cannibalistica fame di vittorie di questo campionissimo che ormai si è ritagliato uno spazio di primo piano nell’Olimpo della Formula Uno.

_67818790_heynckes_reuters3° classificato: JUPP HEYNCKES. Leggendaria zampata finale del tecnico tedesco, che dopo una carriera già vincente di per essa, lascia un segno indelebile nella storia del calcio conquistando tutto in un solo anno con il Bayern Monaco. Una trionfale cavalcata in Bundesliga, una Coppa di Germania conquistata a mani più che basse, ma soprattutto la Champions League, di cui rimane impresso soprattutto il doppio confronto con lo stellare Barcellona di Messi in semifinale, da cui i bavaresi escono vincitori con un complessivo punteggio di 7-0. Dopo due finali perse in tre anni, di cui una addirittura fra le mura amiche dell’Allianz Arena, il Bayern finalmente riesce a vincere il massimo torneo continentale, guidato da un allenatore tecnicamente molto preparato (i tedeschi hanno mostrato nell’arco di tutta la stagione un calcio spettacolare ed esaltante) ma anche psicologicamente molto forte: la notizia dell’ingaggio di Pep Guardiola per la stagione successiva, ufficializzato già a febbraio, non ha scalfito minimamente la professionalità e la determinazione di Heynckes, che chiude la sua carriera con un’impresa favolosa, il Triplete.

Olympic Games 2012 Athletics, Track & Field2° classificato: USAIN BOLT. Non saprei davvero più come descrivere questo meraviglioso atleta. Oltre che per Heynckes e il Bayern, arriva la tripletta anche per Bolt, con la leggera differenza che non è affatto la prima: medaglia d’oro ai Mondiali di Mosca su 100, 200, e 4×100 metri. L’inizio della stagione era stata decisamente al di sotto delle sue possibilità, cosa che aveva fatto pensare (e sperare) alcuni che potesse trovare delle difficoltà nell’essere il solito pigliatutto alla rassegna iridata. E invece no, terribilmente no. Usain divora i 100 metri in 9”77, i 200 in 19”66, e la staffetta veloce in 37”36. La cosa incredibile è che associare questi tempi al giamaicano fa storcere un po’ il naso, ci si aspettava forse qualche decimo in meno; eppure, questi tempi “ordinari” per lui, sono ad oggi fuori dalla portata di chiunque. Otto ori mondiali nelle ultime tre edizioni, quattordici dall’estate 2008 contando anche i Giochi Olimpici: al cinema? No, è realtà, è Usain Bolt.

2301009-marc1° classificato: MARC MARQUEZ. Luglio 2012, il team Honda ufficializza il passaggio in Moto GP di un giovanissimo ragazzo spagnolo di ottime prospettive (fresco campione di Moto2 con la Suter). Il ragazzo ha qualità, può essere un’ottima spalla per il compagno Pedrosa nella rincorsa di quest’ultimo al titolo. Nessuno si sarebbe mai immaginato cosa sarebbe accaduto nella stagione 2013. Marc ottiene un ottimo podio all’esordio in Qatar, ma già al secondo appuntamento ad Austin diviene il più giovane vincitore di un Gran Premio della storia. Da lì in poi è poesia pura: eccezion fatta per un ritiro al Mugello e una squalifica a Phillip Island, Marquez è andata sempre sul podio, di cui complessivamente sei sul gradino più alto, diventando il più giovane vincitore di un Mondiale di sempre e per di più nella stagione d’esordio, cosa riuscita solo nel 1978 a Kenny Roberts, che però allora aveva già ventisei anni. Un predestinato insomma, che ora ha tutto da dimostrare, per scrollarsi fin da subito di dosso la già incombente etichetta di meteora. Ma nonostante tutto, il 2013 è stato senza dubbio l’anno di Marc Marquez.

Vorrei infine fare una menzione particolare a due figure che quest’anno hanno lasciato il mondo dello sport; le lascio fuori classifica, un po’ perché il 2013 non è stato uno dei loro anni migliori, un po’ perché forse dovrebbero appartenere ad una griglia del tutto a sé stante, ma che comunque hanno indelebilmente segnato questo 2013 proprio per il loro gesto d’addio. Mi riferisco a Massimo Moratti e a Sir Alex Ferguson: entrambi hanno scritto la storia di uno sport, il calcio, che fra mille regole e schemi, ha il suo fascino soprattutto nelle personalità dei suoi interpreti, e Moratti e Ferguson sotto questo aspetto, oltre che per le loro innumerevoli vittorie, con il loro addio lasciano senz’altro una scia di reverenza e ammirazione.

Leggete ora la FLOP 5 del 2013!

7 Commenti a “La Top 5 del 2013

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