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b and beeTifo Milan. E questo basterebbe per far capire che negli ultimi 4 anni mi sono lentamente abituato a vivere le sessioni di mercato come una lunga e insopportabile operazione chirurgica a cielo aperto senza anestetico. Ho preso confidenza col fatto di dover rinforzare ogni 6 mesi la rosa con una manciata di nuovi innesti presi complessivamente con meno soldi di quelli che spendo in una settimana in sigarette. Ho ormai imparato che per comprare un giocatore inutile che costa 5 milioni se ne offrono 2 e poi si fa a braccio di ferro per due mesi. Ma penso, nella mia vita di tifoso, di non aver mai assistito a una sessione di mercato così delirante e ricca di colpi di scena, di emozioni, di angosce, di notti insonni e di esplosioni d’ira come quest’estate.

romagnoli alessioLa sessione di mercato del Milan partiva come al solito negli ultimi anni: senza pretese, con un alone di mestizia e di rassegnazione impenetrabile. Ma la prima grande folgore, la miccia che ha poi acceso la bomba di follia dei tre mesi successivi è stata l’iniziale illusione di ritrovarsi improvvisamente strapieni di soldi: Mr Bee, la Doyen, 500 milioni per la minoranza della società, investitori disposti a prestarci somme inimmaginabili. E non solo i tifosi ne erano convinti. Forse i tifosi si erano fatti un’idea un po’ distorta della realtà, ma il Milan si apprestava a partire col botto. Annunciato improvvisamente l’acquisto di Jackson Martinez, il Milan si getta su Kondogbia aspettando Ibra. Compaiono nuovi volti in società, in particolare Pablo Dana, misterioso personaggio legato a Bee che su Twitter esaspera l’esaltazione dei tifosi facendo prospettare un’estate indimenticabile. “E 1!” twitta dopo il frettoloso annuncio di JM su Milan Channel. Solo che la prima grande montatura del mercato salta: Jackson Martinez continua a mantenere un silenzio inquietante e non da segni di vita finchè non si scopre che il Milan non l’ha preso, Kondogbia va all’Inter e Ibra sparisce in lontananza. E’ la prima devastante mazzata per i tifosi che si mangiano le mani e anche gli avambracci. Ma poi si decide che i soldi che si sarebbero dovuti spendere per questi giocatori, di un livello decisamente alto, verranno spesi lo stesso. Classica follia nonsense in stile Milan e in stile Adriano Galliani. Bertolacci viene pagato almeno il doppio del suo valore e i 30 milioni di Jackson Martinez vengono messi su Bacca, nome non di basso rilievo, ma comunque 30 milioni. Arriva poi senza preavviso un ottimo Luiz Adriano. Ma già a questo punto ci sarebbe da riflettere: il Milan che non scuce un deca da 4 anni spende improvvisamente 60 milioni per 3 giocatori che alzano il livello medio della squadra davvero di poco. Certo, si comincia a sfrondare la rosa di tutti i rami secchi che albergano a Milanello da parecchi inverni: Bonera, Muntari, Essien, Pazzini e Agazzi vengono regalati via. El Sharaawy, ancora nel cuore dei tifosi, viene giustamente messo su un aereo per Monaco e si portano a casa 16 milioni. Si saluta Rami, uno dei pochi difensori buoni in rosa, per una dozzina di gettoni del flipper. Regna il caos sostanzialmente. I tifosi e Mihajlovic, unico vero rivoluzionario acquisto di questo mercato, si aspettano grandi colpi in difesa e a centrocampo. Escono decine di nomi ma l’attenzione e gli sforzi della società si concentrano su un solo giocatore: Alessio Romagnoli, difensore della Roma ex Samp, classe ’95. Ottimo giocatore con margini di miglioramento parecchio abbondanti. Ma la Roma chiede 30 milioni. Il mercato si arresta quindi per un po’ e si aspetta che la richiesta venga abbassata almeno a 25. Quando, dopo quasi un mese, ci si accorge che la Roma non fa sconti si tirano fuori i 30 e si porta a casa Romagnoli. Siamo a 90 milioni spesi, la difesa ha aggiunto un solo nuovo elemento mentre il centrocampo annaspa. Mancano ancora 15 giorni alla fine del mercato e dal precampionato i segnali sono chiari: serve un centrocampista di qualità perché De Jong è un bravo mastino, ma dal punto di vista della creatività è un pochino deficitario. Si prova un po’ di rabbia quando si pensa che 20 milioni sono stati spesi per un buon giocatore come Bertolacci. Un buon giocatore, appunto.

baloRegalato Paletta in prestito, mentre si cerca di sbolognare Josè Mauri (talento che invece andrebbe valorizzato tantissimo), il Milan si lancia su Soriano. Soriano? Il centrocampista di qualità e di caratura internazionale? Mihajlovic lo chiede, o almeno così si dice, ma non si può che essere perplessi. I nomi che ci si aspettava potevano essere Gundogan, Joao Moutinho, anche Witsel. Ma non di certo Soriano, un Bertolacci bis. Quando la trattativa sembra chiusa per 10 milioni il tutto si complica: si inserisce il Napoli, la Samp lo vuole tenere e anche qualcos’altro che non si capisce… Forse il Milan ha cambiato strada, forse Mihajlovic ha chiesto un giocatore di un altro livello, forse arriva un “top player”! Si riaccendono le speranze, si fanno ossessivamente i nomi di Witsel e Joao Moutinho, si torna testardamente a sperare. Il tifoso non è induttivista, al tifoso piace sognare. Ma la razionalità sussurra all’orecchio del milanista che Adriano Galliani non lo renderà felice fino in fondo, non farà un mercato veramente intelligente. No, non è da lui. Ci sono ancora mazzate in vista. Arriva Balotelli. Nel frattempo l’estate era trascorsa con un infinito flirt con Ibrahimovic, con parecchie uscite di Berlusconi decisamente esplicite. E invece no: senza scuse, senza imbarazzo alcuno ai tifosi viene presentato il fantasma di un giocatore di calcio, un impolverato, ridimensionato e sempre ingombrante Mario Balotelli. L’accoglienza della stampa è euforica come al solito. L’accoglienza della maggior parte dei tifosi è più fredda di un inverno in Siberia: se si stava costruendo qualcosa così si dimostra che come al solito non c’è un’idea se non il voler alimentare un grande reality show. “Campioni il sogno” 2.0. Ma questo è il Milan!

Il grande colpo a centrocampo alla fine arriva: è Kucka, mediano dai piedi di balsa con una discreta esperienza al Genoa e il record di maggior numero di accostamenti al Milan nelle ultime 10 sessioni di mercato. La reazione dei tifosi è furente: ci si aspettava un campione e arriva il solito tributo al Genoa, il solito giocatore che affossa la qualità media della squadra e che è un Ice Bucket Challenge per i sogni dei tifosi. L’epilogo del mercato più pazzo del mondo arriva con una nuova inesorabile illusione: Witsel può essere “Il colpo del Condor”. Il 31 agosto si prova, passano le ore, sembra fattibile, il Milan chiede il diritto di riscatto, lo Zenit vuole l’obbligo. Nelle ore calde della serata, quando ci si aspetta da un momento all’altro l’annuncio dell’operazione, arriva perentorio il comunicato: “Il Milan ha chiuso il mercato.” Niente, anche questa volta non è successo niente. Il Milan ha speso una quantità esorbitante di milioni e si trova in campo una squadra che può lottare per il sesto posto. Adesso provate voi a immaginare un mercato più assurdo di questo. Ma neanche Cristopher Nolan.

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