Suarez dopo morso a Chiellini reuters

FIFA. Dappertutto la scritta FIFA. Accendi la televisione e anziché leggere in sovraimpressione sul teleschermo “Rai” o “Sky Sport” la prima cosa che ti salta all’occhio è il brand a caratteri cubitali “FIFA”. Ogni secondo di questo Mondiale di calcio te lo trovi marchiato FIFA. O, se ti va peggio, con il patetico slogan “My game is fair play”. Da noi pretendono un “gioco onesto”, e intanto loro vendono le organizzazioni dei Mondiali in cambio di barili di petrolio. E poi, quando vengono scoperti, creano una commissione di indagine che li auto-giudica. Un po’ come se a giudicare Suarez fossero stati chiamati Cavani, Lugano e Godin.

morso Suarez-Chiellini reutersGià, Suarez. Ha fatto una cosa che non si dovrebbe fare, e merita di essere punito. Anche tenendo conto della recidività. Punito per il brutto gesto, certo, non messo alla gogna e additato al pubblico ludibrio come un criminale che per sbaglio è finito su un campo da calcio. D’accordo, il morso è un raptus preistorico, del livello dello sputo di Totti o della testata di Zidane. I quali entrambi si presero 3 giornate di squalifica. D’accordo, Suarez è recidivo (anche Zidane lo era a dire la verità, ma facciamo finta di niente) e allora va bene triplicare la sanzione: 9 giornate. Ora vi sfido però a spiegarmi perché si dovrebbe impedire a Suarez di entrare in uno stadio anche solo come spettatore per i prossimi 4 mesi. Neppure un delinquente viene trattato così. Anzi: i delinquenti nei nostri stadi ci entrano ogni domenica, mentre se il signor Luis Suarez volesse venire a vedere un match della nostra Serie A verrebbe respinto ai cancelli.

Ieri la FIFA – manco fosse la Guardia di Finanza – si è subito presentata al ritiro dell’Uruguay revocando l’accredito a Suarez, che è così stato obbligato ad andarsene come un ladro e un mascalzone. Va bene che è chiamato il Pistolero, ma non mi sembra che girasse davvero con le colt nelle fondine, e allora che fastidio può dare se rimane in ritiro coi suoi compagni? E perché diamine non può essere in tribuna a seguire la sua Celeste durante l’ottavo di finale, ma è obbligato a guardarsela da casa manco fosse agli arresti domiciliari?

Blatter gode reutersTogliere un Mondiale a un giocatore vuol dire togliergli tutto. Con la lunga squalifica Luis Suarez era già un uomo – meritatamente poiché se l’era cercata – distrutto. Del resto non c’era alcun bisogno, perché lezioni di moralità dalla FIFA non le vogliamo. Agghiaccia inoltre leggere nel comunicato che si è tenuto conto del fatto che il gesto è avvenuto sotto gli occhi di milioni di persone. Rieccoci: la FIFA si preoccupa di educare i nostri figli. «Vedete bambini? Suarez ha fatto il cattivone e ora a calcio non ci gioca più». Se ho paura che mio figlio si metta a mordere quando gioca al campetto glielo spiego io che è un gesto sbagliato, non ho bisogno che glielo dica Blatter. Il quale ora potrà bearsi di come la sua personale fabbrica di felicità sia rapida e implacabile nel bandire dal calcio chi sbaglia. Peccato che il calcio non sia di Blatter e che i Mondiali sarebbero belli anche se fossero organizzati dal CSI anziché dalla FIFA.

Ma tant’è, la decisione è presa e i prossimi 4 mesi Suarez li passerà a mordersi le unghie davanti alla tv. Però, caro Blatter, a mio figlio racconterò della FIFA che esiliava con infamia dal calcio per un morso, e intanto si vendeva agli sceicchi. Così che anche lui potrà farsi quattro risate quando vedrà sventolare quella bandiera con scritto “My game is fair play”. Ah, e poi naturalmente gli racconterò di Luis Suarez, che talvolta si perdeva in morsi, ma che quando premeva il grilletto bucava le porte avversarie senza alcuna pietà. In maniera per niente “fair”. Proprio come piace a noi.

9 Commenti a “Il Pistolero trattato come un criminale dalla FIFA

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