Cebolla Rodriguez Gremio

Dall’1 al 10 le notizie sportive più assurde e inutili della settimana appena trascorsa, raccontate con ironia e sarcasmo. Sperando di prendervi, anche questa volta, in contropiede.

Voto 10 alla Cebolla-mania in Brasile. Cristian Rodriguez, in Italia, ha fatto solo una breve comparsa. Arrivato a gennaio nel Parma di Rezart Taci dopo aver detto addio alla panchina dell’Atletico Madrid, l’attaccante s’è trovato in una situazione paradossale. Sul campo ha lottato per la maglia gialloblu, ma il suo sogno era giocare per conquistarsi un posto alla Copa America. Così, appena ha potuto, ha deciso di rescindere il contratto e accettare l’offerta del Gremio. E i tifosi brasiliani sono impazziti: per il Cebolla è scoppiata una vera mania. L’Hamburgueseria 1903, il bar ufficiale del club, in due giorni ha raddoppiato le vendite degli “aros de cebolla”, gli anelli di cipolla fritti, che da ora si chiameranno semplicemente “Cebolla Rodriguez”; su Twitter, invece, è spopolato l’hashtag a lui dedicato #eusoqueromaiscebola. L’esterno uruguaiano ha preso il numero 7. Inutile dire che per gli aficionados del Gremio, ora, esiste solo un CR7. E non è portoghese. Contenti loro…

valentina vignaliVoto 9 alla continua ascesa “fashion” di Valentina Vignali. Non si ferma più e nessuna la ferma più. Valentina Vignali, ala dell’Azzurra Basket di Omegna, continua a correre. Non sul parquet, dove comunque suda e macina minuti, ma dietro telecamere e fotocamere. La bella 23enne, diventata il volto del basket rosa italiano, è oramai una delle testimonial più apprezzate e richieste dei marchi in rampa di lancio. Il suo volto giovane e la sua simpatia, oltre all’indiscutibile sex-appeal, l’hanno presto resa la perfetta ragazza copertina per molti prodotti, ultimo in ordine di tempo una linea di cosmetici, anche se lei ha bisogno di ben poco trucco per apparire ancora più bella. Sui social spopola, e dopo una breve parentesi televisiva a Sportitalia (lasciata proprio per l’amore per il parquet), chissà che non possa diventare la perfetta testimonial del basket femminile in Italia, che già grazie a un accordo con Sky sta ottenendo un po’ di visibilità in più.

Voto 8 alla pazienza di Mihajlovic. Provate voi ad avere un capo come “Er Viperetta” Ferrero e riuscire a mantenere sempre, impassibilmente, la calma. Eppure Sinisa Mihajlovic ce la sta facendo, con una classe meravigliosa. Mica facile riuscire a stare dietro a tutte le folli dichiarazioni del presidente blucerchiato, costantemente sopra le righe, spesso in uno stato di trance mediatica che lo porta volutamente ad esagerare pur di strappare un’inquadratura in più. L’allenatore serbo però è il perfetto equalizzatore degli eccessi di Ferrero, come dimostra l’ultimo botta e risposta televisivo in seguito alla vittoria della Sampdoria sulla Roma, lunedì sera. Ai microfoni di Sky si presenta un visibilmente sovreccitato Ferrero, che tra un grugnito e l’altro dichiara: «Io amo Miha!». Il tecnico, in collegamento, risponde semplicemente: «Io amo mia moglie». Idolo assoluto.

1000x69053-e1392756441184Voto 7 alla furia (umana) di Ibra. Adesso non fate tutti i puritani, su. Inutile accampare scuse, siamo certi che, nel privato, milioni di italiani hanno dichiarato almeno una volta quanto dichiarato da Zlatan Ibrahimovic nel post Bordeaux-Psg: la Francia è un Paese di merda. Non stiamo dicendo che sia giusto dirlo o che sia vero, ma che tutti noi, dati i trascorsi sportivi e non con i cugini transalpini, almeno una volta nella vita l’abbiamo pensato. Tipo quella volta che a Parigi, spinti da un inspiegabile masochismo, abbiamo ordinato una pizza e ce l’hanno portata con il Rochefort al posto della mozzarella. Ecco, tipo in quei casi. Il problema è che noi l’abbiamo detto nella mente, al massimo con i nostri compagni di tavolo, non davanti alle telecamere in un acceso post partita. Ibra, invece, ha fatto proprio così: infuriato per l’arbitraggio, a suo parere scandaloso, s’è lasciato andare, aggiungendo che «questo Paese non merita il Psg. Siamo troppo buoni». La retromarcia è arrivata svelta quanto il dito medio politico della Le Pen: l’attaccante ha precisato che si riferiva solo all’arbitro (come se questo non fosse francese), ma la leader del Front National ha chiosato che «se gli fa schifo il nostro Paese può tranquillamente andarsene». Naturalmente, dato lo stipendio che percepisce, lo svedese non ci pensa minimamente ad andarsene. Ma per lo meno, almeno una volta, s’è mostrato umano. Per questo lo ringraziamo.

Voto 6 al peggior tiro di sempre (da 1 milione di dollari). Non sappiamo come si chiami, ma il ragazzo che nella pausa della semifinale dell’ACC Tournament tra le università di Notre Dame e Duke ha fatto una figura di merda colossale, merita tutto il nostro appoggio, almeno umano. Il giovanotto era tra gli spettatori della partita ed era stato scelto per “la grande occasione”: vincere 1 milione di dollari facendo canestro da metà campo. Un sogno, un’occasione, che si è trasformata in una figuraccia colossale appena la palla a spicchi ha lasciato le sua mani: un tiro inguardabile, privo di forza e precisione, spentosi poco oltre la linea dei tre punti. E il palazzetto che esplode in una fragorosa risata, perché nessuno si aspettava un canestro easy-easy, ma almeno un tiro decente sì. Sarà stata l’emozione, che ci volete fare.

RETTIFICA: Leggete QUI per capire che s’intende. Nel Pagellone di settimana prossima maggiori spiegazioni.

VALENTINA ROTHVoto 5 ai feticismi di Alexis Sanchez. La storia d’amore tra l’attaccante dell’Arsenal, Alexis Sanchez, e la modella Valentina Roth, è finita da qualche settimana. E in un’intervista al tabloid The Sun la ragazza ha rivelato il motivo della fine della loro relazione: le strane voglie sessuali della punta cilena. Secondo quanto riferito dalla Roth, Sanchez voleva infatti convincerla a farsi filmare nell’intimità dai suoi compagni di squadra. Anzi, peggio: Sanchez avrebbe fatto realizzare dei filmati durante i loro rapporti a sua insaputa. «Stavamo facendo l’amore – ha dichiarato la ragazza al tabloid – e a un certo punto ho sentito dei rumori che provenivano dall’armadio. Mi sono precipitata per aprirlo e ho scoperto che c’era un suo amico con uno smartphone in mano con l’intento di filmarci». Ahi ahi ahi Alexis…

Voto 4 ai nomi che dà Vettel alle sue monoposto. Quest’anno ha scelto Eva. Per il suo primo anno in Ferrari, il quattro volte Campione del Mondo tedesco Sebastian Vettel, ha deciso di chiamare la sua monoposto Eva. Il pilota, infatti, ha l’abitudine di dare un nomignolo alle sue vetture ogni stagione. Permetteteci di dirlo: un’abitudine veramente da sfigati. Vettel, già nella fisiognomica, ha i tratti dello sfigatello, o almeno questa è l’impressione che mi ha sempre dato. Questa sua strana abitudine non è altro che il “cvd” di quanto esposto. Perché, parliamoci chiaro, se qualsiasi altro uomo decidesse di dare un nome alla sua auto, sarebbe preso per matto e certamente per uno sfigato. Non è che avere un conto in banca da capogiro, guidare una Ferrari ed essere il quattro volte Campione del Mondo di Formula 1 ti dà un lasciapassare sociale. O forse sì?

matteo salviniVoto 3 al nuovo allenatore Matteo Salvini. Settimana scorsa ce l’aveva con Muntari, adesso con Filippo Inzaghi. Il leader della Lega Nord, Matteo Salvini, mentre scala i sondaggi pare intenzionato a candidarsi non solo come futuro primo ministro, ma anche come nuovo tecnico del Milan. È vero, fino a oggi le sue aperture a Berlusconi non sono proprio state totali, ma magari il leader di Forza Italia, con l’intento di ottenere finalmente l’agognata alleanza sul piano politico, sarebbe disposto a offrire la panchina rossonera all’infelpatissimo leghista. Il quale, nel frattempo, si accontenta di poter dissertare di calcio sui social: «Ero il primo tifoso di Inzaghi e quando è arrivato in panchina ho stappato lo spumante. È vero, la squadra è penosa, imbarazzante. Ma anche lui non lo vedo tanto presente». Un’analisi lucida, profonda e quasi illuminante. Del resto chi non sa che cacciando Inzaghi si risolverebbero immediatamente tutti i problemi del Milan? Un po’ come se dall’Italia cacciassimo tutti gli immigrati.

Voto 2 a Brown, capitano ubriaco dei Celtic. Per tanti scozzesi il venerdì sera non è altro che la fine della settimana lavorativa, quella in cui uscire con amici e festeggiare, magari permettendosi un paio di birre in più. Se però ti chiami Scott Brown, di professione fai il calciatore, anzi, il capitano dei Celtic Glasgow, e domenica ti devi giocare la finale di League Cup contro il Dundee Utd, uscire a festeggiare non è proprio la migliore delle idee. Soprattutto se lo fai spaccandoti di alcol, tanto da non riuscire più a stare in piedi, e passando da un nightclub a un altro. I giornalisti non si sono giustamente fatti scappare l’occasione di immortalare il calciatore ubriaco. Nonostante questo, due giorni dopo, Brown ha regolarmente festeggiato da capitano la vittoria della Coppa di Lega dei Celtic per 2-0. Complimenti per la resistenza.

vicenza-empoli 1-5Voto 1 al tifoso vicentino, mazziato e cornuto. La vicenda risale a due anni fa, 4 maggio 2013, ma il quotidiano Il Tirreno l’ha resa nota solo settimana scorsa, quando è arrivata la sentenza. Protagonista un tifoso del Vicenza, che quel giorno si trovava allo stadio Menti per assistere al match tra la sua squadra e l’Empoli. I biancorossi perdevano per 0-5, quando un gruppo di tifosi veneti fanno irruzione sul campo, costringendo l’arbitro a sospendere il match. Il nostro eroe (si fa per dire), moralmente distrutto da quanto stava succedendo sul campo, decide di non aspettare la ripresa della partita (finirà 1-5) e di tornare a casa. Peccato che, una volta tornato nella sua abitazione, ha un’amara sorpresa: coglie infatti la moglie a letto con l’amante. Imbufalito per essere, oltre che mazziato (dalla sua squadra), anche cornuto, l’uomo si avventa sul rivale in amore e lo ferisce. La vicenda è così finita davanti a un giudice di pace, in seguito alla denuncia dell’amante. Almeno qui, il tifoso vicentino non ha perso: il giudice ha infatti fatto ritirare la denuncia dopo aver stabilito un risarcimento economico per l’amante ferito fisicamente. Pari e patta.

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Crede nello sport come forma di narrazione, è Dottore in giurisprudenza perché crede ancora nella giustizia e legge per tenere i piedi ben saldi sulle nuvole. Ha trovato una Winston blu. L'ha fumata. @Andrea_Ross89

3 Commenti a “Il Pagellone dell’inutilità

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