zdenek zeman

Zeman è un uomo semplice, lungi dall’essere l’aggressivo paladino del calcio pulito dell’immaginario comune. Zeman dà di che nutrirsi all’uomo affamato di calcio.

 

Ricordava molto la carica dei Rohirrim nei campi del Pelennor nel Signore degli Anelli: inarrestabile, travolgente, esaltante, coinvolgente, tatticamente perfetta. A guidare la carica dei suoi prodi ieri sera non c’era però Theoden di Rohan, bensì  Zdenek Zeman. 6 a 0 all’Euganeo. Padova annichilito. Partita d’altri tempi, con tanto di standing ovation per Lorenzo Insigne al momento del cambio e occhi lucidi di Zeman dopo il sesto gol.

Zemanlandia riprende a volare. Il Pescara esce finalmente dalla serie negativa durata tre partite e riprende più che mai la corsa per la serie A, che nella città di D’Annunzio manca ormai da troppo tempo. Ennesima prestazione all’insegna dello spettacolo quindi, ennesima prestazione targata Zeman.

 

Il tecnico boemo questa stagione, dopo diversi anni di ostracismo passati a guardare il calcio in TV e ad allenare in serie minori, sta stupendo davvero tutti, riscuotendo un enorme successo; da Sacchi a Guardiola, da Moratti a De Laurentis: tutti hanno speso parole gratificanti per lui.

 

Ma qual è la vera grandezza di Zeman?

Di lui si parla di solito come dell’emblema del calcio pulito, il Don Chisciotte solo contro tutti che crede in grandi ideali e che denuncia il marcio del calcio, l’eterna spina nel fianco dei potenti del mondo del pallone sempre più malato.
Questa concezione è però errata, e non è altro che un’immagine creata ad hoc dalla stampa. Certo, Zeman va avanti  per la sua strada e non si fa mettere i piedi in testa da nessuno, ed ha spesso avuto uscite mirate e polemiche, ma solo se sottoposto a domande da parte dei giornalisti, e in tal caso ha affermato semplicemente quel che crede; ma questa mi sembra la cosa più legittima del mondo.

A lui le polemiche non piacciono né servono, a lui basta solo «avere un campo davanti e dei ragazzi da allenare», oltre ovviamente le sigarette.

 

Zeman è un uomo semplice, lungi dall’essere l’aggressivo paladino del calcio pulito dell’immaginario comune. Zeman dà di che nutrirsi all’uomo affamato di calcio: adrenalina allo stato puro, senza doppigiochi, business e loschi intrighi. Solo calcio, inteso alla sua maniera: pirotecnico, da cardiopalma, pericolo vero per i malati di cuore, impetuoso come la Moldava, fiume della sua città natale a lui tanto caro. E la gente per questo lo apprezza, riconoscendo in lui uno di loro, un uomo vero con gli stessi primordiali bisogni estetici di divertimento.

Zeman fa bene al calcio, perché lo concepisce non all’insegna del fair play e dell’Unicef, ma come va concepito «solo un gioco», ma un gran gioco, che fa divertire la gente facendola sognare.

 

Paolo Moccetti

Guarda i gol di Padova-Pescara 0-6

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