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Dall’1 al 10 le notizie sportive più assurde e inutili della settimana appena trascorsa, raccontate con ironia e sarcasmo. Sperando di prendervi, anche questa volta, in contropiede.

Voto 10 all’incontro tra Mihajlovic e Sarri. Tra sviolinate reciproche, sorrisi, baci e abbracci, il tecnico della Sampdoria, Sinisa Mihajlovic, e quello dell’Empoli, Maurizio Sarri, si sono incontrati, passando insieme ben due giorni, parlando naturalmente di calcio. I due si stimano e non lo hanno nascosto ai microfoni di Sky Sport. I sussurri del calciomercato li vogliono entrambi in gioco per la panchina del Milan la prossima estate, ma i due lasciano cadere l’argomento e preferiscono invece parlare di cibo: «Ho mangiato più io, una bella bistecca» dice Sinisa, ma Sarri precisa che «non è mancata neppure una bella bottiglia di vino». Insomma, i due vanno d’amore e d’accordo. Belen e Stefano imparino da loro.

cucuta02-359x479Voto 9 ad Alejandra Ruiz, ragazza di parola. «Se andiamo in A mi spoglio»: così, poco tempo fa, la reporter colombiana aveva ingolosito i tifosi del Cùcuta, squadra di cui è lei stessa una grande appassionata. E, probabilmente invogliati dalla promessa dell’avvenente ragazza, i giocatori ce l’hanno messa tutta sul campo, ottenendo finalmente l’agognata promozione nella massima serie nazionale. Detto, fatto: Alejandra, in un video pubblicato dal sito della rivista SoHo, ha mantenuto la promessa.

Voto 8 alla ricerca di Mertens. L’esterno offensivo del Napoli, Dries Mertens, girando per il web s’è imbattuto in una bellissima foto pubblicata dalla National Geographic e realizzata dal fotografo Pete Muller, scattata in una scuola africana. A colpire il giocatore belga, in particolare, uno dei bambini presenti nello scatto: indossava la sua maglia della passata stagione, quella camouflage del Napoli che tanto aveva fatto discutere gli appassionati. Un grande orgoglio per lui, ma soprattutto la volontà di conoscere e aiutare in qualche modo quel suo piccolo fan. Per questo, attraverso Twitter, Mertens ha provato a contattare sia Muller che National Geographic. Non sappiamo se la sua ricerca sia andata a buon fine, ma gli rende onore.

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Voto 7 alle palleggiatrici in tacchi a spillo. Ha fatto il giro del web il video pubblicato dalla Gazzetta dello Sport in cui una giovane ragazza, in abitino attillato e tacchi a spillo, si impegna in una serie di palleggi dal tasso di difficoltà elevatissimo. Il risultato è strabiliante. Ma non è l’unica. Un anno fa la modella Fiorella Castillo, ha mostrato al mondo che oltre che bellissima è anche una calciatrice niente male: indossati dei tacchi, infatti, s’è lanciata in una serie di palleggi da lasciare a bocca aperta. Ebbene sì cari maschietti: la perfezione esiste.

Voto 6 ai tifosi del West Ham che si picchiano tra di loro. Il problema degli hooligans, oltremanica, è superato. O almeno così dicono. Restano, però, i soliti pochi idioti e violenti. Tra questi anche i tifosi del West Ham ripresi in un video di un tifoso, che prima di un match degli Hammers hanno pensato bene di passare alle mani (e ai piedi). La cosa positiva, però, è che se le davano di santa ragione tra di loro. Purtroppo dei poliziotti sono intervenuti a calmare le acque, altrimenti si sarebbero messi ko da soli. Il che non per forza è qualcosa di negativo.

Torino Vs LazioVoto 5 ai sondaggi del Manchester City. Una domanda semplice, posta ai propri fans attraverso Facebook: «Have You seen Anderson in action for Lazio?». Niente di grave, se non fosse che a farlo è stato il Manchester City attraverso il proprio account ufficiale. Per l’amor di Dio, neppure questa è una cosa grave, ma non dicano poi che sono i giornalisti a inventarsi frottole di mercato! Non sempre almeno. Il post dei Citizens è stato inondato di commenti da Roma, sia in italiano che in inglese, e potete immaginare però quale fosse il tono di tutti. Breve riassunto: “Felipetto” non si tocca. Chissà se il giocatore ha letto online la notizia. E se l’ha fatto, la speranza è che desideri ricevere ancora apprezzamenti da Manchester, giocando a Roma però.

Voto 4 alla possibile fiction su Federica Pellegrini. Dopo la fiction, andata in onda su Rai 1, su Mennea, pare che Ricky Tognazzi stia pensando di realizzare un nuovo sceneggiato incentrato su… Federica Pellegrini. Nonostante la campionessa del nuoto azzurro abbia solo 26 anni, c’è già chi pensa che meriti un epitaffio mediatico. Fossimo in lei, sinceramente, ci toccheremo, ma, si sa, bisogna esser cauti nelle relazioni pubbliche. E così la “sirena” veneta, al tweet di Tognazzi in cui le esprimeva il desiderio di raccontarla in una fiction, non ha potuto fare altro che rispondere: «Lo spero». 

gwen garciaVoto 3 all’incontenibile desiderio di Gwen. Lei si chiama Gwen Garcia ed è la conduttrice tv del programma La Neta News. Benché già abbastanza conosciuta, la buona Gwen cercava probabilmente un po’ di pubblicità quando, nei giorni scorsi, ha dichiarato più o meno a tutti i media spagnoli che il suo più grande desiderio sessuale è fare l’amore sul campo di gioco del Camp Nou con un giocatore del Barcellona. «Quei corpi tutti sudati dopo aver giocato mi affascinano da morire» ha dichiarato. Come se quelli del Barca fossero gli unici esseri pene-dotati a sudare in seguito a dell’attività fisica. Certo, non tutti hanno il loro conto in banca però.

Voto 2 alla sentenza Muller. Ha fatto presto il giro del mondo la sentenza del giudice del lavoro tedesco Ruth Lippa, la quale ha obbligato il Mainz a offrire un contratto a tempo indeterminato al portiere Heinz Müller, 36 anni, a cui lo scorso giugno è scaduto il contratto con la società tedesca. Il motivo sarebbe che gli sportivi vanno considerati come tutti gli altri lavoratori, e hanno quindi diritto, dopo due anni di lavoro, a un contratto a tempo indeterminato. Tralasciando ogni commento tecnico al riguardo, preferiamo affidarci al mero populismo: cara Ruth, il giorno in cui i calciatori guadagneranno come tutti gli altri lavoratori, allora forse potremo comprendere una decisione del genere. Fino a quel giorno, però, la preghiamo di cambiare mestiere. Grazie.

toni lapresseVoto 1 alla Chiesa che chiede 1,7 milioni di euro a Luca Toni. Anche il caso di Luca Toni, condannato da un Tribunale tedesco a pagare ben 1,7 milioni di euro alla Chiesa cattolica, ha fatto il giro del web. Andiamo con ordine: era il 2007 quando il giocatore viene chiamato dai suoi agenti per firmare il contratto con il Bayern e tra le domande poste all’attaccante ce n’è anche una riguardante la religione professata. Toni risponde di essere cattolico, ma viene posta erroneamente una linea sul contratto, segnalando così lo sportivo come ateo. L’anno successivo però, sul contratto, alla voce religione compaiono le lettere k.r. che corrispondono in tedesco a katolisch römisch, ovvero appartenente alla Chiesa cattolica di Roma. In Germania ogni cittadino deve versare circa l’8% del proprio stipendio, variabile da regione a regione, da destinare alla Chiesa che si sceglie, a patto che non ci si professi atei. Pochi giorni fa a Toni è stato imputato di non aver pagato la tassa dal giugno 2007 al giugno 2008, corrispondente al primo anno bavarese. Durante i tre anni trascorsi in Baviera, l’attaccante attualmente al Verona ha guadagnato circa 43 milioni di euro lordi, accumulando un debito solo per il primo anno di 1,7 milioni di euro verso la Chiesa cattolica. La domanda, ora, è semplice: ma l’8% non vi pare leggermente esagerato?

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Crede nello sport come forma di narrazione, è Dottore in giurisprudenza perché crede ancora nella giustizia e legge per tenere i piedi ben saldi sulle nuvole. Ha trovato una Winston blu. L'ha fumata. @Andrea_Ross89

2 Commenti a “Il Pagellone dell’inutilità

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