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«Siete dei traditori. Vi avevo chiesto di non dire nulla sulla formazione ma mi avete tradito, mi avete dimostrato che non siete dalla mia parte. Siete la squadra piu’ infida che abbia mai allenato, non siete altro che dei figli di puttana». Una chicca. Questa è solo una piccola anticipazione del Times di pochi giorni fa circa il nuovo libro di Diego TorresThe Special One, il lato oscuro di José Mourinho”, una frase che il portoghese disse allo spogliatoio del Real Madrid nel 2011.

241975_620Per quanto le parole pronunciate dallo Special One nello spogliatoio delle merengues suonino più da manovra di marketing che come scoop dell’ultima ora, non si può far finta di non cogliere dei nessi con l’attuale situazione londinese, soprattutto quando davanti a noi si presentano le tanto grandiose quanto ormai classiche imprese eroiche delle squadre allenate dal mago di Setubal. Difficile dire se le parole della vigilia contro il PSG, «ci vediamo alle 21:30 (orario londinese, ndr) e vedremo chi sarà passato», rappresentino una visione profetica o piuttosto un tentativo ben riuscito di scaldare gli animi, fatto sta che il vecchio Mou ci ha azzeccato per la seconda volta consecutiva in poche settimane. Prima di Blanc, era toccato allo “specialista nei fallimenti” Wenger a cui Mourinho aveva dedicato un pensiero per il traguardo delle 1000 panchine: «Il mio tributo è di dire che tutti speriamo di avere i privilegi che ha lui col suo club. Ammiro Wenger e ammiro l’Arsenal: una società che ha avuto così tanta pazienza non si può non ammirare». Inutile ricordare che dopo queste parole il Chelsea ha rifilato un sonoro 6-0 ai gunners, commentato da Mou con: «Volevamo ucciderli! Dopo sette minuti la partita era finita: eravamo troppo forti per loro».

Poi è toccato a Laurent Blanc. Diciamoci la verità: non c’è stata storia. Tolta l’assenza di Ibrahimovic, compensata forse in parte dall’uscita anticipata di Hazard al 17’ minuto, il PSG è parsa una squadra assolutamente impresentabile al cospetto di questo straordinario Chelsea. Il possesso parigino, a difesa del risultato maturato all’andata (3-1), ha retto poco più di 20 minuti. Il Chelsea non ci ha messo molto a venire fuori e dopo il gol di Schürrle abbiamo assistito al classico tripudio di agonismo made in Mourinho. Complici sia l’atmosfera che la gara di andata, il portoghese ha saputo guidare i suoi verso un successo che, come tanti altri, porta la sua firma. Il senso comune ci insegna che per vincere nelle competizioni europee occorre giocarsi al meglio gli episodi, approfittando delle situazioni favorevoli e riducendo al minimo quelle sfavorevoli. Mourinho ci insegna che tutto questo è possibile.

Mou esulta 2-0 ChelseaAlessandro Alciato, giornalista di Sky, chiede nel post-partita a Mou: «Entra Schürrle e Schürrle segna; entra Demba Ba e Demba Ba segna… Questo si chiama?». La risposta? «Culo!». L’esclamazione è accompagnata da grandi risate e certamente ha un senso ironico, ma in fondo come si descrivono queste imprese se non con una buona dose di quel “culo”? Che cosa rende inesorabilmente legate al destino le vittorie (ma anche le sconfitte) dello Special One? La risposta è Mourinho stesso. Prendete la semifinale della remuntada al Camp Nou, prendete la vittoria a Stamford Bridge con il gol dell’interista Eto’o, prendete questo grandioso 2-0 contro il PSG. Di tutte queste partite si ha come l’impressione che per quante volte potessero essere giocate nuovamente il parziale non cambierebbe mai. Prendete poi, se volete, anche le sconfitte: il porqué, i rigori contro il Bayern ecc…  Mourinho ha il potere, prima di tutto mediatico, di guidare sia lo spogliatoio che il pubblico in un’esperienza collettiva talmente coinvolgente dal punto di vista emozionale (e chi non ci crede lo guardi muoversi in panchina) da far riecheggiare le sue imprese negli anni, anche a discapito di coloro che hanno già vinto quanto lui e che, tuttavia, non sono stati così Special, così One, così simply the best.

Un commento a “Josè Mourinho, simply the best

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