stramaccioni perplesso

Dopo la vittoria a Verona con il Chievo, un’analisi della situazione dell’Inter da un punto di vista tattico

 

Quello che emerge dalla prova di ieri è un’Inter che deve ancora trovare un equilibrio. Perché se è vero che da Verona si torna con tre punti, è anche vero che dal punto di vista della costruzione del gioco l’Inter ha fatto un passo indietro rispetto alla prova casalinga col Siena. L’impressione è che la ricerca sia da effettuare nell’orizzonte di un reperimento di un giusto mezzo fra due opposti, entrambi dannosi: uno, visto con Roma, Rubin Kazan e Siena, che sbilancia la squadra in avanti rendendola vulnerabile dietro; l’altro, visto con Torino e Chievo, che conferisce più solidità alla squadra in fase difensiva, ma che comporta una grande sterilità nella produzione del gioco. Sembra di rivedere a partite alternate l’Inter di Leonardo (grande produzione offensiva, ma facilmente vulnerabile) e l’Inter di Ranieri delle sette vittorie consecutive (solida ma poco efficace davanti).

 

Nella ricerca del giusto mix il punto nodale a mio modo riguarda due questioni. Primo, il centrocampo: troppo spesso la squadra si vede divisa in due (difesa o attacco isolati). Sicuramente è necessario che i mediani e gli esterni coadiuvino la difesa e diano man forte all’attacco, altrimenti si rischia tantissimo dietro lasciando i difensori sempre nell’uno contro uno e si giunge ad una sterilità totale nella fase offensiva. Cassano (o/e Sneijder) è costretto ad abbassarsi per recuperare palloni, data la mancata propositività della mediana, e Milito rimane da solo impotente in mezzo ai difensori avversari.

Secondo nodo è il ritorno in fase difensiva degli uomini d’attacco: con Mou si difendeva in nove (solo Milito esentato), e si era impenetrabili. Ora, visto che Sneijder e Cassano non hanno la corsa di Pandev e Eto’o, riproporre questo schema difensivo è impensabile. Ma difendere in sette, con tre uomini fissi che non collaborano, è impensabile altrettanto. Quindi, a turno, Sneijder o Cassano (se si intende farli giocare entrambi) devono collaborare pienamente in fase di interdizione; utile a tal fine potrebbe essere il recupero di Palacio, sicuramente più disposto e più munito di ossigeno per svolgere continuativamente questo compito.

 

In sintesi, ci vorrà parecchio tempo per rivedere non dico un’Inter che vinca (siamo comunque a cinque vittorie di fila in trasferta), ma un’Inter convincente, all’altezza di Juventus e Napoli.

 

Martino Berselli

Un altro modo di raccontare lo sport.

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