lindsey vonn caduta

tina maze shockedEra tornata da poco. A Cortina, giusto qualche settimana fa; lo aveva fatto nel migliore dei modi, vincendo. Era felice Lindsey Vonn, lo si vedeva nei suoi occhi il sabato sera alla premiazione della discesa. C’eravamo lasciati dopo quei due giorni con la speranza di assistere ad una festa in poco tempo: i mondiali di Schladming.

Oggi i mondiali sono iniziati ma non è stata una festa, lo si è capito dagli sguardi scioccati delle atlete, anche di chi, come la Maze, vedeva la Vonn come un’avversaria temibile. Lo si è capito dalle urla che rimbalzavano tra le varie casse e che esprimevano tutto il dolore di un’atleta che sente di rischiare ciò per cui ha vissuto fino ad ora: lo sci.

Eh si, è caduta, proprio lei, la regina delle nevi. Era lì al cancelletto pronta a partire, poi via, una curva e poi un’altra, un’altra e un’altra ancora. E poi quel salto. Quel maledetto salto. La neve non perfetta vista l’ora (gara posticipata dalle 11 ale 14.30), e crack. Il ginocchio destro che cede, lo sci che si stacca, le capriole sulle neve e poi il silenzio. Silenzio rotto dalle grida disperate della Vonn, i soccorsi che si precipitano in pista, il toboga che la recupera e poi l’elicottero e di nuovo il silenzio surreale.
Le prime notizie non sembrano incoraggianti, l’impatto è stato brutto, rischia la carriera? Non lo so. Spero, sinceramente e con tutto il cuore, di no. Perché a fronte di un talento cristallino sbocciato quest’anno in modo entusiasmante (la Maze) il circo bianco perderebbe la sua punta di diamante.

lindsey vonn cadutaProprio lei che ha contribuito ha far crescere l’interesse verso lo sci femminile negli ultimi anni. Lei delle 50 e più vittorie in coppa del mondo. Lei beffata proprio da quella neve che per anni aveva accarezzato con le lamine degli sci.
Si parlerà del perché si è deciso di fare comunque partire una gara con più di tre ore di ritardo (causate da un incidente ad un liscia-pista). Se ne parlerà ed è giusto così per certi versi.
Ma il parlare, il cercare un colpevole, come spesso viene da fare quando un incidente brutto (per fortuna non mortale in questo caso) “macchia” un evento sportivo,  non farà scomparire ciò che è successo; non farà togliere dalle orecchie i gemiti di dolore della più forte sciatrice di tutti i tempi.

In bocca al lupo Lindsey, ti aspettiamo di nuovo nel tuo habitat naturale per farci dimenticare quelle grida, e intanto grazie dello spettacolo che hai contribuito a regalarci in questi anni.
Never give up wondergirl!

P.s. Per la cronaca, il super G è stato vinto dalla Maze, davanti a Lara Gut, Julia Mancuso e un’ottima Sofia Goggia in quarta posizione.

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