Serse Cosmi dj lapresse

I voti alle notizie più assurde ed inutili della settimana appena trascorsa, raccontate con ironia e sarcasmo, sperando di prendervi, anche questa volta, in contropiede.

Voto 10 a Serse Cosmi rapper. Da grande voglio essere Serse Cosmi. Ho deciso e non cambierò idea. La tentazione mi era già venuta quando, neanche adolescente, il suo Perugia imperversava per i campi di Serie A con giocatori improbabili poi diventati improvvisamente calciatori veri: Materazzi, Liverani, Blasi, Vryzas e compagnia bella. Poi però la sua carriera sulle panchine del calcio italiano s’è incagliata, senza regalare picchi equiparabili al sua Perugia di crozziana memoria. Ed il buon Serse che fa? Si dà alla console. Dopo aver passato intere estati a dilettare amici e conoscenti a botte di mixate e beat da capogiro, stavolta una nuova notorietà ha bussato alla sua porta. Il gemello bello ed intelligente di Marco Mazzocchi è protagonista dell’irresistibile video rap dei “7 Cervelli”, gruppo umbro che nell’ultima hit, in perugino stretto, Lassa Gi’ si avvalgono delle doti di Cosmi alla console. Ibiza, stiamo arrivando. A David Guetta e Tiesto gli facciamo un culo così.

Vanessa HuppenkothenVoto 9 a Vanesse Huppenkothen, giornalista più sexy del Mondiali. I media italiani ne hanno elette almeno una trentina, diciamo una per Nazionale presente in Brasile. Alla fine però il cerchio si stringe ed a giocarsi lo scettro di giornalista più sexy dei Mondiali sono rimaste in tre: Vanessa, disinvolta chica messicana con una laurea in Studi Internazionali (ma chissene anche); Alejandra Buitrago, colombiana della porta accanto (certo, come no); Jhendelyn Nunez, pudica cilena che ha deciso di presentarsi in sala stampa mezza nuda (per una volta i giornalisti se ne sono fottuti del buffet gratuito). Alla fine credo sia giusto assegnare il gradino più alto del podio a Vanessa Huppenkothen, innanzitutto perché il Messico di Herrera avrebbe meritato maggior fortuna sul campo da gioco e quindi si merita un premio di consolazione, e poi per il video qua sotto.

Voto 8 a Berlusconi e le rivelazioni su Balotelli. «Altro che Italia, il Mondiale l’ho perso io! Stavo per vendere Balotelli ad un top club inglese per 35 milioni, ora chi se lo piglia più?»: queste le parole che l’illustrissimo Cav. Silvio Berlusconi avrebbe detto durante una riunione con i parlamentari di Forza Italia. Il buon caro vecchio Silvio non riesce proprio a tener la bocca chiusa e quando gli offri l’assist giusto è più lesto di un Pippo Inzaghi d’annata a metter la palla in rete con una frecciata di vera qualità. Immaginiamo la gioia di Adriano Galliani nell’aver sentito queste parole, appena pochi giorni dopo la sua conferma pubblica di Balotelli nell’organico rossonero. Così però non si fa Silvio, i fratelli neri non avrebbero mai scaricato in questa maniera SuperMario.

Fabio Fognini su CosmopolitanVoto 7 a Fognini nudo. Mi hanno fatto notare amichevolmente che troppe volte dedico spazi di questa rubrica ad avvenenti signorine, fregandomene invece degli ormoni femminili. Me ne scuso e se settimana scorsa ho cercato di rimediare con il bel Deliciano Lopez in copertina, è ancora nel tennis che vado a pescare, ma questa volta con l’italianissimo Fabio Fognini, vera superstar del tennis nostrano. Entrato finalmente in modo stabile nella top 20 mondiale, il buon Fogna si sta facendo apprezzare anche per le sue sfuriate diventate veri e propri fenomeni virali. Ma questa settimana il fidanzato di Flavia Penneta ci ha tenuto a ricordare a tutto il mondo che oltre alla racchetta ed ai “porco diaz” gridati a tutta voce, c’è di più. Un corpo scolpito che sta facendo sbavare folle e folle di pulzelle, rendendo la Pennetta la donna più invidiata d’Italia appena dopo Federica Nargi. Unico neo: quel tatuaggio di brontolo sull’anca destra fa davvero schifo. Ma con quel fisico e con quello sguardo, a chi vuoi interessi un tatuaggio? C’hai ragione pure tu…

Voto 6 a Cellino e la lavanderia a carico dei giocatori del Leeds. Dopo la cucina, anche la lavanderia: Cellino non si ferma più e continua nella sua opera di spending review da far impallidire Renzi e la politica italiana. Dopo le cucine chiuse di cui avevamo parlato settimana scorsa, questa volta l’ex presidente del Cagliari ha avuto un’altra brillante idea. Siccome a sporcare le maglie ed i calzoncini non sono certo i dirigenti, è giusto che a pagare la lavanderia siano i singoli giocatori, che si vedranno detrarre le spese dallo stipendio. Ho come la sensazione che pochi giocatori accetteranno di trasferirsi al Leeds quest’estate. Ma è solo una mia sensazione.

Alena Seredova reutersVoto 5 allo struggente addio di Alena Seredova a Buffon. Come nel caso Satta-Boateng-Rihanna, anche qui siamo innanzi ad un interessante triangolo amoroso. A differenza del primo però, Buffon s’è lasciato irretire dal fascino da maestrina di Ilaria D’Amico, dicendo così addio alla sua ex dolce metà Alena Seredova. Premesso che non mi schiererò, perché il capitano azzurro come cade cade bene con entrambe, vorrei chiedere una cortesia ai media nostrani. Per una volta che una relazione tra vip non è finita a mobili Le Corbusier spaccati su teste o nel salotto della D’Urso, perché dovete essere voi ad aizzare il feticismo gossipparo del popolo? Perché non comprendere che una donna bella ed ancora nel fiore dei suoi anni come la Seredova possa accettare con comprensione e consapevolezza l’addio del proprio uomo per un’altra donna, altrettanto bella ed intelligente? La pruriginosa necessità di scandagliare sordide dietrologie non vi fa onore. E poi tralasciate un fattore fondamentale in tutta questa storia: Alena è di nuovo single. Come direbbe il buon Piccinini… “mucchio selvaggio!”

Voto 4 al re dei parastinchi che non servirà più Suarez. Il morso di Suarez ha scatenato un caso diplomatico che manco le isole Malvinas/Falkland tra Argentina e Inghilterra. Come se, senza quel morso, l’Italia avesse potuto giocarsi il Mondiale. Ma se tanti italiani se ne sono fatti una ragione, abbandonandosi anche all’ironia, non tutti l’hanno presa altrettanto bene. Tra i secondi c’è Enrico Campanari, re dei parastinchi e fornitore per alcuni dei principali protagonisti del panorama calcistico mondiale. Tra essi, guarda un po’, c’è anche Luis Suarez, il vampiro uruguagio che però da oggi dovrà trovarsi un nuovo costruttore di parastinchi, perché Campanari ha deciso che non vuole più vedere le sue “opere” sulle preziose tibie del ragazzo. Si narra di un Suarez distrutto dalla notizia, come se la FIFA gli avesse inferto una seconda squalifica. Del resto chi non conosceva Enrico Campanari? Chi non ha mai sognato i suoi magnifici parastinchi? Io, per dirne uno.

tatuaggio traversa Mauricio PinillaVoto 3 a Pinilla ed al suo tatuaggio. “A un centimetro dalla gloria”, così recita l’ultimo tatuaggio dell’attaccante cileno del Cagliari Mauricio Pinilla, con l’immagine della traversa colpita a pochi istanti dalla fine degli ottavi di finale giocati contro il Brasile. Mi nasce una riflessione: quando racconterà la storia ai suoi nipotini che gli chiederanno lumi su quello strano disegno, non penseranno forse «che carriera triste il nonno. L’unico ricordo che ha deciso di tatuarsi è un gol sbagliato»? Ai posteri l’ardua sentenza.

Voto 2 al galletto sparito dal logo del Bari. Paparesta l’ha presentato e subito la piazza barese s’è scaldata: ma nel nuovo logo dov’è finito il famoso galletto emblema del Bari Calcio? La risposta è presto data: non c’è più. Il motivo è che gli investitori russi non apprezzano molto quell’animale, simbolo di scarsa virilità. “Galletto” è infatti l’epiteto con cui vengono definiti i carcerati che sono stati oggetto delle attenzioni sessuali di altri compagni di prigionia ed è diventato un classico insulto omofobo nella cultura russa. Paparesta nega, ma l’evidenza pare dargli torto. I tifosi del Bari sul web sono divisi, mentre Cassano, da grande cuore biancorosso, pare sia contento: sia mai che qualcuno gli dia del gay, che schifo.

Voto 1 all’uomo che ha dato al figlio il nome di quattro stelle del calcio francese. Immaginate il povero ragazzo a scuola, quando all’appello dovrà rispondere presente dopo che la professoressa ha letto ad alta voce il suo nome: Zinedine Yazid Zidane Thierry Henry Barthez Eric Felipe Silva Santos. La colpa è tutta di Petrucio Santos, che nel 2006 ha deciso di chiamare così il proprio pargolo, in onore dei grandi campioni della Francia degli anni ’90 e 2000. La ragione è che l’uomo si è innamorato della cultura transalpina dopo che le sue figlie, di cui grazie al cielo non si conoscono i nomi, si sono trasferite in Francia. Ma anche se il motivo fosse stato valido, credo che la polizia brasiliana, piuttosto che distruggere favelas come se non ci fosse un domani, dovrebbe mettere immediatamente agli arresti quest’uomo che ha ufficialmente rovinato la vita al proprio figlio ancora prima che quest’ultimo emettesse il primo vagito. Una roba pazzesca.

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Crede nello sport come forma di narrazione, è Dottore in giurisprudenza perché crede ancora nella giustizia e legge per tenere i piedi ben saldi sulle nuvole. Ha trovato una Winston blu. L'ha fumata. @Andrea_Ross89

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