karen king vangelo

È una settimana ricca di colpi di testa quella che ci siamo lasciati alle spalle. E se la serie A stenta a regalare emozioni e gol, tanto che per vederne tre c’è voluto il tavolino del Giudice sportivo, fuori dagli stadi le svirgolate non sono mancate. Chissà cosa avranno pensato quelli del “Consorzio della mozzarella di bufala campana” quando, in un caseificio-pizzeria del milanese, hanno trovato un esemplare lombardo del famoso formaggio. La mozzarella era falsa e la bufala non è riuscita.

 

Per fortuna possiamo ancora fidarci dell’America: è da ormai mezzo secolo che importiamo tendenze made in Usa, dai Suv ai fast-food, fino alla politica interna (la nostra). Così, appena sbarcato dagli States uno status di Facebook che prometteva di proteggere la privacy, migliaia di utenti italiani hanno voluto riportarlo sulle proprie bacheche: «Dichiaro quanto segue: Qualsiasi persona o ente o agente o agenzia di qualsiasi governo, struttura governativa o privata, utilizzando o il monitoraggio di questo sito o qualsiasi dei suoi siti associati, non ha il mio permesso di utilizzare informazioni sul mio profilo». Touch down, baby. Saranno certo più trendy, ma anche olteoceano le bufale non scherzano. E noi famo copia e incolla.

 

Ma non sempre ci lasciamo colpire dalle battute dei catcher americani: a volte le palle gliele fabbrichiamo pure, e poi le portiamo in casa base. Karen King, a Roma durante una conferenza sui copti, ha mostrato un papiro che – secondo lei – potrebbe appartenere al IV secolo, in cui è riportato un discorso di Gesù. In un frammento del documento si legge «Gesù disse loro: “Mia moglie…”». Mentre la docente di Harvard, concluso il seminario, spiegava alle telecamere che il ritrovamento non significa per niente la scoperta che Cristo avesse una consorte, i titoli dei media italiani avevano già sfondato la porta: “Gesù aveva una moglie”. Chapeau.

 

In una settimana a raccattare palloni si scopre che la rete è sempre piena. E’ la fantasia che fa miracoli: Vanna Marchi, con un albero dietro l’ufficio, ha sfornato i “tronchetti della felicità”. Hai il profilo del serial killer e una bandana colorata? Fai come la mia vicina, che fa’ i tarocchi a Brera; e per condire la paghetta basta una sfera di vetro. Ma non pensiate che la vita del raccattapalle sia un gioco da ragazzi: è una partita in bilico su una linea sottilissima – seppur evidente – che divide il verosimile dall’incredibile. Poi certo arrivano i fuori campo, che siano grandi truffe o bordate di Batman Fiorito. Però, in fondo, a rapire davvero la vostra attenzione sono le piccole grandi leggende con cui siamo soliti raccontarci. E forse, anche dietro a una piccola palla montata, si nascondono talvolta tante piccole verità.

 

Nota per il direttore: forse in futuro avrò bisogno di un aiutante. Stavo pensando a Fernanda. Potrebbe funzionare?

 

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