Tony Mitchell lapresse

I cinque argomenti e personaggi della settimana di basket italiano appena trascorsa.

I premi individuali – Sono stati assegnati rispettando le previsioni. Trento ha fatto il pieno: Mitchell, Buscaglia e Trainotti rispettivamente giocatore, allenatore e dirigente dell’anno. Una tripletta meritata che premia lo straordinario lavoro della neopromossa, ora attesa dai playoff. A proposito, la squadra ha difeso senza problemi il quarto posto e nella serie contro Sassari potrà giovare dell’importantissimo fattore campo. Per quanto riguarda invece i piazzamenti nelle rispettive categorie, dispiace per l’esclusione di Cesare Pancotto. Dai vincitori ci si aspetta il miracolo, tra i piazzati non si vanno certo a cercare i moltiplicatori di pani e di pesci. In definitiva il terzo posto di Valli e più che legittimo. Anche se premiare il coach della Granarolo significa sminuire parzialmente la grande stagione di Allan Ray e Jeremy Hazell. Il coach modenese ha potuto contare anche su Simone Fontecchio, che nella classifica riservata ai giovani ha anticipato Della Valle e Mussini.

Se del terzo posto si può discutere, altrettanto non si può fare con il secondo, finito nella mani esperte di Carlo Recalcati. Fuori anche Paolo Moretti, scelta abbastanza scontata. L’MVP era il riconoscimento più semplice da assegnare, c’era comunque interesse e curiosità per i runner-up. Sudato e meritato il secondo posto di Samardo Samuels, al quale i votanti hanno riconosciuto gli abissali miglioramenti e la grande prima parte di stagione. Gli elettori non si sono dimenticati neppure delle giornate di grazia di Hrvoje Peric, finito sul gradino più basso del podio.

Manital Torino vs BresciaTorino – È stata ufficializzata come sede della prossima Supercoppa, manifestazione che manterrà la formula delle Final Four. Le tre partite in due giorni hanno già fatto sciogliere Sassari come neve al sole, difficilmente sarà Torino a salvarsi. Anche se l’assegnazione va letta come un riconoscimento doveroso alla città e alla Moncalieri. La Manital ha eliminato in settimana Ferentino, al termine di una serie senza storia, e, con il miracolo di Agrigento che ha fatto fuori la corazzata Verona, è ora la favorita nella corsa alla massima serie. Il percorso dei torinesi è stato il migliore, ma la squadra di Bechi dovrà stare attenta a non sottovalutare le avversarie.

In semifinale affronterà la vincente della bella tra Brescia e Trieste, altra piccola sorpresa. E in finale Casale, qualora la Moncalieri dovesse arrivarci, salvo ulteriori capolavori di Franco Ciani e Agrigento. Siamo sicuri che la città farà tutto il possibile per onorare la Supercoppa. C’è però un problema: il PalaRuffini risulta già occupato, in quanto sede dei campionati italiani di ginnastica artistica. Non è la prima volta che accade una cosa del genere. Ogni riferimento a fatti, persone e società è puramente casuale. Possibile che in Italia si organizzino gli eventi e si decida di cambiare palazzetto senza prima fare uno squillo per sapere se è libero?

Massimo Righi LegavolleyLa Lega Volley – Aveva chiesto alla Lega Basket di spostare la partita tra Trento e Bologna. La cosa non è avvenuta e il presidente Righi ai microfoni de L’Adige ci è andato pesante: «Siamo arrabbiatissimi con la Lega Basket. Ha dimostrato insensibilità e totale mancanza di cultura sportiva. La partita tra Trento e Bologna non riveste carattere fondamentale ai fini della classifica. Nello sport non devono prevalere queste logiche cieche. Quando la Lega Basket ci ha chiesto il PalaDesio per disputare la Final Eight di Coppa Italia, in due secondi abbiamo spostato la partita di SuperLega della Revivre Milano. Le dirò di più: se, a parti inverse, dovesse ricapitare un caso simile, darò al basket il diritto di giocare la propria finale scudetto sul campo e nella data designata. Questa è la logica dello sport. Noi siamo orgogliosamente fatti così e siamo contenti di esserlo, da altre parti la pensano evidentemente in modo diverso».

Dose rincarata dal presidente onorario Mosna: «Questa è una brutta pagina per lo sport in generale, sul piano dei rapporti. Il basket non si è comportato bene. Non mi faccia dire ciò che non voglio. Parlo del basket in generale, diciamo la Lega. All’obbligo della contemporaneità si poteva derogare per una partita in cui entrambe le squadre vogliono vincere: Trento per mantenere il quarto posto, Bologna per arrivare settima ed evitare Milano nei quarti. Partita dunque ininfluente sulle altre. Se poi nel basket si gioca a perdere, allora si facciano un bell’esame di coscienza sul loro sport». Marino ha replicato ai colleghi tramite la Gazzetta dello Sport: «Non potevamo spostare una gara dell’ultima giornata per soddisfare le esigenze della Lega Volley. Se si fosse mossa con largo anticipo, come ha fatto il basket prenotando il campo, avremmo fatto il possibile per uno spirito di collaborazione, ma una settimana prima era impossibile. Ci hanno accusato di insensibilità ma abbiamo soltanto agito con professionalità nel rispetto delle regole».

fernando marino brindisiLe metropoli – Rappresentano alla perfezione lo sport italiano, specie nelle ore di punta. C’è chi arriva all’incrocio e chiede di passare, chi va di fretta e fa valere la precedenza e chi reagisce in modo discutibile. Ha ragione la Lega Basket, perché aveva tutto il diritto di confermare il programma iniziale. Ma ha ragione anche la Lega Volley, perché Trento con una vittoria avrebbe congelato il quarto posto. La classifica alla vigilia della trentesima giornata rendeva possibile qualunque tipo di variazione. I piazzamenti erano nella mani di Venezia, Trento e Cantù. Non a caso il campo ha visto le tre vincere e vanificare gli sforzi profusi dalle dirette concorrenti. Il volley si è mosso in colpevole ritardo, ma un sacrificio la pallacanestro avrebbe potuto anche farlo. Ma di mezzo ci sono i tifosi, che non sempre gradiscono simili trattamenti. Comprare un biglietto e vedere un evento spostato non è mai piacevole. Come non è piacevole sentire certe accuse, specie se chi inveisce accenna alla cultura sportiva. Certe frasi non trasudano cultura sportiva, a prescindere da ciò che avrebbe fatto o meno l’altra parte. Di questo passo avremo bisogno dell’intervento continuo di un vigile, e quella sarebbe una vera sconfitta per lo sport italiano.

Il problema – Siamo noi, quelli nuovi. Noi disposti a barattare la storia della pallacanestro italiana per trenta denari e trenta copie vendute in più. Noi pronti a rinnegare il credo per erigere a divinità il panda d’oro, che qualcuno mi fa notare essere anche un premio del WWF. Alla fine lo scontro salvezza è stato vinto da Pesaro, ma i titoli di lunedì erano in maggioranza per Metta. La massima serie perde Caserta, la cui epopea è stata scritta da personaggi del calibro di Nando e Oscar. Paolini dedica la vittoria al padre e parlando delle franchigie lancia un forte grido, più o meno discutibile. Ario Costa si commuove come se avesse vinto uno scudetto da giocatore. In realtà ha solo conquistato una permanenza in A, per di più da presidente. Ma cosa importa di quello che è stato e sarà il basket italiano, tanto ora c’è Metta, il salvatore del movimento, autore contro Roma degli ormai famosi 25 punti. Per fortuna esiste ancora la vecchia guardia, cresciuta con le macchine da scrivere e senza internet, nei cui fogli, al termine di una giornata così intensa dal punto di vista emotivo e storico, Metta ha trovato poco spazio.

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