Bayern Munich v Porto - UEFA Champions League Quarter Final Second Leg

Dall’1 al 10 le notizie sportive più assurde e inutili della settimana appena trascorsa, raccontate con ironia e sarcasmo. Sperando di prendervi, anche questa volta, in contropiede.

Voto 10 al film porno Bayern-Porto. Ce l’hanno spacciata per una partita che contava, per un ritorno dei quarti di finale di Champions League. Ci hanno detto che per il Bayern sarebbe stata dura rispondere al 3-1 portoghese dell’andata. E invece è stata una libidine calcistica, un’orgasmo di gol e azioni, una festa dell’ormone pallonaro. Per tutti tranne che per i tifosi dei Dragoes, s’intende. Un vero porno del calcio, tanto che martedì sera, dopo il 6-1 rifilato dai bavaresi agli inermi avversari (5-0 alla fine dei primi 45′), YouPorn è stato letteralmente preso d’assalto con milioni di persone che hanno goliardicamente uplodato sul sito porno gli highlights del match. Onore a loro e onore a YouPorn, che ha chiesto gentilmente di smetterla dal suo canale Twitter (con ironia, s’intende).

anastasia-ashley-surfboardVoto 9 ad Anastasia, la sponsor del surf. Il surf è uno sport molto apprezzato in diverse parti del mondo. In California, in particolare, è praticato da tantissima gente. Merito anche di Anastasia Ashley, bellissima surfista californiana che, a soli 28 anni, è già una delle atlete più vincenti di questo sporti. Nella sua carriera è salita sul gradino più alto del podio in oltre 200 eventi. Ma al di là della sua bravura, a renderla una vera e propria star dello sport è stata la sua bellezza: se il surf aiuta ad essere così belli, perché non farlo? Peccato che gran parte del merito della bellezza di Anastasia sia da dare a Madre Natura. Altro che tavola e onde.

Voto 8 a Pallotta che parla chiaro. Prima li chiama «fucking idiots» (fottuti idioti, ndr), poi, forse impaurito dal fatto che con l’inglese non tutti avevano capito a Roma, ha deciso di essere più chiaro: «I veri tifosi non insultano e non tirano merda sui giocatori. Non sono razzisti e non sono violenti. Noi ci dobbiamo sbarazzare di loro». Ebbene sì, in una settimana il presidente americano della Roma, James Pallotta, ha definitivamente creato uno strappo tra società ultrà, uno strappo senza precedenti e che potrebbe indicare al calcio italiano la strada da seguire per liberarsi dei violenti dagli stadi. Forse i toni usati sono un po’ coloriti, ma mettiamoci nei panni di Pallotta: questo, abituato al massimo al lancio degli hot dog tra tifosi sulle tribune di un palazzetto, s’è improvvisamente trovato in mezzo a guerre tra bande, accoltellamenti, pistolettate e striscioni vergognosi. Per una volta la finezza e l’educato favellare può andare a farsi fottere (cit.).

Amazon Senior Management Visits Italian Fulfillment CenterVoto 7 a Melissa Satta, che torna a fare il suo lavoro. Cara Melissa Satta, queste poche righe che mi ritrovo a dedicarti non sono una critica, ma un accorato consiglio. Questa settimana sei tornata a calcare le passerelle di moda dopo diverso tempo, che hai passato ad accudire il tuo pargolo. Sei il nuovo sponsor di Calzedonia e, devo essere sincero, è sempre un bellissimo vedere il tuo corpo. Spero che questo ritorno alla moda ti faccia capire che il tuo posto è quello e non Tiki Taka. Io capisco che la trasmissione del pacioccone Pardo sia, più che un luogo di calcio, un luogo di gossip e di ciarle al vento, ma sentiti discutere di tattiche, rigori, diagonali difensive e pallone in generale è ogni volta un durissimo colpo al cuore. Cara Melissa, te lo dico con il cuore: il tuo posto è la moda. Ascolta il mio consiglio e se proprio non vuoi ascoltarlo, almeno sappilo.

Voto 6 a quel genio del caddie di Edoardo Molinari. Ci perdoni Edoardo Molinari, ma quando ho letto la notizia non ho potuto fare a meno di ridere a crepapelle: Edoardo è stato squalificato allo Shenzhen International (European Tour), che si sta disputando in Cina, perché il suo caddie ha usato per dieci metri il golf cart. Il regolamento lo vieta. Cartellino rosso e tanti saluti. Furioso, Molinari ha spiegato l’accaduto su Twitter, e se avesse avuto fra le mani quel maledetto caddie non vogliamo sapere cosa ne avrebbe fatto. La risata mi è venuta spontanea perché sfrecciare sui campi da golf con un golf cart è da sempre un mio sogno e mi sono immedesimato in quel caddie: sarei la fine di tanti golfisti.

las boquitasVoto 5 all’assenza di cheerleaders nel calcio. Il Boca Juniors ha diffuso nei giorni scorsi, sul proprio sito, il video in cui racconta le Boquitas, ovvero le cheerleaders che ogni domenica accompagnano i match degli Xeneizes. Bellissime, molto atletiche e col sorriso stampato sul volto: ammettiamolo, la loro presenta rallegra gli animi di ogni tifoso. Peccato che la loro presenza, nel mondo del pallone, non sia tanto diffusa. Potrebbero aiutare a combattere la violenza visto che terrebbe impegnati, almeno nell’occhio, certi facinorosi.

Voto 4 alla querelle tra Wawrinka e sua (ex) moglie. Diciamoci la verità: delle beghe di coppia di Stan The Man Wawrinka e sua moglie non ce ne può fregare di meno. Già, per noi, il tennista non è altro che “l’altro svizzero” del tennis, dopo l’indiscusso Re, Roger Federer, figurarci se ora dobbiamo pure interessarci di come va la sua vita privata. Ma Stan ci ha tenuto a far sapere a tutti, attraveros la sua pagina Facebook, che la sua decennale storia d’amore con la moglie Ilham è giunta al capolinea. Il tennista ha usato parole al miele per spiegare la separazione e ha annunciato che non darà ulteriori spiegazioni. Non così d’accordo è invece lei, Ilham, che ha deciso di inviare ai giornali una nota in cui afferma: «Le bugie ripetute e i suoi numerosi tradimenti hanno finito per distruggere la fiducia che avevo in lui». L’ha toccata piano la ex signora Wawrinka, eh?

russell-croweVoto 3 a Russel Crowe, che non si pente di aver perso la moglie per il rugby. Io capisco tutto, dalle domeniche allo stadio agli attacchi d’ira davanti alla televisione; dalle risse verbali al bar alle decisione di non comprare più un giornale reo di essere troppo partigiano. Ma da qui a rompere una relazione per colpa del proprio tifo proprio no. Eppure ad ammettere che tra i motivi della fine della propria relazione con la moglie c’è stato anche il tifo per la squadra del cuore è stato niente meno che Russel Crowe, il quale in un’intervista ha dichiarato che la moglie non riusciva proprio a capire perché il marito, che già stava lontano parecchi mesi quando doveva girare un film, nel marzo 2006 avesse deciso di acquistare anche la squadra di rugby del suo cuore, togliendo di fatto altro tempo alla famiglia. E così alla fine Danielle Spencer ha detto basta. La cosa più incredibile è che Crowe ha anche dichiarato: «Anche se mi è costato il matrimonio, non rimpiango d’aver acquistato il club né tutto il lavoro fatto per la squadra, perché si è trattato di un buon investimento». Quando si dice investire sulla famiglia.

Voto 2 ad Angelo Massone, il presidente che ha licenziato due volte Zé Maria. Vi ricordate quel terzino brasiliano dai capelli biondi ossigenati che ha militato per anni nel Perugia e poi in Inter e Parma? Esatto, Zé Maria. Ebbene, oggi lui è un allenatore ma la sua carriera non è proprio partita nel migliore dei modi: da pochi giorni, infatti, è finita la sua esperienza sulla panchina del Ceahlau, club rumeno, da cui è stato licenziato (record) ben due volte nel giro di appena 7 giorni. Colpa, però, di un presidente, per di più italiano, quanto meno sui generis: Angelo Massone. Secondo Zé Maria, Massone tratterebbe i giocatori come schiavi per il semplice motivo che «sono rumeni». La certezza è che da mesi non paga gli stipendi ai suoi dipendenti. Insomma, una brutta storia.

conti-cagliari-con-el-emblema-de-los-ultras-que-insultaron-al-equipoVoto 1 all’irruzione dei tifosi nel ritiro del Cagliari. Altrettanto brutta è la storia dell’irruzione, avvenuta settimana scorsa, di 25 ultrà del Cagliari ad Assemini, sede del ritiro della squadra rossoblu. Secondo i ben informati, i tifosi sarebbero andati a chiedere il rispetto per la maglia ai calciatori. La discussione sarebbe però degenerata, con gli ultrà che avrebbero addirittura alzato le mani contro alcuni presenti. Zeman, il giorno prima del match contro il Napoli, ha ammesso che i suoi giocatori erano rimasti choccati da quanto accaduto. Daniele Conti invece, capitano della squadra, domenica è sceso in campo con una fascina dedicata agli ultrà sardi e dopo la partita ha indetto una conferenza stampa in cui ha pubblicamente smentito il suo tecnico. 24 ore dopo Zeman ha lasciato la Sardegna. Forse è il momento che qualche altro presidente, oltre a Pallotta, dia dei “fottuti idioti” a certi tifosi. E anche un rimbrotto a certi calciatori, ogni tanto, non sarebbe male.

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Crede nello sport come forma di narrazione, è Dottore in giurisprudenza perché crede ancora nella giustizia e legge per tenere i piedi ben saldi sulle nuvole. Ha trovato una Winston blu. L'ha fumata. @Andrea_Ross89

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