van basten 1988

Germania Ovest 1988Il capolavoro di Van Basten

 

Da sapere Per la prima volta la detentrice del trofeo, la Francia, non si qualificò per la fase finale dei Campionati Europei.

 

La finale

Monaco, 25 giugno 1988

Olanda-URSS 2-0

Reti: 33′ Gullit 1-0; 54′ Van Basten 2-0.

Olanda: Van Breukelen, Van Aerle, Rijkaard, R.Koeman, Van Tiggelen, Vanenburg, Wouters, A.Mühren, E.Koeman, Gullit, Van Basten.

URSS: Dasaev, Khidiatulin, Demianenko, Litovchenko, Aleinikov, Zavarov, Gotsmanov (69′ Baltacha), Mikhailichenko, Rats, Protasov (72′ Pasulko), Belanov.

 

I campioni Finalmente l’Olanda, eterna perdente, riuscì a conquistare un trofeo importante. Dopo le due sconfitte nelle finali mondiali del 1974 e del 1978, la nuova genereazione dei Van Basten, dei Gullit, dei Rijkaard e dei Koeman portò a casa il Campionato Europeo, grazie alle proprie qualità individuali, ben amalgamate dal tecnico Michels, e ad un gioco meno bello di quello della generazione Cruijff ma tuttavia molto efficace.

 

Il personaggio Se Rinus Michels è stato eletto allenatore del secolo un motivo ci sarà. E non fu la vittoria agli Europei del 1988 a renderlo grande, bensì il calcio messo in mostra alla guida dell’Ajax e poi del Barcellona nei primi anni Settanta. Michels è considerato l’inventore del calcio totale oranje, e con i propri metodi di lavoro e la propria idea di gioco rivoluzionò il mondo del calcio.

 

Gli azzurri Era un’Italia bella e simpatica quella che prese parte agli Europei in Germania Occidentale. Ad allenarla, dopo l’addio di Bearzot, era stato chiamato Azeglio Vicini, selezionatore dell’under 21, che portò in prima squadra parecchi giocatori quali Zenga, Maldini, Mancini e Vialli, aggregandoli a uno scheletro con già una certa esperienza composto da, tra gli altri, Baresi, Bergomi, Ancelotti e Altobelli. La simpatia e il buon gioco, tuttavia, non portarono oltre ad un terzo posto ex-aequo, risultato che verrà raggiunto anche due anni più tardi ai Mondiali, condannando la squadra di Vicini al ruolo di eterna incompiuta.

 

La curiosità Il gesto tecnico con cui Marco Van Basten, al 54esimo della finalissima, mise a segno il 2-0 in favore della nazionale olandese, è entrato nella storia del calcio, considerato da molti come il gol più bello mai segnato, alla pari con lo slalom di Maradona del 1986. Misto di coordinazione e tecnica, la rete del Cigno di Utrecht rappresenta simbolicamente ancora oggi la classe di un campione che ha sempre fatto le fortune delle squadre per cui ha giocato.

 

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Il capolavoro di Van Basten

 

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Leggo Tex Willer e fumo Camel Light.

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