Messi e Blatter Pallone d'Oro 2013

Contro il tiqui taca - Michele DalaiHa ragione Michele Dalai: il modello morale blaugrana ha stufato. Nel suo libro Contro il tiqui taca [QUI potete trovare la recensione del libro scritta dal nostro Bobby Cialtron, ndr], Dalai ha messo in luce alcuni aspetti extra-calcistici legati ai catalani che a suo parere sono troppo forzati e spesso fastidiosi. Sebbene dal punto di vista calcistico si possa dissentire su certe considerazioni, ad esempio che il gioco del Barça sia noioso (argomento che non voglio approfondire in questo articolo), per altri versi non si può che ritrovarsi pienamente d’accordo con l’autore quando le presunte eccellenze etiche della prima squadra di Barcellona vengono puntualmente smentite: si parla di giocatori che si ama dipingere come corretti, buoni, educati e leali, ma in realtà essi non sono poi così diversi dai colleghi di altre formazioni. Questo perché anche loro hanno gli stessi usi e costumi che contraddistinguono il calciatore moderno, ad esempio la passione, talvolta smisurata, per la simulazione. Ad esempio, quando Dalai erge Busquets a stendardo della scorrettezza certamente non va lontano dalla realtà, anche se, molto probabilmente, pecca un po’ di interismo nella sua analisi al riguardo.

Tuttavia il caso Blatter scoppiato in queste ultime ore, costituisce la prova che la propaganda del Barça, con l’etica del Messi “campione simpatico”, ha riscosso consensi anche ai piani alti della FIFA. Ecco dunque ritrovarci di fronte ad una vera e propria dicotomia calcistica che periodicamente si ripropone, non troppo casualmente, da questi giorni autunnali sino agli inizi di gennaio, in concomitanza con l’assegnazione del Pallone d’oro: Cristiano Ronaldo e Messiaristocrazia contro democrazia. Il primo è la rappresentazione calcistica del dominio del singolo sulla collettività e non per niente Blatter lo definisce ironicamente un «comandante in campo». Al suo fianco in campo troviamo pochi altri governatori, i quali non necessariamente hanno rappresentanti nello staff tecnico, o per lo meno non in quello blancos, a differenza di CR7. Il secondo è invece il simbolo della cultura moral-calcistica blaugrana: proveniente da una situazione sociale difficile, prodotto di un sistema etico “buono” come la tanto acclamata cantera, paladino della collettività come terminale offensivo del democratico sistema tiqui taca.

Blatter C. RonaldoPare evidente che Blatter e la FIFA siano sostenitori di quest’ultimo modello. Prova decisiva di questo processo a favore di una democratizzazione del calcio non è tanto la goliardia collegiale con cui l’intramontabile Joseph dipinge Cristiano Ronaldo, bensì il nuovo regolamento del premio FIFA Ballon d’Or, in vigore dal 2009. Sistema per cui una nazione come l’Italia, che certamente può dire la sua in termini di contributi alla storia del calcio, ha lo stesso numero di votanti (e lo stesso peso) rispetto alle isole Maldive.

Per un approfondimento legato alla questione strettamente blaugrana rimando al già citato libro di Dalai che offre, fra le altre cose, una lettura alternativa a quella del sottoscritto circa Messi, emblema di un calcio “tirannico” per l’autore. Il caso Blatter invece, come una bolla di sapone, s’è già dissolto. Non senza strascichi però: Ronaldo, infatti, è andato su tutte le furie ed il numero uno della FIFA si è scusato (o è stato costretto dalla situazione a scusarsi) pubblicamente. Resta solo da porsi una domanda: caro Joseph, come disse Mourinho, ¿por qué?

Il video in cui Blatter ridicolizza Cristiano Ronaldo:

6 Commenti a “La Fifacrazia pro Messi e contro Cristiano Ronaldo

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