asafa powell

Il 2013 è oramai giunto alla fine. Un anno strano, di certo non ricco di soddisfazioni e lo sapete bene voi che tra IMU, TARES, IRPEF, TASI, IUC, e chi più ne ha più ne metta, siete giunti a questo capodanno con giusto giusto le braghe al culo, scusate l’eufemismo. La crisi opprime, la crescita è stagnante, il lavoro manca, i soldi latitano, le occasioni sono miraggi nel deserto e come se non bastasse avete speso metà del vostro fantaportafoglio per acquisire ad inizio stagione Mario Gomez. Insomma, c’è ben poco di che sorridere, ma tentar non nuoce.

Lo sport, in tempi moderni, è sempre più “oppio dei popoli”, come definiva la religione Marx, ma se per certi versi la cosa non è certamente positiva, per altri emozionarsi, scaldarsi o anche solo divertirsi innanzi ad un evento sportivo non è affatto qualcosa di negativo. Ed oggi, giunti al 31 dicembre 2013, quello che vogliamo fare è proprio una fotografia di gruppo che faccia un po’ riflettere sull’anno appena trascorso di sport. Di eventi sportivi, oramai, ne è ricolmo ogni giro attorno al sole del nostro globo terracqueo e di eventi e personaggi da ricordare, di statistiche e numeri, ne sono piene le nostre teste. Cercare di fare una classifica quindi non è così semplice, a maggior ragione se la si vuole fare sui flop, perché si sa che a rimanere maggiormente impressi nella mente dei tifosi sono soprattutto i successi. Esistono i gufacci, certo, ma prima o poi pure loro si stancano di bubolare a destra ed a manca e così le rovinose cadute di stile e di risultati degli atleti vengono facilmente messe in un cassetto, a meno di cataclismi sportivi inenarrabili.

Ma il lavoro sporco lo deve pur fare qualcuno e così eccomi qua, dodici mesi dopo lo scorso anno (QUI la Flop 5 del 2012), a riproporvi la FLOP 5 dell’anno, bubolando (perdonatemi, ma ho appena scoperto la definizione precisa del verso del gufo e non posso contenere la mia voglia di condividere con voi questa rivelazione) sulle larghe spalle degli atleti presenti in questa classifica, che so non se la prenderanno. Del resto, a loro, che gliene frega?

federer5° classificato: ROGER FEDERER. Il dolore che provo a scrivere questo nome in questo contesto non è possibile esprimerlo a parole, ma l’onestà prima di tutto. Il 2013 è stato l’annus horribilis del fuoriclasse svizzero, parso, a 32 anni suonati, costantemente fuori condizione e spesso con la testa da un’altra parte. In sintesi: zero Slam vinti (come nel 2011), ma soprattutto zero finali Slam (non accadeva dal 2002); un solo picco, ad Halle, sulla sua amata erba, con il suo 77° trofeo vinto in carriera; la inspiegabile sconfitta al secondo turno di Wimbledon per mano di un mezzo sconosciuto ucraino; una seconda metà di stagione da comparsa e la conclusione dell’anno al sesto posto nella classifica ATP, come non accadeva dal febbraio 2003. Ciliegina (avvelenata) sulla torta il sesto miserabile posto nella classifica dei migliori atleti svizzeri, dove ha vinto su tutti Dario Cologna (chiiiii?) ed in cui è stato preceduto anche dal collega Wawrinka. Può essere, semplicemente, che il fisico non riesca più a stare al passo di una mente, tennisticamente parlando, così superiore a tutte le altre, ma può essere anche che con una preparazione più oculata e con qualche modifica nello stile di gioco si possa ancora vedere sui campi da gioco il Federer brillante che ha fatto innamorare un’intera generazione di appassionati, seppur senza quella impressionante costanza di rendimento mostrata fino al 2012. Proprio per questo Roger ha provato a cambiare racchetta passando ad una 98 pollici di piatto corde dopo esser stato per ben undici anni con una 90 pollici (attualmente si usano difatti piatti sui 100 pollici), ma soprattutto ha deciso di provare come coach un certo Stefan Edberg (do you know?). La sensazione però è che le luci della sua carriera si stiano lentamente spegnendo ed il rischio di vedere sempre più spesso esultare tennisti come Nishikori, Stakhovsky, Delbonis, Brands e Robredo (non nomi a caso, bensì, in ordine cronologico, alcune delle più cocenti sconfitte nella stagione dello svizzero) dopo una partita contro di lui è dietro l’angolo. L’unica certezza, al momento, è che il suo 2013 è stato un flop, si spera estemporaneo.

Italy's players celebrate after defeating Britain during their women's Group A volleyball match at Earls Court during the London 2012 Olympic Games4° classificato: NAZIONALE FEMMINILE DI VOLLEY. Fino all’ultimo il quarto posto se lo sono giocate due Nazionali, ovvero quella maschile dei “cagnacci” azzurri e, per l’appunto, quella rosa-azzurra di pallavolo. Entrambe, ai test degli Europei di categoria, si sono dimostrate una cocente delusione, con picchi di prestazioni vanificati da dei risultati amari nei momenti che contavano. L’ago della bilancia, alla fine, l’ha fatto pendere verso le azzurre della pallavolo più che altro la tradizione italiana che contraddistingue la disciplina (e non, come molti di voi hanno pensato, la voglia di mettere nel pezzo una foto delle nostre belle atlete, maliziosi che non siete altro!). Col basket, ahinoi, ci siamo abituati da diversi anni a figure barbine ed a cocenti delusioni, ma nella pallavolo no. Ecco perché la prova delle ragazze di coach Mencarelli lascia ancora di più l’amaro in bocca. L’idea di pescare talenti nelle nuove generazioni non è affatto sbagliata, ma l’impressione è che questa nuova generazione sia un po’ avara di classe. Opinione superficiale? Può essere, ma la sensazione trasmessa dai match osservati è che il mix tra esperienza e freschezza non sia proprio ben riuscito. Nel 2014 ci sono i Mondiali e la certezza è che serva qualcosa in più. Sono brave, sono forti, sono belle, ma il loro 2013 è stato un amaro flop.

strama3° classificato: ANDREA STRAMACCIONI. In un’annata dove l’evento di spicco è stata la Confederations Cup, capirete anche voi che è dura trovare qualcosa di interessante da dire sul calcio. Ma grazie al cielo, prima di lasciare la scrivania all’indonesiano dalla faccia simpatica, Moratti ha deciso di regalare un ultimo capitolo alla storia dei suoi flop, lunga almeno tanto quella dei suoi successi nerazzurri. Il flop è chiaramente il giovane tecnico Andrea Stramaccioni che ha vissuto un campionato 2012/2013 a due facce: promettente nella prima parte, catastrofico nella seconda. Ora, gli diamo tutti gli alibi possibili immaginabili, dagli infortuni ad una dirigenza leggermente incasinata, dalla rosa non all’altezza a Cassano che ti nasconde le mutande per dileggiarti innanzi a tutto lo spogliatoio (non credo sia successo, ma ce lo vedo bene Cassano a fare cose del genere), ma il caos mentale in cui è caduto il giovane tecnico romano da gennaio 2013 sino a maggio è qualcosa di poco scusabile. Tra formazioni azzardate e totale assenza di senso tattico, l’Inter ha rischiato seriamente di perdere la proprio dignità calcistica, riuscendo a fare peggio addirittura della stagione precedente, in cui anche il tragicomico Novara passeggiò sulle macerie nerazzurre. Le qualità non mettiamo in dubbio che ci siano, ma in un’annata senza grandi eventi calcistici si merita senza dubbio il gradino più alto dei flop pallonari del 2012.

sport_formula_1_ferrari_alonso_montezemolo_massa_ansa2° classificato: LA FERRARI. Non mi riferisco all’illuminata, nel vero senso della parola, conduttrice de La Domenica Sportiva, bensì di quella che dovrebbe essere la più famosa e più forte scuderia automobilistica. L’anno passato, al 5° posto di questa classifica, trovò spazio il buon Massa, ma quest’anno il team di Domenicali & Co. non si salva dietro il capro espiatorio brasiliano (che, sia chiaro, rimane un flop perenne a mio modesto parere). Neppure un Alonso versione Rambo per buona parte della stagione ha permesso alla rossa di competere con la Red Bull, che sarà anche di un altro pianeta ed è guidata da una specie di drone imperturbabile, ma che alla fin dei conti sempre di lamiera e pistoni è fatta (o no?). Ciò che ci dicono i fatti è che da quando nell’ufficio che fu di Jean Todd s’è accomodato Domenicali la situazione è andata in un continuo peggiorando ed ogni rimedio tentato non ha fatto altro che portare dei peggioramenti. Il fatto che un talento cristallino come Alonso non sia ancora riuscito a vincere un mondiale piloti seduto sul cavallino rampante fa sorgere più di qualche dubbio sull’operato dei capi meccanici ed ingegneri. La prossima stagione non ci sarà più soltanto un talento cristallino, ma ben due talenti cristallini, con il ritorno di Kimi Raikkonen alla rossa, ed è un dovere offrire loro qualcosa in più. Cambieranno le regole, i motori saranno totalmente rinnovati e con questi cambiamenti speriamo di non dover piazzare nuovamente il cavallino di Maranello tra i flop. Anche se non c’è due senza tre…..

carter1° classificato: IL DOPING JAMAICANO. Qualche dubbio, sinceramente, c’era. Che in uno Stato con neanche tre milioni di abitanti potessero nascere, in una stessa identica generazione, un tal numero di talenti dell’atletica metteva un po’ la mosca all’orecchio. Ma si sa, o si parla con delle prove in mano, o si sta zitti. Le prove, purtroppo, sono arrivate a luglio, con tre sprinter e due lanciatori beccati positivi ai controlli antidoping. Tra questi spiccano, appunto, i nomi dei due sprinter Asafa Powell e Nesta Carter, oltre alla velocista Sherone Simpson. La naturale reazione, da parte di molti, è stata quella di chiedersi: «E Blake e Bolt? Loro no? Ma che davvero?». È brutta come reazione, avete ragione, ma è anche normale. Sulla Jamaica le nubi del doping si aggiravano oramai da anni, e pare incredibile che i suoi due atleti più di spicco, nonché i più veloci in assoluto al mondo, siano gli unici, di fatto, a non essere stati nemmeno toccati dalla bufera che alla fine s’è abbattuta. La realtà è che oramai a pensare male molte volte ci si azzecca e la sensazione è che a breve nel mondo dell’atletica, e dunque sulla IAAF, si abbatterà un terremoto epocale come avvenuto al ciclismo dopo il caso Armstrong nel 2012. Intanto il terremoto s’è abbattuto sulla JADCO, l’associazione anti-doping jamaicana, i cui massimi vertici, a novembre, si sono dimessi in blocco a seguito delle indagini portata avanti dalla WADA. Come l’anno scorso per Schwarzer, anche quest’anno, a malincuore, il più grande flop sportivo dell’anno va all’atletica ed in particolare ad una storia di doping.

Anche quest’anno, cari lettori e care lettrici, il mio sporco lavoro l’ho fatto. Sperando che non siate finiti in alcuna Flop 5 del 2013 ed augurandovi di non trovarvi in alcuna Flop 5 del 2014, vi faccio i migliori auguri per la fine di quest’anno e l’inizio del prossimo. Abbuffatevi di risate, divertimento, baci sotto il vischio e cotechini. Ci leggiamo nel 2014!

Leggete ora la TOP 5 del 2013!

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Crede nello sport come forma di narrazione, è Dottore in giurisprudenza perché crede ancora nella giustizia e legge per tenere i piedi ben saldi sulle nuvole. Ha trovato una Winston blu. L'ha fumata. @Andrea_Ross89

Un commento a “La Flop 5 del 2013

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