pellegrini flop

satta boatengIo le amo, giuro. Non vedo l’ora che giunga questo periodo per poterle leggere, analizzare, capire. Io amo le classifiche di fine anno. Tutte, proprio tutte, dalla più stupida (“I 5 migliori abbigliamenti del 2012”, come se ce ne importasse qualcosa davvero) alla più inutile (“Le 5 migliori fotografe da cellulare del 2012”, vinta oramai per il secondo anno di fila da Melissa Satta), dalla più arguta (“I 5 migliori modi di evadere le tasse del 2012”) alla più interessante (la classica “I 5 migliori libri/film/cd del 2012”). Starei ore ed ore a cercarle su quotidiani, settimanali, riviste, blog, ecc… e poi starei ore ed ore a leggerle, cercando di capire, attraverso quelle brevi liste, come in un solo anno sia cambiato il mondo e, con esso, la nostra vita.

Fare una classifica non è facile, ci vuole una preparazione mica male, ci vuole conoscenza o comunque una sana dose di coraggio e menefreghismo (andate a dirlo voi a Belen che la Satta ha vinto ancora la classifica della migliore fotografa da cellulare, non vorrei essere nei vostri panni…). Devi essere consapevole che potresti ferire qualcuno (pare che il Bosone di Higgs sia rimasto estremamente deluso dalla scelta del Time di rieleggere personaggio dell’anno Obama), che potresti crearti dei nemici, che molti amici potrebbero non rivolgerti più la parola e che la tua famiglia potrebbe rinnegarti, cosa capitata ad un blogger che ha eletto le lasagne della nonna di un amico come le migliori, a dispetto a quelle di sua madre. Insomma, fare classifiche di fine anno è un lavoro sporco, da duri, un lavoro d’inchiesta in cui però, incredibilmente, moltissimi, se non tutti, cercano di cimentarsi. Perchè? Perchè una classifica ben riuscita regala la gloria eterna. Ogni anno si ripeterà, con incredibile seguito, quella classifica per cui si potrà ringraziare soltanto un uomo, il suo padre ideologico.

Io non mi ritengo certamente un uomo particolarmente coraggioso (anzi) e neppure un soggetto alla disperata ricerca della gloria, eppure il fascino della classifica è entrato in me, come un Alien. Pensando dunque a cosa scrivere per questo fine 2012, l’idea della Top 5 si è insediata in me e s’è impossessata di ogni mia possibile cernita di opzioni. Farò una classifica e poichè siamo su Contropiede.net, la farò sportiva. No, non parlerò di migliori atleti, migliori gol, migliori sfide o altre robe migliori, bensì degli sportivi che peggio hanno fatto in un anno in cui tanto ci si aspettava da loro. Lo so, questa scelta mi provocherà delle grane, ma ho le spalle larghe e le mie convinzioni a farmi da scudo. Io non ho paura. Cominciamo:

 

Malaysian Formula One Grand Prix: Previews5° classificato – FELIPE MASSA: al quinto posto soltanto perchè ammetto che la Formula 1 non è tra le mie principali passioni sportive. Eppure mi chiedo come questo signore dalla faccia da adolescente di Rio possa essere pagato fior fior di milioni per… nulla. Ok che di fianco hai Alonso, mica il primo pirla qualunque, ok che per pura casualità hai rischiato di vincere un Mondiale Piloti pochi anni fa, ma si arriva ad un punto in cui ci si deve rendere conto che è meglio fare altro. Alla fine poteva redimere i propri peccati schiantandosi su Vettel e aiutando Alonso a vincere, tanto è talmente pippa che poteva essere benissimo frutto del fato, del caso, un incidente del genere, ma la sua testa non è arrivato a concepire tanto, aiutato da uno stratega che dello stratega ha soltanto gli occhiali, ovvero Domenicali. Flop n°5 del 2012, spero di non dovermi ripetere nel 2013.

4° classificato – RAFA NADAL: leggende narrano che sia ancora in vita, sui monti dell’Himalaya o nelle stanze di riflessione dei monaci tibetani, irriconoscibile dietro ad una barba di diversi mesi e con un fisico non più scolpito da ore ed ore di palestra, ma soltanto dalla impervia natura. A quanto pare però il tennista spagnolo più forte di sempre è soltanto infortunato. A Wimbledon l’incidente, poi solo il silenzio. Niente grandi slam, niente Olimpiadi addirittura, niente Masters. Doveva tornare a Doha, ma non ci sarà, questa volta per un virus. Nadal è attualmente uno dei latitanti più ricercati al mondo. In un anno in cui Djokovic, tra alti e bassi, è riuscito a confermare la sua forza, Murray ha incredibilmente vinto qualcosa (e mica l’ultimo challenger, ma l’oro londinese) ed in cui Federer s’è riconfermato suprema divinità tennistica, Nadal non c’è stato. Una colpa non da poco, soprattutto perchè, in tutta franchezza, cosa sia successo realmente al suo corpo nessuno l’ha ben capito. Flop n°4 e mistero n°1.

3° classificato – ALEXANDRE PATO: il papero migra verso caldi lidi a quanto pare. È un peccato, davvero, ma non ci si può guardare indietro. Qui stiamo parlando di un giocatore potenzialmente tra i primi cinque o sei al mondo per tecnica, velocità ed anagrafe, ma che, volente o nolente, si ritrova a 23 anni a dover ripartire da zero. 25 milioni di € era il suo valore quando ancora non era maggiorenne; ora siamo, stando larghi, sui 15 milioni. Infortunio dopo infortunio, botta morale dopo botta morale, il ragazzo non è mai riuscito a dare continuità alle prestazioni, rompendo un saldo legame che lo legava alla Società ed alle aspettative di tutti i tifosi rossoneri. Una piccola colpa, a mio parere, ce l’ha pure l’A.C. Milan che ha tentato di costruire una massa di muscoli su un fisico non in grado di supportarla, ma la debolezza carismatica del ragazzo è stata certamente la base di tutto. La partenza di Ibra doveva essere combustibile nel fuoco motivazionale di Pato, invece è diventata soltanto l’ennesima dimostrazione di come non si possa fare affidamento su di lui. L’esplosione di El Shaarawy, poi, ha completato l’opera: Pato, grazie, ma puoi andare. Il Brasile ti aspetta per rinascere, o almeno lo speriamo per te. Flop n°3, decisamente il primo in ambito calcistico.

pellegrini flop2° classificato – FEDERICA PELLEGRINI: la pavesina veneta, la sirenetta della laguna, per alcuni un’icona della moda (solo in Italia una nuotatrice potrebbe diventarlo con il fisico che si ritrova…), la bandiera italiana del nuoto nel Mondo. Nessuno, sinceramente, avrebbe pensato a fine anno di vedere il suo nome in una classifica sui peggiori sportivi del 2012, eppure non si può fare diversamente. Lei ad emblema dell’intero movimento nuotistico italiano, ma lei era anche la più attesa, come sempre, e la sua caduta dunque ha fatto molto più rumore di quella degli altri. I giornali, le copertine, le pubblicità, le foto mezza nuda che superano ampiamente il numero di medaglie vinte nella sua carriera (ce ne vuole eh…). Non so se tra queste cose si celi il motivo del suo flop a Londra 2012 o se invece la risposta vada ricercata, realmente, nel suo carattere tosto ma allo stesso tempo fragile, di certo però, agli occhi pubblici, quelle cose non l’hanno aiutata. Spavalda, sempre sulla sottile linea che divide antipatia da semplice autostima costruita, quest’anno non può uscire indenne da critiche. Il 2013 dev’essere l’anno della sua rinascita sportiva, soltanto se lo vuole realmente però, altrimenti farebbe bene a decidersi ed a scegliere definitivamente la via più semplice della notorietà senza senso. Per ora constatiamo soltanto che il suo è il flop n°2.

1° classificato – ALEX SCHWAZER: l’abbiamo lasciato dopato e lacrimante mentre raccontava di quando, con 1500 euro, s’era andato a comprare l’EPO negli angoli più remoti dell’Europa. Un uomo distrutto e con lui l’immagine di uno sport. Con lui e, un po’, per lui sono riaffiorati dubbi che tanto faticosamente il mondo sportivo vero era riuscito a ricacciare in profondità, attraverso il sudore e la fatica, attraverso i risultati e lo sforzo. Le sue lacrime hanno toccato umanamente, ma lasciano un senso di vuoto e di schifo in chi ama lo sport, non solo quello sport. L’uomo va aiutato, lo sportivo va giustamente colpevolizzato, emarginato e punito severamente. La sua storia è forse quella più dolorosa di questo 2012 sportivo, perchè non solo ha ferito, ma ha anche deluso e allontanato qualcuno che magari si era avvicinato, ha fatto veder la grande zona d’ombra che lambisce costantemente chi ancora fatica a trovarsi uno spazio nel mondo dell’atletica italiana, troppe volte emarginata. Se poi, chi riesce ad ergersi dall’ombra, fa cazzate del genere, diventa molto più difficile per tutti quanti. Flop n°1 del 2012, di certo quello che, tornando indietro nel tempo, vorrei non fosse mai accaduto.

 

Bene ragazzi, che dire, lo sfizio della classifica me lo sono tolto e dunque ora posso iniziare il 2013 in pace e serenità. Augurandovi lo stesso, anche senza avere per forza scritto alcuna classifica, spero che il 2013 possa essere per tutti voi lettori un anno diverso, meno politicizzato (o tecnicizzato si dovrebbe dire?) e più reale. Godetevi i botti, il cotechino, le lenticchie, i baci sotto il vischio ed i fioretti del  1° gennaio, ci leggiamo l’anno prossimo.

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Crede nello sport come forma di narrazione, è Dottore in giurisprudenza perché crede ancora nella giustizia e legge per tenere i piedi ben saldi sulle nuvole. Ha trovato una Winston blu. L'ha fumata. @Andrea_Ross89

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