Metta_World_Peace-The Panda

Dall’1 al 10 le notizie sportive più assurde e inutili della settimana appena trascorsa, raccontate con ironia e sarcasmo. Sperando di prendervi, anche questa volta, in contropiede.

Voto 10 alla follia canturina di Metta World Peace. Squillino le trombe e tromb… Va beh, lasciamo perdere, ma visto il personaggio di cui stiamo parlando, era anche il motto più azzeccato che ci potesse essere. Signore e signori, Metta World Peace, al secolo Ron Artest e in futuro (forse) The Panda, sta per sbarcare in Italia. Destinazione Cantù. Già, chissà come si sentirà una volta che scoprirà che la cittadina del comasco non è proprio Los Angeles, ma detto francamente poco ci importa. Anche perché, per il momento, il buon Metta è carico a pallettoni. Basta osservare il suo profilo Twitter per capirlo: da giorni non cinguetta altro che giochi di parole con Cantù (che suona molto simile all’inglese “can do”). E se lui è carico a mille, tutti gli appassionati della palla a spicchi italiani lo sono a duemila. Andrà come andrà, ma un signor showman sta per sbarcare nel Belpaese. Squillino le trombe e… il resto già lo sapete.

Sebastian-Giovinco-2015-Toronto-FC-Adidas-Home-Jersey-WallpaperVoto 9 a Giovinco e al movimento “Italians do it better” canadese. Non ci avremmo scommesso un euro (anzi, un dollaro), ma Giovinco oggi è la bandiera italiana in Canada. Nella terra della foglia d’acero, da sempre amata dai nostri connazionali con la valigia in mano, gli italo-canadesi delle più svariate generazioni hanno trovato un nuovo idolo. E poco importa se è basso e, nella sua carriera, ha più promesse di gioco infrante che gol: Sebastian Giovinco ha riacceso la passione per il soccer (brividi a sentir chiamare così il calcio) in Canada. Il suo sbarco a Toronto ha portato una vera ventata di entusiasmo per la numerosissima comunità di origine italica nella città, che dopo Bettega, Esposito, Belinelli e Bargnani ha ritrovato una bandiera da sventolare. Formato mignon, ma poco conta. E che si siano già innamorati di Seba lo dimostra il fatto che uno dei più importanti quotidiani di Toronto ha difeso a spada tratta anche l’imbarazzante inglese dell’ex Juventus. Del resto che importa della pronuncia quando “you’re italian”?

Voto 8 a Hamilton che si regala la Ferrari. È il campione del mondo di Formula 1 in carica, guida la Mercedes, ovvero l’auto  nel circus più veloce e potente, eppure Lewis Hamilton sognava la Ferrari. E se l’è regalata. A rivelarlo è stato Toto Wolff, capo della Mercedes, che alla Bild ha dichiarato: «Il nostro Lewis si è giusto regalato una Ferrari e noi non abbiamo alcun problema con questo suo acquisto». Bah, ne siamo sicuri? Perché forse sui circuiti di mezzo mondo la monoposto tedesca va più veloce di quella di Maranello, ma nella vita di tutti i giorni una LaFerrari, ultima supercar del Cavallino Rampante, con un V12 da 960 cavalli e un prezzo di 1,2 milioni di euro, siamo quasi sicuri che vincerebbe a mani basse. Anzi, togliete pure il condizionale. Per credere basta domandare a Sebastian Vettel, passato dal toro in lattina al cavallino su strada.

balo rissa sfiuorataVoto 7 ai tifosi del Liverpool, che hanno imparato a conoscere Balo. Il buon Mario Balotelli, in quel di Liverpool, sta passando il momento più difficile della sua carriera. Sì, perché in precedenza, ovunque fosse andato, tra una cazzata e l’altra fuori dal campo, sul campo, invece, riusciva a dire sempre la sua. Con la maglia dei Reds è tutta un’altra storia. La palla non entra, ma soprattutto è lui che entra poco in campo. Nonostante ciò i tifosi, dopo una parentesi non proprio positiva, hanno imparato a volergli bene. L’hanno dimostrato nel corso della sfida contro il Manchester United: dopo uno scontro con Smalling, Balo era pronto ad andare muso a muso con l’avversario, ma alcuni tifosi dalle tribune si sono sporti per trattenerlo, cercando di calmarlo. Un piccolo gesto, ma in realtà grande perché dimostra che nonostante le critiche, sulle sponde del Mersey hanno imparato a conoscerlo e a volergli bene.

Voto 6 alla finezza dei tifosi della Roma. Torniamo indietro di una decina di giorni: Pjanic, insieme al compagno Gervinho e al sindaco di Roma Marino, si sta recando in una scuola elementare per incontrare alcuni bambini. Per strada, però, il centrocampista bosniaco viene fermato da un tifoso giallorosso a bordo di una Smart, che pensa bene di bloccare il traffico capitolino per chiedere lumi al giocatore sull’imbarazzante stato di forma della squadra. La Roma, infatti, era appena uscita sconfitta dalla partita contro la Samp. «Miralem, ma state tutti a dormì? Ma in che stato state?» chiede il tifoso, visibilmente deluso. Pjanic, leggermente in imbarazzo, prova a scusarsi: «Eh, lo so, ma non lo facciamo apposta. È un periodo negativo…». Il tifoso insiste: «Ma state ancora così? Come cazzo fate? Quanno tornamo a vince?». Pjanic si gira, lo guarda, non sa bene cosa rispondere. Al suo posto parla uno degli accompagnatori: «Giovedì, giovedì c’è la coppa dai, tranquillo». Già, tranquillo: 0-3 per la Fiorentina. Comunque siparietto meraviglioso.

sara carboneroVoto 5 a chi scarica Sara Carbonero. Ebbene sì, al mondo esiste qualcuno che ha il coraggio di scaricare Sara Carbonero, la bellissima giornalista spagnola nota ai più per essere la compagna del portiere blanco Iker Casillas. La bellissima Sara, diventata madre di Martin Casillas circa due anni e mezzo fa, è stata scaricata dal marchio Ipanema, che l’aveva scelta come testimonial e che ora le ha preferito l’attrice iberica Clara Lago. Che bella è bella, nulla da dire, però… Però se già c’hai la Carbonero, che motivo hai di cercartene un’altra? O no?

Voto 4 alla strategia di marketing del Psg. In Francia, si sa, son strani. La cultura transalpina, infatti, è stata una delle culle della democrazia moderna, eppure oggi fatica ad attenersi a quegli stessi ideali che secoli fa mossero gli animi dei più eroici e libertari. No, non stiamo parlando di politica, bensì di calcio. E per saperne qualcosa in più basta chiedere a Yoann Seddik, tifoso (non ultrà, ci tiene a precisarlo) del Psg buttato fuori dallo stadio lo scorso 4 marzo, reo di insulti. Non però di insulti a cui siamo abituati nei nostri stadi, ma per insulti… al caro biglietti del club parigino. In sostanza il povero Seddik, seduto nel suo settore, ha intonato un piccolo coro contro l’aumento smisurato (a suo parere) del costo degli abbonamenti, e a lui hanno fatto seguito altri tifosi. E la società come ha risposto? Invitandolo prima fuori dallo stadio e ora vietandogli l’accesso almeno fino a fine stagione. Non una novità per il Psg: l’organismo di tutela Cnil, nel 2013, aveva già contestato al Psg due “black list” scoperte durante una perquisizione in sede del club, una di persone con precedenti di violenza, un’altra segreta, composta da 2.007 nomi di persone indesiderate, «perché contrarie allo spirito del Psg». Una definizione vaga e discriminante per le autorità.

blatter qatarVoto 3 a Blatter e al Mondiale di Natale. Per chi ama il calcio, l’appuntamento con i Mondiali nelle prime sere d’estate è un rito, una tradizione, intoccabile almeno tanto quanto il pranzo di Natale in famiglia. E proprio a questo deve aver pensato quella vecchia volpe di Blatter quando ha deciso che la finale dei Mondiali del 2022, in Qatar, si giocherà il 18 dicembre, quando l’albero di Natale adornerà già i nostri salotti. L’hanno rivelato fonti interne della Fifa all’agenzia inglese Press Association, che hanno costretto Blatter a esporsi e ad ammettere che andrà proprio così. Il Mondiale si giocherà in inverno e durerà 28 giorni. Ancora una volta a vincere è il Dio denaro (come se la Fifa e Blatter ne avessero poco). E noi tapini appassionati ci troviamo perculati da interessi ben più grandi. Più grandi di tutto, anche delle masse che stipavano i bar della Riviera, d’estate, nelle notti Mondiali.

Voto 2 ai tifosi idioti del ciclismo. Se c’è una cosa che odio, odio profondamente, sono i tifosi idioti che assiepano le strade durante le gare ciclistiche, facendo di tutto pur di poter anche solo sfiorare il loro idolo che sta facendo una fatica immane per tentare di arrivare al traguardo prima degli altri. Gli episodi in cui questi idioti hanno causato problemi e infortuni, purtroppo, sono tanti. L’ultimo è avvenuto nei Paesi Bassi, durante la Drentse 8: uno spettatore, sportosi dalle transenne per applaudire, colpisce violentemente al volto la ciclista Loren Rowney, sbalzandola dal sellino. Risultato? Perde la corsa (era prima a pochi metri dall’arrivo) e, soprattutto, finisce all’ospedale con una clavicola fratturata. Ora io prenderei quell’idiota e come pena gli farei scalare il Tourmalet circondato da una folla che lo piglia violentemente a ceffoni. Senza farlo cadere però eh.

26B74AB000000578-2998086-image-a-26_1426556717482Voto 1 al sottoscritto. Ebbene sì: questa settimana il voto peggiore va proprio a me. Settimana scorsa, infatti, diedi 6 a quello che definii “il peggior tiro di sempre (da 1 milione di dollari)”. Scrissi quelle righe prendendo spunto da quanto riportato dai siti internet dei principali giornali sportivi italiani, che trattavano l’argomento con ironia. La mia colpa è stata quella di non approfondire l’argomento. Girovagando per il web nei giorni successivi, infatti, mi sono imbattuto nella storia dell’uomo che ha tentato il tiro da 1 milione di dollari, cannandolo clamorosamente e venendo perculato dai media italiani e non. Il suo nome è Scott Park e la sua storia l’ha raccontata il Daily Mail: ha 56 anni e gli è stata diagnostica una rarissima malattia del sangue. Per anni ha lottato tra la vita e la morte, risultando uno dei rarissimi casi di malati di CAPS (questo il nome della malattia) in grado, grazie a un trapianto di reni andato a buon fine e a due anni di dialisi, di riprendere una vita quasi normale. Oggi deve assumere ben 39 pillole al giorno e fa un’iniezione di un farmaco sperimentale ogni due settimane, ma è vivo. E può sognare di fare un canestro da un milione di dollari. Anche se probabilmente Park non leggerà queste mie parole, mi sento in dovere di chiedergli scusa. Mi sento in dovere di scusarmi anche con voi lettori (che siate tanti, che siate pochi). E sono felice che, attraverso le sue parole al Daily Mail, in parte Park mi abbia perdonato: «Non me la prendo per chi ha riso. Io sono felice di essere vivo. Io sono felice di avere la possibilità di tentare un tiro da un milione di dollari. Per un attimo ho avuto l’illusione che stesse entrando la palla». No caro signor Park, la sua palla è già entrata. Ed era una palla che valeva ben più di 1 milione di dollari. Valeva una vita.

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Crede nello sport come forma di narrazione, è Dottore in giurisprudenza perché crede ancora nella giustizia e legge per tenere i piedi ben saldi sulle nuvole. Ha trovato una Winston blu. L'ha fumata. @Andrea_Ross89

6 Commenti a “Il Pagellone dell’inutilità

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