brandon triche

I cinque argomenti e personaggi della settimana di basket italiano appena trascorsa.

Grissin Bon Reggio Emilia vs Openjobmetis Varese - Campionato Basket 2013/2014 pozzeccoGianmarco Pozzecco – L’avventura sulla panchina di Varese si è conclusa esattamente una settimana fa, quando sono arrivate le dimissioni. Aveva ragione lui: la società non l’avrebbe mai esonerato. Dopo l’addio di Vescovi era difficile immaginare un seguito. I fatti parlavano per il dirigente, non per l’allenatore. La carriera di Pozzecco si limita alla sola esperienza con l’Orlandina: troppo poco per restare al timone, soprattutto nella stagione in cui sono stati pesantemente criticati Sacripanti e Dalmonte, due che hanno un curriculum mille volte più ricco. Chiaramente la mossa è premeditata. Quando la decisione è stata resa nota, la dirigenza aveva già avuto il tempo di contattare Attilio Caja. La pausa ha agevolato il cambio in corsa, non mettendo fretta a chi doveva scegliere il suo successore. A quel punto alla Mosca Atomica non rimaneva che salutare la piazza. È un arrivederci, non un addio. Questo lo abbiamo capito.

Per il resto comprendere le conferenze stampa di Pozzecco è un’impresa. Troppe interruzioni. Ha sempre detto di ispirarsi a Josè Mourinho. Gianmarco è un grande comunicatore, ma ha ancora molto da imparare. I suoi interventi sono contraddistinti da interminabili pause, che spezzano il messaggio. È l’incubo di tutti i giornalisti, chiamati poi a mettere insieme i frammenti. Peccato perché ciò non rende giustizia alle sue parole, ricche di sentimento. Per l’ultima a Varese si è presentato con un paio di occhiali da sole. Ha nascosto le lacrime, ha ricordato a tutti il suo immenso lato umano, ma in fin dei conti non ha detto nulla. Non ha spiegato le motivazioni di fondo, se pensa di non essere all’altezza dell’incarico ricoperto in questi mesi. Non ha neppure smentito o confermato le voci che lo davano in rotta di collisione con lo spogliatoio, in particolare con Eric Maynor. Adesso lo attende un periodo difficile. Dovrà capire come e da dove ripartire: nell’immediato un ruolo all’interno di Varese, poi si vedrà.

Rai-LogoRai Sport – L’eccesso di egoismo annebbia la vista. La scelta giornalistica della Rai è corretta: l’emittente ha dato la precedenza alle dirette ancora in corso. Oltretutto stava trasmettendo due finali di Coppa Italia (volley femminile e calcio a 5), partite più importanti per le rispettive stagioni di quanto lo fosse Milano-Reggio Emilia per la pallacanestro. Anche se quel collegamento a fine primo tempo, avvenuto sul 57-26, ha un nonsoché di divino. Gli dei del basket, che tanto nominiamo, hanno mandato un chiaro segnale. Nessuno pretende che venga interrotta la finale di calcio a 5 in pieno extra time. La gravità di quanto accaduto sta nell’incapacità di trovare un’alternativa, che spazia dalla differita all’alternanza, passando per il momentaneo streaming. Gli appassionati non chiedevano molto. Da una rete olimpica è lecito aspettarsi che sappia gestire tre eventi con due canali. A proposito, fa quasi sorridere sapere che Rai Sport tornerà a breve ad avere un solo spazio, quando domenica ne sarebbero serviti tre. Ironia della sorte, proprio una settimana fa, vi avevamo parlato di un capolinea ormai vicino. A differenza di quanto dicano gli spot mensili, il basket non è un prodotto di punta.

milano-reggio emilia“Nessuno” – Non sono esenti da colpe le istituzioni, brave a far ricadere ogni responsabilità sulla Rai, quando per anni si sono accontentate di vendere i pacchetti senza chiedere le giuste garanzie ai compratori. Oltre alla certezza che l’evento venga effettivamente trasmesso, ci riferiamo anche alla qualità, purtroppo assente nella prima diretta televisiva della Gazzetta dello Sport. Non sono sbagliate le strategie, ma le modalità. Non ce ne voglia Michele Criscitiello, intervenuto nella discussione per difendere i colori dell’emarginata Sportitalia. Viale Mazzini è in grado di offrire un servizio eccellente, sia dal punto di vista tecnico che giornalistico. Con il posticipo lombardo non ha fallito una redazione, sia ben chiaro. Fanelli e Michelini sono le prime vittime. La scelta viene dall’alto. “Nessuno è pur sempre il nome di qualcuno” scriveva un signore ai tempi dell’Antica Grecia. Sappiamo che chi ha preso la decisione pensava di cavarsela trasmettendo il secondo tempo. Non sarebbe male se l’Ulisse in questione si manifestasse, portando con sé scuse e spiegazioni. Agli dei del basket certe cose non sfuggono.

brandon-triche-italyBrandon Triche – È stato protagonista di una delle vicende più grottesche e singolari dell’intera annata in corso. Durante la pausa concessa dalla Virtus Roma ai propri giocatori, è partito alla volta degli Stati Uniti, così come altri colleghi. Poi, al momento del ritorno in Italia, è letteralmente sparito, rendendosi irreperibile e scatenando l’ira della società, da subito intenzionata a multarlo. Siamo riusciti a ricostruire i suoi spostamenti grazie a Donna Ditota, insider e giornalista della testata universitaria di Syracuse, che ringraziamo per la disponibilità. Pare che la guardia abbia colto l’occasione per farsi visitare dal proprio ortopedico di fiducia, il quale ha riscontrato una rottura del crociato, diagnosi esclusa in un primo tempo dallo staff medico capitolino. «Ho parlato con Brandon una settimana fa, quando ci siamo incontrati al campo di allenamento. Tutto lasciava presagire che sarebbe tornato a Roma. Poi ho saputo, tramite il padre, del suo infortunio. Mi ha specificato che l’agente del giocatore avrebbe trattato con la società per l’operazione. Sono sorpresa che nessuno abbia avvertito la Virtus» ci ha riferito la collega.

dalmonte-virtusIl danno – Il caso Triche è stato perfettamente riassunto da Luca Dalmonte in conferenza stampa: «Ci siamo ritrovati con un giocatore che ha deciso» Non è la prima volta che un americano, su suggerimento del suo procuratore, sceglie di comunicare utilizzando le maniere forti. È chiaro che non aveva alcuna intenzione di rientrare e farsi curare nel nostro Paese il buon Triche. Vince l’incoerenza. Messa in scena o infortunio reale, nulla può cancellare il comportamento irrispettoso nei confronti della piazza, la cui risposta non si è fatta attendere. «Siamo delusi e amareggiati per aver subìto un danno simile alla vigilia di un periodo delicato come quello che stiamo per affrontare. E la cosa che fa più arrabbiare è che un comportamento simile arriva proprio da un ragazzo che abbiamo sostenuto, difeso, spronato e protetto come nessun altro in questa stagione» ha dichiarato Nicola Alberani. Inevitabile il ritorno sul mercato, che ha visto l’approdo di Austin Freeman, in uscita da Capo d’Orlando, fisicamente non apparso al meglio. Per la Virtus Roma la questione è chiusa, anche se prosegue a livello legale. Dispiace per il linciaggio mediatico che sta subendo il ragazzo. Cercato, considerando il suo comportamento, ma eccessivo. In questa vicenda tutto viene dato per scontato. In realtà di chiaro c’è molto poco.

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