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I cinque argomenti e personaggi della settimana di basket italiano appena trascorsa.

Nicola-AlberaniNicola Alberani – Ha compiuto l’ennesimo capolavoro in carriera. A prescindere da come finirà la stagione, la partita casalinga giocata da Roma contro Avellino è stata un trionfo per il general manager. Ebi, Curry e Freeman hanno messo a referto rispettivamente 19, 15 e 14 punti. Tre acquisti fatti a stagione in corso che stanno permettendo all’Acea di lottare per i playoff. Dopo l’abbandono di Triche, le critiche non si erano fatte attendere. La sparizione dell’ex Syracuse aveva gettato ombre sul lavoro estivo del dirigente, essendo l’americano il pezzo pregiato della campagna acquisti, ombre immediatamente scacciate dalle mosse successive. Triche può essere visto a tutti gli effetti come un fallimento, anche se occorre ricordare che a saltare è stato il lato umano del giocatore. Le potenzialità tecniche sono emerse in diverse occasioni. Il giocatore non ha saputo ambientarsi, ma il talento lo ha eccome. Nicola Alberani non ha sbagliato acquisto, al massimo ha sottovalutato le possibili problematiche umane, la scarsa capacità dell’atleta di relazionarsi con i compagni. Con Ebi prima e Freeman poi, al quale dobbiamo aggiungere la ciliegina sulla torta Curry, l’ex general manager di Forlì ha confermato di essere il migliore della categoria. “And it’s not even close” aggiungerebbero dall’altra parte dell’oceano.

varese basketIl futuro di Varese – Con il tempo si stanno accorgendo in molti delle straordinarie capacità di scouting di Alberani. È moderno per essere in un front office europeo, oltretutto non di vertice e dal budget limitato. Chiaramente in questi casi il concetto di modernità deve essere contestualizzato. Se in Italia segui in modo approfondito l’NCAA e sei affascinato dal mondo delle statistiche avanzate, sei ritenuto sufficientemente moderno. Negli USA sono avanti anni luce in termini di analisi e previsione. Ma questa è un’altra storia. Tornando a Nicola Alberani, il suo futuro sembra lontano da Roma. Voci parlano di Varese, non è la prima volta che viene dato in partenza: accadde anche due anni fa, quando in pole position c’era Cantù. Lui ha detto di trovarsi bene nella capitale, ma ciò non basta a tranquillizzare i romani. Molto, se non tutto, dipenderà dal futuro della Virtus. Ha ancora un anno di contratto, ma qualora la società dovesse scomparire quest’ultimo non avrebbe più valore. Sono anni che ci chiediamo cosa sarebbe in grado di fare con una squadra da vertice. A breve potremmo scoprirlo.

roberto maltintiRoberto Maltinti – Ha scritto una lettera che è già divenuta un testo sacro per gli appassionati della pallacanestro italiana. La sua non è una lista di problematiche, è un vero e proprio insieme di parole uscite dal cuore di chi da anni porta avanti la passione di una città come Pistoia. Con tutta onestà, prima di leggerla temevo di avere davanti agli occhi l’ennesimo pezzo di carta farcito di retorica. Invece no, la lettera di Maltinti è tutt’altro. È un testo nel quale i problemi della pallacanestro italiana vengono affrontati da uno dei “condannati”. Perché per i presidenti e gli addetti ai lavori le cose funzionano diversamente. Gli appassionati possono cambiare canale, guardare altro se vogliono. Per chi vive di basket nostrano, invece, scappare non è così facile. Restare è ancora più difficile. Maltinti è nato e cresciuto nel mondo imprenditoriale legato allo sport pistoiese. Nonostante questo è lo sconosciuto che a bordo campo non riescono a identificare.

Petrucci-fipLo strano mondo italico – L’episodio, comico per alcuni e tragico per altri, rende bene l’idea di cosa sia la pallacanestro italiana. Pensate al calcio e a quanti presidenti di Serie A sono stati e sono seguiti nei loro spostamenti, a Moratti intervistato continuamente davanti agli uffici della Saras, a De Laurentiis che fa scalpore quando sale su uno scooter. E pensate dopo al basket e al presidente della squadra di casa che non viene identificato da chi è lì a rappresentare la giustizia sportiva. Tutto ciò è paradossale, ma non deve sorprendere. Come non devono sorprendere le multe, che spesso, sommate, arrivano a cifre non lontane dagli ingaggi. Non c’è dialogo, non c’è neppure la voglia di tirare via le maschere e guardarsi davvero negli occhi. Bertomeu dice che siamo fermi da cinque anni. Non serve che ce lo ripetano continuamente dall’estero, lo sappiamo bene. Intanto le fideiussioni sono aumentate a 250.000 euro. La Lega e il presidente Marino vogliono garantire credibilità e solidità. La mossa è giusta, anche se uscendo dallo Stivale perde di valore. Tutti felici e contenti fino a quando non escono i budget della VTB. Fa male scoprire che il CSKA opera con a disposizione 41 milioni di euro, mentre da noi le squadre faticano a sopravvivere. Cifre che si allontano sempre di più dalle nostre e rendono impossibile per qualunque italiana competere in campo internazionale.

ale gentile lapresseGentile e Mussini – Non abbiamo più le squadre, saremo anche fermi, ma qualche giocatore riusciamo ancora a tirarlo fuori. Per noi parlano i punti del Gallo, i playoff che disputerà Datome, ma anche e soprattutto Alessandro Gentile e Federico Mussini. Il primo ormai è una certezza. Veniva da una grande stagione e le difficoltà di inizio anno potevano rappresentare una preoccupazione. Dal punto di vista motivazionale c’è stato un periodo in cui l’NBA rischiava di allontanarsi e le responsabilità all’interno dell’Olimpia si erano spostate verso i compagni. Il figlio di Nando non ha mollato, è tornato a dominare e ha dimostrato negli ultimi mesi una grande maturità. Non è più il giocatore che si sbraccia e vuole palla a tutti i costi. Sa quando e come aggredire la partita. Appare molto più paziente, meno dedito a strafare. A fine anno attraverserà l’oceano, salvo colpi di teatro. Il secondo, invece, stupisce giorno dopo giorno. Il talento c’era e gli scout lo sapevano, ma non era certo il prospetto sulla bocca di tutti. Altri italiani sono decisamente più pubblicizzati di Mussini. C’è una decisione da prendere a breve, una scelta da fare tra l’Europa e il college. Entrambi i percorsi hanno dei pro e dei contro. Ha al proprio fianco un ottimo consigliere come Amedeo Della Valle passato dall’NCAA.

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