grosso del piero

Sono più forti, sono più freschi, sono più giovani. Ma sono tedeschi, e noi siamo Italiani. Tradotto: siamo il loro incubo. Italia-Germania è un classico del calcio mondiale, ma Italia-Germania ha sempre significato trionfi azzurri e disfatte teutoniche.

Inutile elencare tutti i grandi successi ottenuti con la Germania, dall’Azteca a Dortmund passando per il Bernabeu, è già stato fatto in abbondanza. Ma il fatto che la storia sia con noi ci può dare la spinta questa sera.

 

È una gara dove i tedeschi si presentano inevitabilmente favoriti: lo sarebbero stati a prescindere, ché una squadra che può permettersi di tenere in panchina gente come Kroos, Reus, Götze e Gomez è per forza di cose favorita; a questa superiorità tecnica sulla carta si sono aggiunti due giorni in più di riposo e i tempi supplementari disputati dagli azzurri che hanno tolto energie preziose in un torneo di poche settimane. Ma non partiamo battuti, e lo dice la storia, oltre alla fiducia che comunque è doveroso avere nelle qualità di Balotelli, Cassano, Pirlo e compagnia.

 


I tedeschi ci soffrono, è sempre stato così, tanto che a Europei e Mondiali non ci hanno mai battuti. Anche quando le loro motivazioni sembrano essere ai massimi livelli (come nel 2006 al Mondiale casalingo), anche quando sulla carta sono più forti, alla fine ci soffrono. È una questione di testa e di cuore, di mente e di sangue. Siamo latini, mediterranei, e la capacità di cavare un coniglio dal cilindro anche quando tutto sembra perduto è una caratteristica antropologica di noi italiani e, di conseguenza, della nostra nazionale azzurra. I tedeschi invece vanno sempre alla stessa velocità schiacciando tutto e tutti, non a caso li chiamano panzer. Ma quando un sassolino blocca l’ingranaggio del panzer ecco che non sanno più dove sbattere la testa. Che si chiami Fabio Grosso, Gianni Rivera o Paolo Rossi non importa: se colpiti, se feriti, faticano a trovare le contromisure. In parole povere: non riescono mai a fotterci, a fregarci, perché i più furbi siamo noi, perché i più smaliziati siamo noi, perché i più opportunisti siamo noi.

 

Stasera sarà dura, durissima, ma per i tedeschi non sarà indifferente da un punto di vista mentale avere di fronte l’Italia: ci devono battere, devono sfatare questo tabù, e l’obbligo di vincere potrebbe risultare controproducente. In questi tornei la componente psicologica conta tanto, e quelli più liberi di testa siamo noi. Auguriamoci che da lassù Scirea, Valcareggi e Bearzot ispirino i nostri ragazzi, affidiamoci a Pirlo e Buffon che i tedeschi li hanno già beffati: è Italia-Germania, è la storia del calcio che torna in campo, è una sfida che, alla fine, vinciamo sempre noi.

 

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Leggo Tex Willer e fumo Camel Light.

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