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Non solo i lustrini di South Beach, Hollywood e Manhattan (se vi foste persi la prima puntata, la trovate qui). Oggi visitiamo un’altra America, la grande palude in cui le altre 17 protagoniste tentano – più o meno dai – di stare a galla: troveremo una middle class in borghese ascesa, nobili decaduti, realtà emergenti e casi sciagurati che non usciranno mai dalla disperazione. L’altra faccia degli States, dalla 14 alla 30!

 

 

ATLANTA (C 71+S 73= 72)

Chuck: nell’inferno dell’NBA, non esiste peggior girone di quello dei condannati ad ottime regular season e pessime post season. Chiedere alla Philips Arena, che ormai manco rispetta più la cabala del “DEEE-FENSE!!” nei possessi decisivi.

Shaq: Johnson, Smith, Horford. E un play di tutto rispetto. “Potrei ma non voglio” è il motivetto che spopola in Georgia. Anche quest’anno le Aquile voleranno in letargo al primo sole?

 

DENVER (C 71+S 69= 70)

C: ennesima scelta coraggiosa di Karl, quella su Nenè. Ma come si fa a non fidarsi di uno così? Sono buoni e giocano benissimo. Gallinari sta salendo di livello, e altri con lui. Se un paio di questi talentini (Gallo, McGee, Faried, Lawson, Fernandez, Chandler) dovessero esplodere, allora cominciano a diventare un bel problema, anche per quelli più in alto di parecchio.

S: occhio però a scherzare troppo col fuoco, mancare i playoff con tutto questo talento sarebbe un peccato inconfessabile. Il Gallo può cantare ad alti livelli nel pollaio del Colorado, se la sfiga si dà una calmata. E Mcgee…oh è amore irrazionale, non so cosa dirvi.

 

MILWAUKEE (C 70+S 70= 70)

C: tutti tagliano, tutti tirano, tutti passano, tutti bloccano, tutti a rimbalzo. Tutti sanno fare tutto. Hanno il mio personale MUP (most underrated player): Monta Ellis. Ma di vincere non se ne parla, e il record contro i team sopra il 50% parla chiaro. Nella partita della verità per l’ottavo posto, NY ha messo le cose in chiaro.

S: Jennings faceva la panca a Roma! Beh ora gioca – eccome se gioca! – e con Monta è divertimento assicurato: pochi hanno una coppia di guardie a questo livello. D’accordo, poi per certi obiettivi serve altro.

 

HOUSTON (C 65+S 69= 67)

C: giocano bene, niente da dire. Ma una squadra che ha il suo leader in Kevin Martin (ammesso che lo sia ancora), non sarà mai niente più che una squadra che lotta per comparire ai playoff. Segnalo Courtney Lee, bel giocatorino.

S: una bella sudata per acciuffare i playoff, poi qualche sventola contro l’Okla di turno… nella migliore delle ipotesi. La macchia di aver spedito un pallavolista-surfer-redhead allo Slam Dunk Contest, in un contesto dignitosamente anonimo, nell’anno 1 dopo Yao.

 

UTAH (C 69+S 64= 66.5)

C: Jefferson e Millsap formano una front court giovane, solida e talentuosa. Hayward è buono davvero, Harris in calo quest’anno. Ma Derrick Favors prima o poi esploderà?

S: ecco, loro invece hanno la macchia di aver mandato allo Slam Dunk Contest uno con 1,7 di media a partita. Il dramma è che ha pure vinto.

 

MINNESOTA (C 56+S 64= 60)

S: dove può arrivare Minnie? Non lo sappiamo, sinceramente; e forse non lo sanno neanche loro… Confesso la mia passione per Riccardino, attendo con impazienza l’esplosione di Beasley e Williams, mi domando che ostacoli possano frenare la consacrazione di Love. “Lo scopriremo solo vivendo” suggeriva quello là. Sperèm.

C: forse Adelman ha trovato gli interpreti giusti per la sua Princeton offense, e il divertimento è assicurato già così. Rubio, Beasley e Williams aggiungono un po’ di pepe, Love un po’ di sostanza. Devono migliorare ancora, ma pensate a cosa potrebbero fare con una guardia con punti nelle mani. La butto lì, Austin Rivers?

 

PHOENIX (C 58+S 59= 58.5)

C: Nash e Hill stanno per andare. Hanno uno dei gemelli Morris per il futuro, ben poco su cui ripartire.

S: giocavo con la maglia di Grant Hill più di un decennio fa: nella mia testa era già un veterano… Ho detto abbastanza?

 

PORTLAND (C 53+S 61= 57)

C: dovevano essere Roy-Aldridge-Oden. Avrebbero spostato per davvero. Invece il destino si è messo in mezzo. Hanno sapientemente preso atto che Oden non si è ancora arreso, ma è sulla via di Brandon, e hanno deciso di ripartire da capo. Via tutti per scelte, ripartendo da LaMarcus e Batum.

S: oh poi va detto, il destino te lo vai anche un po’ a cercare. Voglio dire, se al draft lasci lì Durant, dopo averlo già fatto con il Michele Giordano, beh… Però condivido: se Nostro Signore avesse donato loro delle ginocchia normali (non pretendo niente di eclatante, normali!), saremmo qui a raccontare un’altra storia. E su Brandon una lacrima non me la toglie nessuno.

 

GOLDEN STATE (C 45+S 51= 48)

C: con Curry out for season, spediscono Ellis ai Bucks per Bogut. Dopo due giorni anche Bogut out for season. Sarò malizioso io, o c’è sotto un piano che si chiama Anthony Davis o Harrison Barnes?

S: ottimo piano. Ma se il guastafeste si chiamasse Klay Thompson?

 

CLEVELAND (C 41+S 38= 39.5)

C: avranno il rookie of the year. Il vero problema è che Irving non mi sembra il giocatore tanto forte da spostare, ma lo è abbastanza da tenerti fuori dalle zone di lottery dove si pesca bene al draft. Stiamo alla finestra, ma pare che stia nascendo la classica squadra di medio valore.

S: non può esser sempre il 2003, sul treno che passa per l’Ohio non viaggia ogni volta LBJ. Se quel draft valeva un Cracco o un Savini, quest’anno ci accontentiamo di un’onestissima trattoria: e Irving resta la pietanza più gustosa. Non vai lontano, però è un ottimo primo tassello.

 

DETROIT (C 38+S 35= 36.5)

C: Greg Monroe, Brandon Knight, Rodney Stuckey. Giovani, promettenti, ma non abbastanza per cambiare le sorti di questa città.

S: di certo non basta nemmeno una pubblicità con Clint Eastwood durante il Superbowl!

 

SACRAMENTO (C 28+S 40= 34)

C: ok, diciamolo subito, il caso più lampante di work in progress. Un’arena nuova in costruzione, idem la squadra. Thornton (classe 87) e Thomas (89) sono talentuosi e atletici, ma Cousins (90) e Evans (89) sono potenzialmente due fenomeni. Il punto, nell’NBA, sta sempre lì: devi fare il salto, devi avere la testa. E credetemi, c’è un abisso: lo stesso che c’è tra JR Smith e Kobe Bryant, per intenderci.

S: ecco: durante il lockout, mentre LeBron, KD e soci passavano le giornate tra palestra e piscina, il nostro Tyreke si spaccava di hamburger, con il desiderio neanche tanto segreto di spostarsi nella Città Eterna… Una dichiarazione d’amore alla Virtus o all’amatriciana?

 

NEW JERSEY (C 28+S 37= 32.5)

C: qualcuno si chiedeva cosa ci facesse quest’anno Deron all’All Star Game. Risposta? 57, in una notte. Premio Nobel alla dirigenza di Prokhorov: “Dobbiamo prendere una star per tenere Williams, idee?”. “Wallace in scadenza!”. Bye bye Deron.

S: l’anno prossimo un solo Nets nel weekend delle stelle, quell’idolo di Jay-z! Servono scelte coraggiose, molto coraggiose: la prospettiva senza D-Will è roba da Dario Argento.

 

TORONTO (C 25+S 28= 26.5)

C: sparare sulla croce rossa? No, non me la sento. Ragionier Shaq, VADI LEI!

S: …una piaga. Lenti, noiosi, perdenti. Costruiti intorno alla peggior prima scelta del nuovo millennio (perché Kwame Brown è fuori classifica). Tanto affetto per DeRozan: scappa DeMar, scappa.

 

NEW ORLEANS (C 24+S 22= 23)

C: no, seriously, Eric Gordon, alias Mr Basketball, davvero tornerà nella sua Indianapolis avendo disputato solo 2 partite con gli Hornets? No comment.

S: che amarezza! Non andavano da nessuna parte lo stesso, però ci stavano un gioco più spumeggiante e una pompata alle sue statistiche personali. Anche per il Beli sarebbe stato un buon leader.

 

WASHINGTON (C 21+S 26= 23.5)

S: me li hanno divisi! Wall-Young-McGee: oltre i Big Three, oltre i Tres Amigos, oltre la stessa pallacanestro. Perdevano sempre, ma che adorabile ignoranza!

C: erano fantastici. Una dimostrazione costante di come si potesse buttare il talento. Ma un bel giorno: “ragazzi, stasera vengono i Thunder, ci impegniamo e accendiamo i neuroni?” “Si, ci sta, si può fare”.  102-105… per i Wizards! Son già nostalgico.

 

CHARLOTTE (C 19+S 15= 17)

S: il proprietario (si dai, quello che ha vinto anche con Bugs Bunny e Bill Murray) beh, alla soglia delle 50 primavere farebbe ancora la sua porca figura in quintetto.

C: chi è causa del lockout pianga se stesso. Quando un certo giocatore col 23 firmò un contratto di dimensioni faraoniche e alcuni proprietari si lamentarono, chi disse “if you can’t make profit you should sell your team”? Esatto! Sempre lui!

 

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