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0d37521d1b5ebaf49673a8502c6cc86b--473x264Se giochi alla Roma e sei un attaccante puoi anche essere Batistuta o Montella ma tutto quello che fai passa in secondo piano perché operi nel territorio di Totti, e il Pupone per un vero tifoso giallorosso si sa viene prima della famiglia. Se poi hai anche la “sfortuna” di rientrare da un lungo infortunio quando anche il motore immobile della Roma dei record di Rudi Garcia si riprende dalla lesione al bicipite femorale che lo ha fermato per un paio di mesi scarsi, allora devi fare qualcosa di speciale per prenderti un po’ di palcoscenico. Così Mattia Destro, 22enne di Ascoli Piceno, di professione bomber, ha deciso di mettere sul piatto della bilancia l’unica cosa che sa fare meravigliosamente bene: i gol. Tre reti in tre partite disputate, anzi in 155 minuti; roba da attaccanti di razza. In più la rete alla Fiorentina, oltre ad aver permesso alla Roma di risolvere una sfida delicatissima, è stata realizzata pochi minuti dopo il suo ingresso in campo, a conferma della capacità di entrare in pochissimo tempo in clima partita. Ma non è nuovo il centravanti giallorosso a queste sensazioni visto che il suo bottino tra i professionisti conta 30 reti in 79 presenze.

imagesEppure nella capitale giallorossa gran parte dei meriti del ritorno alla vittoria di Benatia e soci viene ricondotto all’”amuleto Totti”, come se il calo fisico avuto dagli uomini di Garcia in occasione dei 4 pareggi consecutivi fosse coinciso anche con una sorta di spaesamento morale dovuto all’assenza del proprio leader. Senza nulla togliere alla indubbia importanza del numero 10 nella rinascita romanista, l’exploit di Destro può giovare in maniera enorme a Garcia e permettere a Totti di avere un ruolo diverso ma forse più utile per la Roma. Anzitutto Destro è un centravanti come pochi ce ne sono in Italia perché veloce, tecnico e con grande fiuto del gol (come dimostrano le ultime tre segnature). L’ex giocatore del Siena infatti è in grado sia di svolgere il lavoro da sponda per gli altri compagni che buttarsi negli spazi che le due ali del tridente di Garcia gli creano. A queste abilità aggiunge grande forza fisica (testimoniata dai molti gol di testa segnati a Siena) e buone doti di dribblatore. Di tutte le “grandi” italiane forse la prima punta che più si avvicina a Destro per tutte queste capacità è Palacio, anche se c’è da ricordare che l’argentino sta svolgendo straordinariamente bene quel ruolo pur essendo una seconda punta.
Il ritorno di Destro può aiutare molto anche Prandelli perché nel panorama delle prime punte italiane nessuna ha così tante caratteristiche ben sviluppate, e inoltre l’attaccante giallorosso potrebbe ben accoppiarsi sia con Giuseppe Rossi che con Balotelli (che resta una prima punta molto anomala). Inutile inoltre sottolineare come l’età sia dalla parte del bomber di Ascoli Piceno che a 23 anni potrebbe avere la possibilità di accrescere la sua esperienza internazionale con la convocazione al Mondiale in Brasile.

delpiero_R375_21ott08È invece curioso il quadro che si potrebbe delineare alla Roma da qui alla fine della stagione, visto che al momento la compagine giallorossa sembra essere l’unica in grado di fermare la Juve di Conte. Per quello che riguarda il reparto avanzato Garcia ha dimostrato di voler giocare con due uomini sulle fasce e una punta centrale: appurata l’importanza e la titolarità di Gervinho e Florenzi, intervallati con Ljajic, sui lati, il posto di punta centrale dovrebbe spettare di diritto a Totti. Ma sia la storia di Garcia da allenatore, che con il Le Mans schierava Tulio De Melo e a Lille aveva Moussa Sow come primi finalizzatori, che il ritorno al gol con continuità di Destro possono spingere verso una soluzione fino ad ora impensabile: utilizzare Totti dalla panchina. La provocazione che ha del bizzarro può essere la soluzione a tanti problemi perché preserverebbe il capitano da tanti piccoli malanni fisici (garantendone l’integrità per il Mondiale?) e permetterebbe alla Roma di avere un’arma estremamente decisiva da usare a partita in corso; inoltre mai come quest’anno la presenza del trio di registi a centrocampo fa sì che la Roma riesca a creare gioco anche senza avere in campo il suo numero 10. Certo una proposta del genere deve essere accettata da un giocatore che a 37 anni si sente ancora un ragazzino e ha voglia di giocare ancora molto, ma la mente torna alla gestione che Conte fece di Del Piero l’anno del primo scudetto della gestione del tecnico salentino. Tra le critiche dei tifosi e i mugugni di Alex, la freschezza e le giocate che regalò ai tifosi juventini fecero vincere un titolo che all’inizio sembrava insperato. Le analogie sono molte, ora la palla passa a Rudi Garcia.

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«Le cose non succedono, le cose vengono fatte succedere» (JFK). «Ci sono due modi per tornare dalla battaglia: con la testa del nemico o senza la propria» (PDC).

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