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I cinque argomenti e personaggi della settimana di basket italiano appena trascorsa.

olimpia milano lapresseLa classifica – È più che giusta. Nell’anno delle penalizzazioni, della mediocrità, dell’equilibrio e del caos, era tutto fuorché prevedibile. Ognuno occupa la posizione che dovrebbe occupare. A cominciare da Milano, prima indiscussa e destinata a chiudere la stagione regolare con un vantaggio consono allo strapotere mostrato. Passando per Venezia e Reggio Emilia, che come da previsione vedranno il secondo posto assegnato al termine dell’ultima giornata. Trento e Sassari si affronteranno ai quarti, questo è il verdetto emesso dal ventinovesimo turno. Resta in palio il fattore campo, che potrebbe giocare un ruolo chiave nella serie. Sassari è in ripresa e non è da escludere che la sfida tra le due possa protrarsi fino alla bella, che ovviamente la Dolomiti Energia ha tutto l’interesse di disputare tra le mura amiche. In quel di Bologna i playoff sono ormai cosa certa, purtroppo per la Granarolo il piazzamento dipenderà dal risultato di Roma-Cantù.

La banda di Sacripanti ha in mano il proprio destino, quello di Pistoia e, come detto, quello degli emiliani, che incrocerebbero Milano qualora Cantù battesse i capitolini, ormai fuori dai giochi e senza più nulla da chiedere alla propria stagione. Caserta, uscita a sorpresa vincente dalla sfida casalinga con Reggio Emilia, si è guadagnata lo spareggio con Pesaro, che affronterà domenica all’Adriatic Arena. Prepariamoci a quaranta minuti di sudore e sangue, destinati a scrivere una pagina importante della storia recente del nostro basket. Siamo giunti all’inevitabile resa dei conti, che spingerà giù una delle due piazze storiche. Non c’è spazio per gli scontenti. Chi non è dove vorrebbe essere può prendersela solo con se stesso. Ci riferiamo a Roma, Pistoia e Varese. La prima ha perso punti importanti a inizio stagione. La seconda vivrà l’ultima giornata affidandosi alla prima, per via dei troppi blackout, non ultimo quello di domenica. La terza, che ha appena massacrato la seconda, paga scelte dirigenziali e di mercato arrivate con colpevole ritardo.

Nando MarinoLa Lega – In settimana è stato pronunciato il no definitivo all’ipotesi di un presidente esterno alle squadre facenti parte della massima serie. La carica rimarrà interna e continuerà ad essere ricoperta da Fernando Marino, perché oltre a ribadire la propria posizione, la Lega ha smentito le voci che parlavano di una possibile uscita di scena del presidente brindisino. Non siamo pronti a un salto così importante, non ancora. È un peccato che le chiacchiere di fondo siano state male interpretate. Nessuno, a cominciare dalla stampa, ha apertamente attaccato Marino. La corrente di pensiero nasceva come critica alla carica, non alla persona. Non avremo un direttore generale dunque, e salvo sorprese neppure un designatore. Tale figura sembra spaventare le società della massima serie, che in tal caso non si sentirebbero pienamente tutelate. In definitiva la Lega vuole continuare a migliorare quanto fatto per garantire al movimento stabilità e visibilità, senza ricorrere a stravolgimenti estivi. Il tema principale dell’assemblea di Bologna è stato il progresso, il quale non deve prescindere dalla tutela degli investitori. Ci si sente poco tutelati per via di un designatore e nel frattempo si lasciano norme che generanno un crescente conflitto di interessi. Siamo sicuri che il designatore sia più pericoloso di un presidente interno?

promoOK2.flv.bigIl silenzio – Partiamo da un dato: nella prima giornata le partite coperte sono state otto, nell’ultima solamente tre. Concettualmente e sportivamente parlando, un sistema in cui tutto ciò accade non può che essere poco sano. Ai tifosi ospiti viene concesso di seguire il primo turno, non quello decisivo. Mettetevi nei panni di un tifoso che ha pagato l’abbonamento e che è costretto a perdersi la gara che decide l’intera stagione. Non solo: la terza partita coperta, ovvero Brindisi-Milano, è andata in onda in differita. A cosa serve la web tv se quando arrivano le giornate in contemporanea viene oscurata? Era la grande occasione, ovviamente mancata, per esporne il potenziale. Quello che però stupisce di più è il totale menefreghismo della Lega, che si è a malapena degnata di rispondere sui social.

Agli appassionati è stata spiegata l’organizzazione delle dirette, non la motivazione che si cela dietro tale scelta. «Qual è la motivazione valida?», chiede Stefano, senza ricevere riscontri. Rispondiamo noi al povero Stefano. La Lega non sapeva cosa dire perché fondamentalmente una motivazione valida non c’è. Ogni settimana le gare in contemporanea vengono trasmesse dalle tv locali, tutto il resto è competenza di Rai e Gazzetta TV. Il silenzio è doppio in questo caso. Il primo è quello delle televisioni, messe a tacere da una decisione discutibile e per nulla sorprendente, il secondo è quello delle istituzioni, che qualche minuto per rispondere agli appassionati potevano anche perderlo. La locandina del ventinovesimo turno incarna alla perfezione la pochezza decisionale del basket italiano, che crea addirittura una web tv e poi finisce per tarparle le ali.

Edi DembinskiIl coordinamento Rai – Altra serata da tapiro, anche se siamo certi che non lo riceverà. Ciò lo deve a Ramel Curry, che guidando il tentativo di rimonta della Virtus Roma ha salvato l’emittente di Stato dall’ennesima farsa. Siamo nel terzo quarto, quando la Rai, impegnata nella doppia diretta, decide di continuare a seguire le vicende del primo campo, il PalaSerradimigni, ignorando completamente l’altro parziale, quello della Granarolo. Alla fine del periodo la linea passa a Casalecchio di Reno, dove il malcapitato Edi Dembinski è chiamato a porre rimedio al collegamento tardivo e ormai privo di senso. Bologna guida di venti punti. Bravo il giornalista a persuadere gli spettatori con un abile giro di parole. Tranquilli, non vi siete persi nulla, solamente il parziale che ha deciso la corsa ai playoff, regalato la postseason alla Virtus Bologna dopo tre anni, eliminato Roma e reso Cantù artefice del proprio destino. Per il resto è stato un quarto insignificante. Poteva andare peggio agli uomini di Viale Mazzini, fortunati nel ricevere per grazia divina un finale ancora in bilico. Se il vantaggio degli emiliani fosse rimasto invariato, il trattamento riservato al secondo campo sarebbe stato oggetto di discussione. Gli dei del basket si sono presi un giorno di ferie. Forse anche lì si celebra la festa del lavoro, o forse hanno voluto semplicemente risparmiare una Rai già pesantemente punita in passato.

Pietro-Aradori-espanyolPietro Aradori – È pronto al ritorno in Italia con la maglia di Venezia. L’ex canturino è ormai accostato da giorni alla Reyer, manca solamente l’ufficialità. Domenica ha disputato al Palau Blaugrana quella che sembrava essere la sua ultima partita con l’Estudiantes Madrid. Ha messo a referto 13 punti puliti contro il Barcellona, senza mai andare in lunetta. Nonostante la rimonta nel secondo quarto e la parità all’intervallo, i madrileni hanno potuto poco contro i padroni di casa, che nelle fasi decisive dell’ultimo periodo hanno messo a segno un parziale di 12-4. L’Estudiantes è virtualmente salvo, ma manca ancora la certezza matematica. Salvo sorprese, la Reyer dovrà attendere un’altra settimana, quanto basta agli italiani per rispolverare il classico del mercato sempre aperto.

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