alex schwazer

Ha sbagliato, e questo lo sanno tutti. Deve essere punito, e anche questo è abbastanza condivisibile. Dico abbastanza perché se sono d’accordo con la necessità della punizione resta da discuterne il contenuto in funzione della finalità che si vuole perseguire (rieducazione o intimidazione? io sono per la prima). In ogni caso non è di questo che intendo scrivere.

 

Ho scelto di scrivere sollecitato dalle numerose prese di posizione contro l’atleta italiano. A che giova ricalcare così il suo errore? Forse pensiamo che criticare in questo modo ci liberi dai nostri errori, ci faccia apparire agli altri come “i corretti, gli onesti”?
Sentendo le dichiarazioni di Schwazer mi sono immedesimato in lui. E ho provato pena, in senso buono. Quando sbaglio non ho bisogno di qualcuno che si arrabbi per il mio errore senza darmi una seconda chance, eliminandomi, annientandomi, azzerandomi; ho semplicemente bisogno di chi, facendomelo notare e punendomi se è il caso, mi aiuti a crescere, mi perdoni e mi dimostri che il suo volermi bene non è determinato dal male che compio. Solo così capisco che sono fatto per far del bene. Solo così le critiche possono essere costruttive e il mio male è occasione per rendermi conto che non valgo per quanto ottengo o per come mi comporto. Per dirla come il poeta francese Claudel nel suo L’annuncio a Maria: “L’amor del Padre non chiede compenso e il figlio non occorre che lo conquisti o che lo meriti”. Per questo motivo io sto con Schwazer, perchè l’errore di tutti non è tanto criticarlo, ma crocifiggerlo senza pensare che in quanto uomo, Alex, può sbagliare come me. E allo stesso modo ha bisogno di essere perdonato.

 

twitter@ZinhoMagia

0 Commenti a “Io sto con Schwazer