Cimberio Varese vs. Acea Roma - Basket Final Eight

I cinque argomenti e personaggi della settimana di basket italiano appena trascorsa.

Jackson-GivovaNapoli e Veroli – Settimana decisiva doveva essere per le due società in crisi, e così è stato. Ma andiamo con ordine. Tante speculazioni hanno accompagnato il cammino dei partenopei, alcune fonti parlavano addirittura di un mancato pagamento della rata NAS, che avrebbe gettato ulteriore benzina sul fuoco. Per fortuna l’equivoco è stato immediatamente chiarito dalla società stessa, che ha fornito alla Gazzetta dello Sport e altre testate le ricevute dei bonifici. Scongiurata la possibile penalizzazione, sono quindi tornate a tenere banco le vicende legate alla cessione. Il Gruppo Castaldo appariva titubante, pronto a valutare altre opzioni, ma soprattutto a cercare società prive di debiti da rilevare a fine anno. Fondamentale è stata la mediazione di Dario Boldoni, che ha consentito la ripresa e la conclusione della trattativa. Con la fumata bianca e l’insediamento definitivo di Carmine Russomando sono arrivati anche gli stipendi. Calvani è rientrato da Roma, città nella quale aveva atteso la fine del conclave, e assieme ai giocatori è tornato a lavorare. Risolte le grane, la nuova proprietà si è incontrata con il presidente della LNP, Pietro Basciano, per discutere del futuro del basket a Napoli. Un futuro che passa attraverso l’impiantistica e il supporto dell’amministrazione comunale, mai assente in questi terribili mesi. L’organigramma ha visto anche l’ingresso di Matteo Gregis nel ruolo di manager. L’Azzurro Basket è sceso nuovamente in campo, battendo l’Assigeco Casalpusterlengo, con pochi allenamenti sulle gambe e tanto entusiasmo per la ritrovata serenità.

Lo stesso non si può dire di Veroli: l’avventura dei ciociari si è ufficialmente conclusa. Le condizioni di salute erano disperate, come vi avevamo raccontato, e non sono bastate le iniziative del presidente Uccioli. La cena finalizzata alla raccolta dei 50.000 euro non ha dato i frutti sperati e in più gravava sulla società laziale il peso degli affitti delle strutture. Anche trovando i soldi, sarebbe stato problematico pagare il campo di allenamento. Preso atto di tutto ciò, il presidente ha incontrato Leonardo Zeppieri, proprietario del Basket Veroli, dando vita al summit che ha sancito la resa incondizionata. Dopodiché la palla è passata alla burocrazia: i punti conquistati contro Veroli sono stati tolti alle rispettive squadre e il giudice sportivo ha multato e inibito Uccioli per un anno. La rinuncia annulla di fatto i playout, non più necessari. Restano l’amarezza e il dispiacere per la morte, ci auguriamo momentanea, di una rappresentante della pallacanestro provinciale capace di vincere tre volte la Coppa Italia di Lega Due.

Petrucci-fipGiovanni Petrucci – Mentre accadeva quanto descritto, il presidente della FIP era alle prese con gli ultimi preparativi del viaggio a New York. Nella Grande Mela, accompagnato da Simone Pianigiani, ha incontrato i nostri portacolori e alcuni esponenti NBA. Nessuno mette in dubbio l’importanza dei rapporti con Adam Silver, le trame da tessere per costruire una nazionale competitiva, ma sarebbe opportuno dare un’occhiata al resto. La serenità della Federazione spaventa. Non è chiaro se ciò lo dobbiamo ad un organismo che ha effettivamente tutto sotto controllo, oppure ad una classe dirigente poco lucida e dalla vista annebbiata. È da escludere che si tratti di un sordo che non vuol sentire, anche perché il tonfo di Veroli è così sonoro da poter essere udito da chiunque. Fare finta di nulla è impossibile. Se poi ci aggiungiamo l’assemblea di Lega, la Federazione appare assai ridimensionata. Sulla carta si è trattato di un incontro alla pari tra i due soli, il potere temporale e spirituale del nostro basket; nella realtà dei fatti la Lega ha dettato legge. La FIP, riconoscendole il diritto a gestire autonomamente le trattative con le televisioni, ne ha pacificamente accettato la maggiore influenza. Il papa ha incoronato l’imperatore, proponendosi come suo consigliere. Potete immaginare quanta voglia abbia il secondo, che non desiderava altro, di rivolgersi al primo. Soprattutto ora che la scomunica da parte della Federazione non avrebbe alcuna conseguenza. Il papato è debole, occorre approfittarne. I principi elettori non vogliono più pagare le tasse sui giocatori stranieri, di questo passo la prossima concessione appare già scritta.

Le vicende non sono passate inosservate agli occhi del popolo, dando il là ad una piccola rivoluzione. È nato infatti sui social l’hashtag #BastaPetrucci, con il quale molti appassionati e addetti ai lavori hanno chiesto e stanno chiedendo un passo indietro al presidente federale. Non è l’unico responsabile del disastro, ma la sua rimane la massima carica e la prima da mettere eventualmente in discussione. La richiesta divide la folla, unanime è invece la sete di chiarimenti. Con la storia dei “ritardi fisiologici” si è nascosta per troppo tempo la realtà di una pallacanestro malata, nella quale i giocatori e le famiglie non sanno quando, e se, vedranno i soldi. «Tanto ormai l’abbiamo capito, da voi è così che funziona», dicono gli americani, nemmeno troppo tra le righe. A ribadirlo è persino Phil Goss nel documentario di Bobby Jones. Ed è in quel momento che, come italiano, capisci che avresti preferito una critica dura, piuttosto che certe frasi imbevute di rassegnazione. Anche gli stranieri sanno che difficilmente le cose cambieranno. Prima o poi il passo andrà fatto. È ora di trovare un nuovo aggettivo. I ritardi nei pagamenti degli stipendi sono “inaccettabili”, “inconcepibili”, “momentanei”. Qualunque cosa, ma non “fisiologici”: perché “fisiologico” significa “proprio del funzionamento sano di un organismo”. Appunto, la nostra pallacanestro è tutto fuorché in salute.

filesTrento – Prevedere una vittoria della Dolomiti Energia nell’anticipo casalingo con l’Enel Brindisi era difficile. Il pronostico pendeva completamente dalla parte degli osptiti. Onore a Buscaglia, capace di ribaltarlo e porre fine alla striscia di quattro sconfitte consecutive, riportando i suoi al successo, che mancava ormai da inizio gennaio. Nel primo tempo la squadra ha giocato una pallacanestro corale, come suo solito; dopo l’intervallo ha lasciato qualcosa sul parquet. Gli uomini di Bucchi hanno inseguito la rimonta, ma questa volta lo svantaggio era eccessivo per poter ripetere l’impresa realizzata ai danni del Banco di Sardegna. Molti i rimpianti per le palle perse all’inizio dell’ultimo quarto e la pessima gestione del possesso del potenziale -10. Tra i padroni di casa va evidenziata la prestazione del solito Tony Mitchell, autore di 29 punti. L’ex giocatore dei Crimson Tide ha ritrovato minutaggio e bottino abituali, ma non è stato l’unico protagonista. Ha contribuito e non poco alla vittoria il giovane duo friulano Pascolo-Spanghero. Nonostante le due triple fallite, il prodotto della Pallacanestro Trieste ha mantenuto il primato dall’arco, insidiato da un Allan Ray intenzionato a riprenderselo. Suoi sono stati i canestri decisivi, realizzati grazie alla sempre più rara arte del tiro dalla media distanza.

cms_20150215_medium150125-191828to250115spo0158jpg1424036106_immagine_obigBologna – All’Unipol Arena è andata in scena la partita più divertente del turno. Alti ritmi, tanti punti e transizione nella sfida tra la Granarolo e l’Acqua Vitasnella. Entrambe le squadre stanno vivendo un periodo positivo e in campo si è visto. Terza vittoria casalinga consecutiva per i ragazzi di Giorgio Valli, protagonisti di un’altra grande partenza. Già dal via Bologna ha mostrato di avere un passo diverso, una freschezza che con il trascorrere dei minuti è venuta fuori. I troppi possessi sprecati hanno falcidiato Cantù, brava comunque a rientrare in partita con uno straordinario terzo periodo. Nel finale i lombardi hanno pagato lo sforzo profuso, finendo per concedere agli avversari il definitivo allungo. Mostruoso Hazell, che di punti ne ha messi 33 in 34 minuti. Tra i canturini spiccano Buva e Johnson-Odom, due dei giocatori più caldi delle ultime giornate di Serie A. Il primo, in particolare, è oramai irriconoscibile: prende tiri dall’arco con enorme personalità e attacca il canestro senza paura.

La partita ha anche rappresentato l’ennesima passerella per Okaro White. L’ala ventiduenne del team emiliano, alla prima stagione tra i professionisti dopo il percorso collegiale a Florida State, si sta affermando come una pedina importante, nonché un giocatore maturo più di quanto dica la carta d’identità. Il canestro in allontanamento nella prima metà di gara è la perfetta incarnazione dell’accoppiata tecnica-personalità della quale è dotato. Diventa più semplice gestire le rotazioni quando puoi contare su un giovane come Fontecchio, ormai pronto a farsi carico di minuti e responsabilità. Attualmente Bologna merita i playoff, ma occhio ai due punti di penalizzazione, il cui valore si sta progressivamente ingigantendo. Il destino si rivelerebbe crudele con gli emiliani, qualora l’obiettivo dovesse essere mancato per tale ragione.

pistoia casertaPistoia – Per la quarta volta, la Giorgio Tesi Group ha fatto registrare 20 o più assist, statistica che tra l’altro la vede sul podio stagionale. Tanta circolazione per gli uomini di Moretti, che hanno portato agevolmente a casa una sfida che alla vigilia aveva le sembianze di un campo minato. Il migliore della contesa è stato senza dubbio Filloy, coadiuvato da un Milbourne quasi perfetto al tiro. La prestazione dell’americano è da apprezzare ancora di più se si pensa ai tre falli commessi nei primi sette minuti, che avrebbero potuto seriamente compromettere il suo pomeriggio. Caserta ha poco da rimproverare a se stessa: ha tenuto botta per tre quarti abbondanti, prima di spegnersi sul rimbalzo offensivo di Filloy. I campani hanno acquisito nel tempo l’aspetto di un gruppo organizzato, in grado di ragionare e fare quel passaggio in più, caratteristiche fondamentali assenti nell’oblio di inizio stagione. Vincenzo Esposito torna fiducioso da Pistoia, città per la quale ha giocato nella stagione ‘97-‘98 con la maglia dell’Olimpia Basket. Ivanov non è bastato, nonostante lo stato di grazia che lo accompagna da quasi un mese, così come a poco è servita la tripla di Antonutti nelle fasi conclusive. Il copione del PalaCarrara è destinato a ripetersi: piedi sul parquet e orecchie incollate alla radiolina. Che piaccia o meno, questa sarà la lotta a due con Pesaro per la permanenza nella massima serie.

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