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Rotterdam ha inaugurato la sua 'Citta' Verticale'Il campionato olandese è certamente uno dei più apprezzati in Europa. Nonostante sia ritenuto di livello inferiore rispetto ai più competitivi tornei europei, ha sempre avuto la capacità di emozionare gli appassionati di calcio e, in particolare, gli amanti di un gioco meno tattico e più ricco di goal.

Le società olandesi più rappresentative (Psv, Feyenoord e Ajax) da decenni sfornano talenti di livello internazionale. Normalmente si tratta di giovanissimi alle prime armi, ma in altri casi queste società possono essere la giusta piazza per rilanciare talenti di età leggermente più avanzata che sembrano essersi persi nei meandri del calcio che conta. Tra quest’ultimi ci sta provando Bojan Krkic che dopo gli anni da riserva a Barcellona e le due piccole parentesi italiane a Roma e Milano, sta ricercando la propria brillantezza nell’Ajax di Frank De Boer.

Feyenoord Rotterdam vs PEC ZwolleQualcuno, invece, è riuscito a rilanciarsi a tutti gli effetti. Nel Feyenoord, momentaneamente terza forza del campionato, c’è un giocatore che segna più di tutti. Un colosso di 1 metro e 93 cm capace di dominare le difese avversarie attraverso la sua netta superiorità fisica e un fiuto del gol fuori dal comune. Se dovesse capitarvi di assistere a un match della squadra di Rotterdam, potrete notare come la maggior parte delle azioni offensive passino dalle sue sponde aeree e dai suoi appoggi di prima. Un giocatore assai prezioso che non si limita solo a segnare, ma che propaga i suoi sforzi anche in un lavoro di sacrificio creando spazi e occasioni per i compagni; un giocatore che è diventato oramai un leader sulle sponde del Nieuwe Maas, capitano e capo carismatico della propria compagine, come dimostra la sfuriata avuta domenica a conclusione del match di alta classifica contro il Twente, che al 95° ha trovato la via del pareggio dopo essere stato sotto per due gol a zero. Lui a perdere i tre punti non ci stava proprio, non così, non dopo il suo ennesimo gol e una prova ancora una volta da 8 pieno in pagella.

 

Avrete capito che il giocatore in questione è Graziano Pellè, italiano doc classe 1985 che, emigrato dal bel paese, ha trovato in Olanda la giusta dimensione per sfoggiare tutto il suo talento. I numeri della stagione 2012/2013 sono impressionanti: 27 reti in 29 partite, mentre, nella stagione in corso, il ragazzo ha già siglato 19 marcature dimostrando la continuità tipica del bomber di razza. Dal suo arrivo nell’estate del 2012, è divenuto l’idolo delle folle: la sua maglia è la più venduta, i ragazzini vanno dal barbiere chiedendo il taglio di capelli “alla Pellè” e il suo libro intervista Pellè skreept è divenuto un bestseller. Insomma da semi-sconosciuto è diventato addirittura un uomo copertina. Non è Baggio, non è Totti e non è Del Piero, ma le sue doti sono indiscutibili. Il colpo di testa è la parte migliore del suo repertorio, ma è comunque dotato di una buona tecnica di base che gli permette di andare al tiro con entrambi i piedi, anche da notevoli distanze.

38613-graziano-pell-attaccante-del-feyenoordIn cima alla classifica dei calciatori italiani esplosi tardivamente troviamo un certo Luca Toni che, all’età di 27 anni, riuscì a fare la sua prima stagione da protagonista in Serie A con il Palermo di Francesco Guidolin. L’attaccante emiliano ha successivamente recuperato il tempo perduto vincendo un mondiale, un campionato tedesco e laureandosi capocannoniere in Italia nel 2006 e in Bundesliga nel 2008. Sia per caratteristiche, sia per questa tardiva esplosione, Graziano Pellè, in qualche modo, ricorda il Toni dei bei tempi, forse anche con un pizzico di grazia in più nei movimenti, e potrebbe concretamente ripercorrerne le orme. Certo non sarà mai uno di quei giocatori esteticamente belli da vedere, ma un centravanti con le sue caratteristiche tecnico-fisiche e con questa notevole efficacia sotto porta dovrebbe quantomeno essere preso in considerazione anche in ottica Mondiale.

Il dilemma si snoda proprio su questo punto. Pellè nell’ultima stagione giocata in Serie A (2011/2012) ha fallito. In una recente intervista ha dichiarato che in Italia sentiva troppo la pressione e questo potrebbe essere un grave deficit per un giocatore che, per sua stessa ammissione, sogna una chiamata di Prandelli. Nel bomber del Feyenoord però qualcosa è cambiato. L’iniezione di fiducia ricevuta dall’ambiente olandese gli ha conferito la giusta consapevolezza dei propri mezzi, ora sa quanto può dare. Graziano non ha più paura, ha trovato la serenità per realizzare ogni giocata con naturalezza. Il suo volto è sereno e nei suoi occhi si riconosce la sicurezza e la determinazione di chi vuole agguantare un sogno. La carta d’identità non è quella di una promessa (compirà 29 anni il prossimo luglio), la concorrenza per una maglia della Nazionale è molto agguerrita e, vista la minor competitività dell’Eredivisie, Graziano parte chiaramente svantaggiato nella corsa per un posto tra i 23 di Brasile 2014; ma se Prandelli gli concedesse la meritata opportunità di mostrarsi in un’amichevole chissà che il popolo italiano, e lo stesso commissario tecnico, non ne possano rimanere stregati come è successo all’intera città di Rotterdam, com’è successo ai piccoli sognatori olandesi che si fanno i capelli come Re Graziano, koning Graziano.

Il meglio di Graziano Pellè al Feyenoord nella stagione 2012/2013:

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