Yaya Touré offeso reuters

I voti alle notizie più assurde ed inutili della settimana appena trascorsa, raccontate con ironia e sarcasmo, sperando di prendervi, anche questa volta, in contropiede.

Voto 10 al duo comico Pizzul-Trap. Non è notizia di questa settimana, ma ce ne freghiamo. Le corde sentimentali dei nostri cuori son state toccate dalla nuova coppia comica che sta sbaragliando la concorrenza. La cadenzata ed armoniosa oratoria nostalgica di Pizzul viene messa al servizio del telespettatore, che si lascia incantare. Intanto il Trap sfodera tempi comici che fanno baffo e controbaffo a Panariello. A quel «è tutto molto bello» mi sciolgo immensamente. Una lacrima sul viso ed un sorriso nel cuore ci accompagnano per 30 secondi di spot che possono far perdonare anche la quindicesima riedizione della Panda.

Voto 9 agli auguri mancati a Yaya Touré. Cosa sono i soldi davanti all’affetto di amici e colleghi? Cosa sono 13 milioni di euro netti l’anno innanzi al piacere di un “happy birthday” cantato con trasporto? Nulla, almeno per Yaya Touré. Che il fortissimo centrocampista ivoriano sia un tipetto permaloso non è una novità, del resto la sua convinzione è che non abbia mai vinto il Pallone d’Oro solo perché africano. La misera torta di compleanno offerta dal City al proprio giocatore più decisivo ha fatto venire meno l’ultimo alone di modestia presente nell’africano. Yaya avrebbe voluto di più, del resto se quel pippone di Roberto Carlos ha ricevuto una Bugatti dall’Anzhi, lui meritava almeno altrettanto. Caro Yaya, sappi che da oggi ogni club al mondo è pronto a sanare la tua fame di affetto. Certo, non ti pagheranno 13 milioni l’anno, ma tanto a te non interessano i soldi no?

Caroline Wozniacki Voto 8 al galantuomo McIlroy ed all’abbandonata Wozniacki. Era tutto pronto, gli inviti di nozze erano stati spediti, il matrimonio era alle porte. Ma come ogni buon luogo comune ci insegna, lo sposo si accorge di non essere pronto ed abbandona la povera (ex) amata praticamente sull’altare. Non è la trama dell’ultimo film di Meg Ryan, bensì la reale fine della storia d’amore tra il golfista irlandese McIlroy e la tennista danese Wozniacki. Il giovane Rory, con la delicatezza di un caterpillar, tronca attraverso comunicato la propria relazione, rimettendo sul mercato dei cuori solitari la bella danese per la gioia di tanti single. Caroline, non ti crucciare, il mondo è pieno di galantuomini pronti a portarti a nozze in braccio. Che poi, detto tra noi, McIlroy non era neppure tutta ‘sta gran bellezza. Voto 10 a me per aver evitato ogni possibile doppio senso parlando di golf e relazioni di coppia.

Voto 7 alle minacce del tecnico della Nazionale russa di hockey. L’hockey, cari lettori, non è uno sport per signorine. Se pensate che il calcio sia maschio, il basket virile ed il rugby macho, beh, guardatevi una partita di hockey. Due squadre che se le danno di santa ragione, come se non ci fosse un domani. E gli arbitri, tendenzialmente, stanno a guardare. Gli allenatori devono infondere coraggio e grinta ai propri ragazzi se vogliono che sul ghiaccio scendano dei combattenti. Però forse, talvolta, si esagera un pelino. Nella semifinale di Coppa del Mondo svoltasi a Minsk, durante il match tra Russia e Svezia vinto dai primi per 3-1, il tecnico Oleg Znarok ed il collega svedese danno vita ad una deliziosa litigata, a cui ha messo fine il russo con la minaccia di aspettare fuori l’avversario per tagliargli la gola. Znarok è stato squalificato ed ha così dovuto saltare la finalissima giocatasi ieri in cui la compagine russa ha battuto per 5-2 la Finlandia. Speriamo non abbia esagerato con la vodka nei festeggiamenti, perché già da sobrio è un tipo alquanto su di giri.

Voto 6 alla modestia di Edmundo. O’ Animal, ed abbiamo detto tutto. Edmundo ha incarnato, per una decina di anni, il prototipo del calciatore brasiliano dotato di tanta classe nei piedi quanta caipirinha nello stomaco. In vista dei Mondiali carioca è tornato a parlare sulle pagine di Playboy Brasil ed ha sfoderato tutta la sua modestia. «È più difficile giocare in Brasile che in Europa, laggiù me ne sono mangiati tanti!», del resto «Ronaldo? Io ero più forte di lui e nel ’98 gli salvai anche la vita» ha dichiarato, dicendosi poi leggermente offeso dal fatto che lui venga ricordato come O’ Animal a differenza di altri suoi colleghi: «Adriano è l’Imperatore, Luis Fabiano è O’ Fabuloso, eppure loro fanno le mie stesse cagate». Poteva non parlare di donne? «Ne ho avute tantissime, la prima la ebbi a 13 anni. Lei ne aveva 19 ed era mia cugina» ammette candidamente. Dopo tutto ciò decide di offrirsi come mentore per il giovane Neymar. L’uomo giusto per quel ruolo, non c’è che dire.

david-luiz-al-psg-reutersVoto 5 ai 50 milioni di € del PSG del David Luiz. Non siamo che alle prime battute del calciomercato, ma già il PSG ci regala una perla: una montagna di soldi per un difensore che da un anno non fa più il difensore. Sarebbe bello capire, prima o poi, come fanno mercato gli sceicchi, perché c’è sempre più l’impressione che piuttosto che sulle statistiche reali le loro decisioni vengano prese sulla base delle statistiche di Fifa. Il Chelsea, naturalmente, non ha potuto credere alle proprie orecchie ed ha impacchettato in tempo zero il riccioluto brasiliano che potrà ora regalare i propri svarioni agli attacchi di tutta Francia. Di certo, vista l’assenza quasi totale di rivali in Ligue 1, David Luiz potrà festeggiare più spesso qualche trofeo ed abituarsi a bere qualche bicchierino in più, evitando così di presentarsi distrutto e biascicante ai microfoni dei cronisti.

Voto 4 al modello Atletico. È la definizione più usata in questi primi sei mesi di 2014, appena sopra “euroscettici” ed appena sotto “selfie”. Chiunque, soprattutto in Italia, s’è riempito la bocca con il modello Atletico, soprattutto i dirigenti del nostro calcio che si son leccati i baffi innanzi ad una tale occasione: far credere ai propri tifosi che si può vincere tanto e (quasi) tutto senza spendere molto. L’hashtag #modelloAtletico concludeva ogni messaggio di Andrea Agnelli a Conte; Barbara Berlusconi ha lanciato lo slogan “il Milan come l’Atletico”; Thohir non l’ha usato solo perché ancora non parla italiano, ma l’ha pensato. Insomma, spopola il modello Atletico, come l’anno scorso spopolava il modello Borussia. A nessuno passa per la testa che entrambe le realtà possano essere solamente dei piccoli miracoli, delle storie a sé come tante ce ne sono state nel calcio, meteore nel cielo luminoso del ciclico e ripetitivo palmares mondiale. Senza nulla togliere al Cholo ed ai colchoneros, grazie al cielo è finita la stagione. Solo i selfie con la banana hanno rotto di più le scatole.

Anara Atanes NasriVoto 3 a Deschamps ed alla denuncia a madame Nasri. “Con quella bocca può dire ciò che vuole” ammetteva a Virna Lisi la voce narrante di un Carosello di qualche tempo fa. Oggi invece neppure l’indiscutibile avvenenza ti salva più. Anara Atanes, fidanzata di Samir Nasri e quantomeno graziosa figliola, è stata querelata da Deschamps e dalla Federcalcio francese dopo lo sfogo cinguettante in cui sfanculava elegantemente il tecnico transalpino, reo di non aver convocato ai Mondiali la sua dolce metà. #FuckDeschamps è diventato un tormentone e l’ex centrocampista di Juve e Chelsea non l’ha presa certo sul ridere. Nel frattempo Anara è diventata una delle wags più cliccate del web e siamo certi che, a differenza del selezionatore francese, molti appassionati se ne saranno fregati altamente di ciò che la signorina Nasri ha detto, dice o dirà.

Voto 2 alle cure a base di placenta di cavallo di Diego Costa. Il sogno di una vita dopo una carriera nell’ombra del calcio che conta ed il rischio di perderlo per colpa di un infortunio. Diego Costa voleva assolutamente essere in campo a Lisbona nella finale di Champions del suo Atletico contro i rivali cittadini del Real. Per questo, dopo la lesione muscolare subita nella sfida decisiva della Liga al Camp Nou, l’attaccante spagnolo s’è rivolto a tal Marijana Kovacevic, dottoressa serba che, per curare questo tipo di infortuni, applica un trattamento a base di placenta di cavallo, non riconosciuto dalla medicina ufficiale ma, dicono, dai risultati certi. Diego Costa esce al nono minuto della finale. Epic Fail.

prandelli pensieroso ansaVoto 1 al buonismo di Prandelli. No, non parliamo di codice etico. No, nemmeno delle battaglie al razzismo a colpi di banane. Per una volta il ct azzurro era stato, nello stupore generale, sarcastico ed un po’ canaglia. «Criscito non convocato? Beh, non mi pare di aver lasciato a casa Cabrini o Maldini» aveva risposto il tecnico ad una domanda della Gazzetta. Finalmente Cesare si era mostrato umano. Stanco di essere messo sotto pressione per la scelta della rosa italiana in un momento storico in cui, anche volendo, non resteranno a casa certamente dei campioni, ha giustificato la propria scelta con una battuta magari acida, ma vera. Che succede però? Che appena ne ha occasione Prandelli torna sui propri passi e si scusa con Criscito. Eddai Cesare, no, così no. Per un attimo era finalmente parso umano, non finto, non costruito, e che fa? Torna ad erigere un muro di etica e buonismo attorno a sé. Tranquillo Prandelli, non hai fatto nulla di male, mica hai lasciato a casa Cabrini o Maldini.

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Crede nello sport come forma di narrazione, è Dottore in giurisprudenza perché crede ancora nella giustizia e legge per tenere i piedi ben saldi sulle nuvole. Ha trovato una Winston blu. L'ha fumata. @Andrea_Ross89

Un commento a “Il Pagellone dell’inutilità

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