CALCIO: SERIE A; INTER-MILAN

Si parla di Inter-Kazan e ripenso subito al gruppo F della Champions di tre anni fa, pareggio nella tana dei russi e comodo 2-0 al Meazza. Sono passate solo tre stagioni da allora ma per i nerazzurri è cambiato tutto.

 

Il palcoscenico di ieri sera è quello dell’Europa meno nobile (e meno remunerativa), l’avversario non è sconosciuto ma la squadra di Stramaccioni stecca di nuovo in casa e bisogna aspettare il 91’ per tirare un sospiro di sollievo. Ancora una volta la retroguardia interista non è stata all’altezza della situazione, lasciando indifeso l’incolpevole Handanovic.

 

Il problema maggiore in questo avvio di stagione è la difesa, solida in trasferta ma davvero inguardabile tra le mura amiche, con ben nove reti al passivo nelle quattro partite a San Siro. Stramaccioni deve rimboccarsi le maniche per ridare stabilità e certezze ad un reparto che sotto la guida di Mourinho era più solido della muraglia cinese.

 


Nelle prime otto partite ufficiali (tra Europa League e campionato), l’Inter ha schierato otto difese differenti con risultati altalenanti, si possono però già trarre delle prime conclusioni. Partendo dal presupposto che l’Inter giochi preferibilmente con la difesa a quattro Nagatomo è una certezza a sinistra. Non sempre impeccabile in fase difensiva dà il meglio di se quando spinge, vista poi la partenza di Maicon le discese del giapponesino sono diventate indispensabili, semplicemente irrinunciabile.

 

 

La coppia di centrali è ancora tutta da definire. Ranocchia e Samuel non hanno convinto, non solo ieri sera ma basta ripensare alla partita persa con l’Hajduk. Stramaccioni sembra aver deciso di puntare sull’italiano, titolare ben sei volte fino ad ora. Ranocchia non è ancora al 100% ma nettamente in ripresa rispetto alla passata stagione, la scelta del suo partner però è difficoltosa. “The Wall” è in ritardo di condizione ed è decisamente lontano dalla sua forma migliore. L’intesa con Ranocchia non è il massimo ma se Samuel tornasse quello di un paio di anni fa il posto al centro della difesa è assicurato. Nell’attesa anche il nuovo Silvestre non ha convinto dando l’impressione di doversi ancora ambientare definitivamente, si potrebbe allora riproporre Juan Jesus dal primo minuto dopo la positiva prestazione a Torino.

 

 

Per il ruolo di terzino destro si va sul sicuro con il capitano. Javier Zanetti, 39 anni e non sentirli, macina ancora chilometri come fosse il suo primo giorno. Anche Jonathan è una certezza ma in negativo, il brasiliano non deve più giocare. Imbarazzante in difesa, troppo impreciso in fase di ripartenza e inguardabile anche quando si trova tra i piedi una palla gol. I mesi passati a Parma non lo hanno migliorato, se Zanetti giocasse a centrocampo a questo punto è meglio dare spazio a Mbaye o provare Juan Jesus a destra.

 

 

 

Il tempo per migliorare non manca di certo, siamo solo ad inizio stagione, domenica con il Siena è l’occasione da non perdere per riscattarsi e ritrovare quella solidità difensiva indispensabile per raggiungere qualsiasi obiettivo.

 

twitter@RaffaeleJanett

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