stramaccioni panchina

stramaccioni fortunatoSi pensava che Andrea Stramaccioni fosse stato un uomo decisamente fortunato. C’era chi lo diceva con ammirazione, chi con invidia e chi con dietrologie paraculiste, ma la sostanza era quella. Un pressochè perfetto signor nessuno che si prendeva la panchina dell’Inter, a soli 36 anni e francamente senza aver mai dimostrato nulla. Una botta di fortuna.

In poche giornate a chiusura di una stagione fallimentare come mai si pensava sarebbe potuto capitare (nessuno si immaginava l’incubo ancora peggiore di quella successiva) Strama conquista la fiducia di tutti, dal presidente Moratti fino ai giocatori, pure quelli avversari come testimoniava l’ormai celebre “Bene bene!” dell’allora rossonero Cassano. L’Inter ritrovava grinta e un po’ di gioco, non centrava il terzo posto ma le basi sembravano finalmente esserci. La conferma anche per l’anno dopo arriva, doppiamente fortunato il giovane Andrea; dava l’impressione di essere sopratutto un uomo in grado di saper giocarsi al meglio le sue carte. Qualche buon acquisto, un paio di scommesse, e si parte per una stagione che all’inizio promette molto bene, con risultati, coesione del gruppo, gioco magari non spettacolare ma efficace: bene bene Strama.

stramaccioni panchinaPoi il disastro. Le Parche che filano i destini del calcio hanno deciso di darci un taglio, gli dei hanno ritenuto che forse questo ragazzo stava avendo troppo. E non mi riferisco agli infortuni, a un mercato di gennaio da camicia di forza e quant’altro, questa è solo l’apparenza fra le cui pieghe si scorge il vero destino beffardo che il fato ha riservato ad Andrea Stramaccioni: ne ha fatto un incompiuto. Cosa c’è di più doloroso e frustrante di questo? Molto più che il dispiacere o la presunta gratitudine di cui si millanta sui giornali di questi giorni, ciò che rimarrà a Strama sarà la rabbia e la frustrazione di aver buttato via la chance della vita senza essere riuscito a giocarsela fino in fondo, come avrebbe voluto lui, per poi magari dire: signori, non sono all’altezza. Ma per lo meno averci provato fino in fondo. La sorte sa essere davvero crudele. Immaginatevi cosa deve aver provato Pavel Nedved durante la finale di Manchester, o Ronaldo contro la Francia ai Mondiali 1998: l’occasione che sogni per tutta la vita, che quando si presenta ti è preclusa per un’insondabile cattiveria della vita. Intendiamoci, magari Strama avrebbe fallito lo stesso, anche senza quella kafkiana pioggia di sfighe che lo ha annegato da gennaio ad oggi. Ma almeno ci avrebbe provato fino in fondo, si sarebbe potuto giocare tutte le sue carte, e andarsene a casa sconfitto ma in pace con se stesso e con il mondo.

Con ogni probabilità Andrea Stramaccioni nel giro di poche ora verrà sollevato dal suo incarico; e allora tornerà a casa, si guarderà allo specchio e si dirà: chissà, magari ce l’avrei fatta. Si parlava di Strama come di un uomo molto fortunato. Paradossale.

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