Italia - Brasile pallavolo maschile World League

E così, zitto zitto, mese dopo mese, anche quest’anno è arrivato il 31 dicembre. Giorno di cenoni, di spettacoli pirotecnici, di baci sotto al vischio, ma anche di rese dei conti e di bilanci. Come ogni fine dell’anno che si rispetti, anche in questo 2014 ci troviamo dunque a ricordare i più grandi successi sportivi dei 12 mesi che stanno giungendo al loro termine. Ma non solo. Non essendoci vincitori senza sconfitti, non essendoci gioie senza delusioni, ad ogni Top 5 corrisponde una Flop 5 inversamente proporzionale. Ebbene sì, cari contropiedisti: come vi abbiamo abituati da qualche anno, ci tocca l’arduo compito non solo di eleggere i 5 più bei successi sportivi dell’anno che sta volgendo al termine, ma anche le 5 più grandi delusioni. Senza guardare in faccia a nessuno (tanto che ci importa a noi?).

[QUI potete leggere la Top 5 Sportiva del 2014]

5) Gli arbitri di porta

arbitri addizionali

Gli abbiamo dato, non uno, ben due anni di fiducia, ma a questo punto possiamo tranquillamente dire che i giudici addizionali, ovvero gli assistenti piazzati alle spalle di ogni rete di Serie A, sono stati un vero flop. E neppure a costo zero: come ha calcolato per Repubblica Matteo Pinci, la spesa sostenuta ogni anno per mandare in giro i giudici di porta (solo loro eh) varia tra il milione e 600mila e il milione e 800mila euro, di cui solo 185mila euro arrivano dalla Fifa. In un paio d’anni abbiamo speso più o meno tanto quanto ci costerebbe garantire tecnologicamente la certezza del gol: una spesa stimata in circa 4 milioni di euro per installare i dispositivi in tutti i 16 stadi di A. Una spesa che, sicuramente, porterebbe a meno proteste di quante non ne hanno scatenate gli arbitri addizionali. Sì, perché se prima, almeno, il responsabile era uno e soltanto uno, l’arbitro, ora non si sa più con chi protestare o a chi chiedere delucidazioni. Una situazione che spesse volte supera il ridicolo per sconfinare nel tragicomico e il 2014 è stato un anno ricchissimo, ahinoi, di proteste ed errori. Chiedo a Platini, Collina, Abete e compagnia danzante, quella degli strenui sostenitori dei 5 arbitri (cinque per l’amore di Dio!): possiamo smetterla con questa pantomima?

4) La Nazionale maschile di pallavolo

Italia vs Brasile - Pallavolo maschile World League

Andate a leggere dove volete, su siti specializzati, finanche su Novella 2000: l’aggettivo più usato per il Mondiale giocato dagli azzurri della pallavolo in Polonia è “disastroso”. Ed effettivamente calza a pennello: giunti nella terra iridata con ambizioni da podio, i ragazzi di Berruto hanno raccolto 6 sconfitte in 9 gare, di cui una, umiliante, contro Porto Rico, un 1-3 che brucia ancora per la disarmante impotenza con cui è stato incassato dai nostri. Alla fine, dalle speranze di medaglia si è passati ad un 13esimo posto che è il peggior piazzamento da 20 anni a questa parte. Potremmo iniziare adesso e finire a Pasqua se ci mettessimo a elencare tutti i problemi e le lacune riscontrate negli azzurri, ma sarebbe inutile e poco rispettoso verso dei professionisti che, comunque, hanno dimostrato in passato di poter fare molto meglio. Un unico consiglio: per capire cosa significhi “tirare fuori i coglioni”, osservare le partite delle colleghe ai Mondiali giocati in terra amica. Sembrerà una battuta, ma qui nessuno scherza: altro che ovaie, le ragazze di Bonitta hanno dimostrato palle grosse così!

3) La strana coppia Andy Murray e Fabio Fognini

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Parliamo di tennis, e va bene. Ma a metterli insieme sembra un po’ di voler formare una coppia comica: dinoccolato, introverso e malmostoso il primo; bello, espansivo (sin troppo) e mediaticamente sgamato il secondo. Purtroppo, nel 2014, si trovano accomunati da un unico fil rouge: la delusione. I risultati sono mancanti sia per lo scozzese che per il ligure. Se il 2013, per Murray, è stato l’anno del trionfo, con quella vittoria a Wimbledon che ha riscritto pagine della storia, il 2014 è stato un anno deludente. Ha vinto solo a Valencia, Shenzen e Vienna e la permanenza tra i migliori 8 dell’Atp è poca roba per uno con le sue qualità. L’addio a Lendl come allenatore e l’arrivo di Amelie Mauresmo nella sua sempre numerosissima (tra madre, amici, fidanzata e chi più ne ha più ne metta) panchina non ha fatto altro che incasinare ancora di più le cose.
Dal canto suo, il nostro Fognini era atteso alla prova del nove. Prova che, purtroppo, non è stata superata. Dopo un 2013 a tratti brillante, quest’anno sono stati veramente pochi gli acuti: ha vinto a Vina del Mar, ha battuto proprio Murray in un’epocale sfida di Davis giocata a Napoli e ha ottenuto il suo miglior piazzamento in classifica a marzo. Poi il buio. Ha insultato ogni soggetto animato sia passato su di un campo durante un suo match, poteva essere il padre o un piccione; ha spaccato racchette senza soluzione di continuità; ha collezionato tanti fischi da far invidia a Pasquale Bruno nelle partite contro la Juventus. L’unica nota lieta, probabilmente, è l’inizio della bella storia d’amore con la collega Flavia Pennetta. Fognini probabilmente non ha resistito allo stress di essere l’uomo da battere e non più la scheggia impazzita del tabellone. Il 2015, però, dovrà essere l’anno della riscossa, perché i mezzi per fare bene li ha tutti. Risponderà presente anche la testa?

2) La Nazionale di calcio

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Ahi ahi ahi ahi. Lo sappiamo, la stavate aspettando. Del resto era impossibile non metterla tra i flop dell’anno. Ammetto che, fino all’ultimo, sono stato indeciso sull’inserire Balotelli in questa classifica, un po’ per il Mondiale incolore, un po’ per la imbarazzante situazione che sta vivendo a Liverpool. Però, in questa maniera, sarebbe parso a voi lettori come un colpevolizzare l’attaccante bresciano per il fallimento brasiliano della compagine guidata da Prandelli e sarebbe stato ingiusto. Balotelli, nonostante le critiche ricevute, come più volte scritto proprio nelle nostre pagine virtuali (QUI e QUI ad esempio), fu solamente uno dei colpevoli di quella disastrosa spedizione carioca. Il fallimento dell’Italia in Brasile fu totale e collettivo, non parziale e singolare. Un fallimento che fece ancora più male perché arrivò dopo l’illusione della prima vittoria contro l’Inghilterra, partita in cui gli azzurri erano parsi una squadra, un abbozzo di un progetto. Ahinoi la compagine di Prandelli si rivelò, nelle sfide con Costarica e Uruguay, un aborto di un progetto e un’accozzaglia senza capo né coda di giocatori mediocri. Certo, ci furono il morso di Suarez e l’espulsione di Marchisio, ma ci fu soprattutto un allenatore incapace di gestire il gruppo e troppa, veramente troppa, mediocrità. Quello che fa più male è aver assistito a prove in cui è mancato anche l’unico elemento che, solitamente, sul campo da calcio non ci è mai mancato: l’orgoglio. È da lì che Conte, stage a parte, dovrà ripartire.

1) La squalifica a Carolina Kostner

Giappone, pattinaggio figura: medaglia di bronzo per Carolina Kostner

Forse definirla un flop è inappropriato, ma non abbiamo ancora pensato alla classifica delle decisioni vergognose della Procura del Coni. Per questo ho pensato di inserire al primo posto della Flop 5 2014 questa scandalosa decisione contro la nostra pattinatrice di punta e non invece la stagione della Ferrari (c’era veramente qualcuno che credeva potesse andare meglio? Ah, l’ottimismo…). Per chi non lo sapesse, la Kostner rischia fino a 4 anni e 3 mesi di squalifica. L’accusa è quella di aver coperto l’allora fidanzato Alex Schwazer, risultato positivo all’Epo durante le Olimpiadi di Londra 2012. Sapete la cosa più assurda? Che il marciatore, per aver assunto l’Epo, s’è preso 3 anni e 6 mesi di squalifica. Il dopato s’è preso meno di quanto la Procura antidoping del Coni vorrebbe dare alla sua allora fidanzata, rea, forse, di aver taciuto. Una cosa vergognosa, che vedrà la sua conclusione il 16 gennaio, quando è prevista l’udienza sul caso della pattinatrice. Intanto il nostro Comitato Olimpico e i suoi legulei stanno inanellenando una figura di emme dietro l’altra. La richiesta di 4 anni e 3 mesi, infatti, si basa sul fatto che, a loro parere, la Kostner sapesse che Schwazer si dopava. Come poteva, la sua fidanzata, non sapere? Ma che ragionamento è? In quante coppie uno dei due partner non sa cose fondamentali della vita dell’altro? Migliaia, centinaia di migliaia, milioni. E se amo una persona sono disposto a credere alle sue parole: se mi dice che non si dopa, io le credo. Purtroppo, però, queste parole sono solamente lo sfogo di un osservatore deluso e amareggiato qual è il sottoscritto. E noi, con questo tipo di istituzioni, vorremmo anche organizzare le Olimpiadi. Mi scapperebbe da ridere, non ci fosse da piangere.

Care lettrici e cari lettori di Contropiede, spero che sia stato un anno, sportivamente parlando (ma non solo dai) vissuto al massimo. C’è a chi sarà andato bene e a chi sarà andato male, del resto è questo il gioco. L’importante, però, è essere sempre scesi in campo. Vi auguro, a nome mio come credo di tutta la Redazione, un 2015 da titolari. Poi magari vincerete, magari no, ma almeno ci avrete provato. A rileggerci all’anno prossimo.

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Crede nello sport come forma di narrazione, è Dottore in giurisprudenza perché crede ancora nella giustizia e legge per tenere i piedi ben saldi sulle nuvole. Ha trovato una Winston blu. L'ha fumata. @Andrea_Ross89

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