La leggenda di Jimmy Glass

Nell’immaginario collettivo per leggenda si intende un giocatore che ha dedicato tutta la sua carriera o quasi per una squadra, con la quale ha raggiunto diversi traguardi individuali e non, oppure uno talmente talentuoso da ridefinire gli standard del football. Bene. Tra i nomi possibili ne esiste uno che non rientra in nessuna delle due categorie, e la maggior parte dei tifosi non sa nemmeno chi sia, ma nonostante ciò alcuni lo ritengono il giocatore più importante di tutti.

jimmy glass goalkeeperIl suo nome è James “Jimmy” Glass.

Wembley, 19 Aprile 1998. 62mila persone affollano gli spalti per vedere la finale del Football League Trophy tra Bournemouth e Grimsby Town. La partita si sblocca alla mezz’ora del primo tempo, quando John Bailey approfitta di una difesa allegra e di un portiere ingenuo e insacca a porta vuota. 1-0 per i rossoneri.

Ma la Storia è li a bordocampo, pronta a fare invasione.

Minuto 75.

Kevin Donovan dalla destra calcia la palla, ne risulta un lungo cross che scavalca l’estremo difensore dei Cherries, il nostro Jimmy Glass; sul secondo palo sbuca il neo entrato Kingsley Black, che colpisce di testa. È un colpo difficile e coraggioso, a pochi metri dalla linea di fondo. Ed è qui che il destino, invisibile ma quanto mai determinante, entra in gioco e inizia la sua opera: Jimmy, vedendosi scavalcato dalla palla, si gira e corre per coprire quello che è diventato il primo palo, ma contemporaneamente il pallone colpito di testa viene mandato a incrociare verso l’angolo più lontano.

È un attimo.

Un istante.

Un millisecondo.

Jimmy istintivamente allarga la gamba per ostacolare la corsa del pallone e cercare di mandarlo il più lontano possibile, ma il colpo di piatto sinistro che doveva salvare la porta si rivela traditore e la palla finisce dritta in rete. Autogol. 1-1. Tempi supplementari. E dire “tempi supplementari” significa una sola cosa: il Golden Goal. La Storia fa il suo corso, e così da un calcio d’angolo al minuto 112 Wayne Burnett insacca di testa il 2-1 per il Grimsby e la coppa prende la direzione di Blundell Park, per la gioia dei Mariners e dei suoi tifosi. Il secondo posto per i ragazzi in maglia rossonera ha il sapore di una delusione cocente, soprattutto per il loro estremo difensore che nonostante l’errore decisivo aveva giocato una buona partita.

jimmy glass firmaLa stagione è ormai finita, dopo 95 partite Jimmy Glass lascia Bournemouth e inizia il suo pellegrinaggio sportivo in giro per l’isola d’Albione, ottenendo un contratto con lo Swindon Town. Ma nel Wiltshire fatica a trovare spazio scendendo in campo per sole 11 volte tra il 1998 e il 2000, anche a causa di rapporti difficili con il mister Jimmy Quinn; a discolpa dell’allenatore nordirlandese però va detto che non fu aiutato a causa della stagione disastrosa che i Ferrovieri stavano affrontando: addirittura egli fu costretto a tornare a giocare (a 40 anni) perché non aveva abbastanza giocatori a disposizione.

Ci avviamo quindi verso la fine della stagione 1998-1999, Jimmy gioca poco e lo Swindon è in caduta libera verso la retrocessione. Nel mese di marzo arriva una chiamata in sede: il Carlisle United ha bisogno di un portiere perché quello titolare è stato venduto e la riserva si è infortunata, per cui chiedono la disponibilità di Glass. È chiaro che la proposta non è il massimo, anzi: anche i Cumbrians sono invischiati nelle sabbie mobili della bassa classifica e stanno lottando disperatamente per non retrocedere nell’inferno del calcio amatoriale. Jimmy accetta, tanto peggio di così  non potrebbe andare, almeno gioca di sicuro. Eppure anche nelle situazioni peggiori qualcosa di buono c’è sempre, ciò che è tolto viene restituito con gli interessi.

8 Maggio 1999, Brunton Park, Carlisle. Ultima giornata del campionato di Third Division, è sfida incrociata tra Carlisle e Scarborough: entrambe infatti hanno bisogno di tre punti per salvarsi dalla retrocessione in Football Conference e in più devono affrontare due club già salvi, rispettivamente il Plymouth e il Peterborough. I collegamenti radio sono costanti tra i due campi. Dire che la tensione è palpabile è semplicemente riduttivo, saranno 90 minuti vietati ai deboli di cuore.

Fischio d’inizio.

Al settimo il Peterborough segna e la notizia si diffonde immediatamente sugli spalti del Brunton Park, ma la festa per i Blues di Carlisle dura meno di mezz’ora, perché a tre minuti dall’intervallo lo Scarborough pareggia e quasi contemporaneamente Phillips insacca e porta il Plymouth avanti.

La classifica provvisoria dice quindi Scarborough salvo e Carlisle retrocesso.

Il secondo tempo non solo è Storia, è leggenda.

In una partita rude, tesa e a tratti anche violenta il Carlisle pareggia al minuto 62 e si getta all’attacco disperato.

Mezz’ora di assalti all’arma bianca.

30 minuti che per i tifosi di casa sembrano meno della metà; il tempo passa e la palla non entra, non entra, non entra.

Al novantesimo è ancora 1-1.

 5 minuti di recupero.

Dio, solo 5 minuti.

Dai ragazzi, dai.

DAI.

A Scarborough è finita, 1-1, stanno festeggiando.

DAI.

Calcio d’angolo, 10 secondi alla fine.

Arbitro ti prego, non fischiare.

Tutti su.

Jimmy sali, dannazione! Vai su!

22 giocatori in area.

Il cross parte, colpo di testa! Parato! La palla resta lì! Jimmy!! GOL!! 2-1!! Jimmy Glass!! 2-1!!

Non c’è più tempo! È 2-1!!

È finita!

Salvi, anzi salvati!

jimmy glass golSalvati dall’ultimo arrivato! Lui, un portiere che ha giocato tre partite e ha segnato un gol, uno dei gol più inaspettati e pesanti che la storia ricordi.

Invasione di campo, le spropositate urla di gioia della cittadina del Cumbria fanno da contraltare all’altrettanto sonoro silenzio calato sui tifosi che avevano imprudentemente occupato il campo di Seamer Road. “We’ll be back” gracchia lo speaker. E invece no. I Seasiders non verranno più promossi e falliranno sette anni dopo. Tutto per colpa di un giocatore come migliaia ce ne sono stati e migliaia ce ne saranno, che veniva portato in trionfo dai tifosi in delirio sul verde prato di uno stadio a 180 chilometri da loro.

Jimmy Glass.

Mamma mia.

2-1.

Salvi.

È il premio a una carriera onesta di un giocatore modesto, che per sfortuna ha perso una finale ma che poi è diventato eroe per un giorno per l’opinione pubblica, leggenda imperitura per una comunità.

Ora Jimmy ha una piccola impresa di taxi e lavora volontario come allenatore dei portieri nel Poole Town FC. Nel tempo libero è sempre disposto a raccontare una volta di più a chiunque glielo chieda quell’incredibile pomeriggio di aprile, a patto che gli offriate una pinta.

“It just fell into my right foot; I just can’t miss it”

Jimmy Glass, l’eroe di Brunton Park.

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