mino raiola lapresse

Dall’1 al 10 le notizie sportive più assurde e inutili della settimana appena trascorsa, raccontate con ironia e sarcasmo. Sperando di prendervi, anche questa volta, in contropiede.

Voto 10 a Mino Raiola. Giovedì e venerdì 29 e 30 gennaio, la Gazzetta ha pubblicato un’interessantissima intervista a Mino Raiola, l’agente che negli ultimi anni ha deciso, senza neanche nasconderlo troppo, i destini di tante squadre del nostro calcio, in positivo o in negativo. La notizia della sua ipotetica candidatura alla guida della FIFA ha esaltato tanti e fatto tremare gli accademici della Crusca, ma a colpire è sempre la sua indiscutibile faccia di bronzo. Mi spiego meglio: nell’intervista, Raiola si lancia nel disegnare la formazione che ideerebbe con i 100 ipotetici milioni della cessione di Pogba nel caso in cui fosse dirigente alla Juve: «Mkhitaryan la Juve lo può prendere, a Dortmund si è rotto il feeling. Poi Depay e Felipe Anderson, Rodrigo Ely che è fortissimo, Kischna dell’Ajax che sarebbe perfetto, a sinistra Willems del Psv, poi di sicuro Verratti a centrocampo. In porta Donnarumma del Milan, mi dicono che sia un fenomeno. A destra Abate. Davanti Zaza e Berardi, bravissimi. Vi dico pure l’allenatore: Van Bommel». Tanti nomi sconosciuti, e fin qui va beh. Tra questi, però, c’è pure Rodrigo Ely, che il buon Raiola definisce «fortissimo». Naturalmente è un suo assistito. Peccato giochi nell’Avellino, non proprio un top club. Intanto, però, il valore sale. Genio assoluto.

stoke ciry reutersVoto 9 allo Stoke City, più seguito di Inter e Milan. Prendiamo lo Stoke, ma una qualsiasi squadra di medio-bassa classifica di Premier andrebbe bene. Perché questo 10, in realtà, va al giornalismo sportivo inglese, che nelle ultime due settimane s’è letteralmente scatenato in analisi, editoriali e chi più ne ha più ne metta, riferiti alla crisi della Milano pallonara. In particolare, sul Daily Mail, l’editorialista Martin Samuel ci tiene a fare un paio di precisazioni al riguardo: «Oggi è più vista nel mondo una gara dello Stoke City o del Crystal Palace, rispetto ad un match di serie A». E vogliamo dargli torto? Macché, anzi, rincariamo la dose: oggi, guardare una partita di Milan o Inter è una vera tortura, uno stillicidio a cui nemmeno Antonio Razzi nelle mani del Movimento dei Forconi sarebbe costretto. E quindi viva Samuel, viva lo Stoke City, viva il football!

Voto 8 all’Ibra show di questa settimana. Oramai non passa settimana senza che Ibrahimovic regali, da Parigi, perle del suo egocentrismo dilagante. Oltre che indiscusso leader del Psg, dove decide probabilmente anche come si deve vestire mister Blanc, è anche l’indiscusso protagonista dei media, che con lui hanno stretto un rapporto di amore-odio. La dimostrazione sta tutta nell’ultimo scambio di opinioni avuto nella “mix zone” con un reporter francese: il giornalista chiede delucidazioni circa il rapporto (da molti media francesi definito “conflittuale”) tra Ibra e Cavani, ma l’attaccante svedese non prende bene la domanda e invece che rispondere si prende beffa del giornalista, costretto a tenere in braccio anche la telecamera. «Conosci il calcio meglio di me? Perché non hai un cameraman? – chiede lo svedese -. Lavori per un’azienda low cost?». E poi sfodera un sorriso da presa per il culo che nemmeno il miglior James Dean.

tennis-openVoto 7 a Djokovic che si fa beffa di Murray. Sto ancora cercando di capire il motivo per cui io possa provare un’antipatia viscerale nei confronti di Andy Murray. Ma nel frattanto che attendo una risposta, mi adatto alla situazione e mi limito a prendere atto dei fatti. Dopo questa premessa potete facilmente capire che la sua sconfitta nella finale degli Australian Open per mano di Nole Djokovic mi ha reso particolarmente felice. Soprattutto dopo che il tennista scozzese non ha fatto nulla per nascondere il proprio profondo fastidio per il modo in cui s’è svolta la partita: due primi set combattutissimi, vinti uno per parte, poi il crollo totale del tennista britannico. A suo parere una delle cause del crollo risiederebbe nel fatto che Djokovic avrebbe finto di avere dei problemi fisici. Non so se il serbo sia stato protagonista di una pantomima o di una reale situazione di difficoltà, fatto sta che vedere Murray, il maestro assoluto delle pantomime, battuto in questo modo non può che farmi profondamente godere. Mi accontento di poco, lo so.

Voto 6 alla sfiga di Grosskreutz. Il calciatore del Borussia Dortmund non è certo il ragazzo tutto casa e campo che si tiene lontano dai guai: Kevin Grosskreutz, nell’ultimo anno, ne ha combinate di ogni. Da un kebab lanciato in faccia ad un tifoso che lo aveva colpevolmente fermato per strada per avere un autografo alla pipì fatta nella piscina dell’albergo dove era in ritiro con la Nazionale tedesca prima del Mondiale brasiliano poi vinto, fino ai recenti apprezzamenti al Colonia, di cui si è dichiarato tifoso, pur di lasciare il Borussia disastroso di questa stagione. Ma questa volta è stato proprio sfigato. Ecco i fatti: in seguito alle parole sul Colonia, i tifosi avevano iniziato a tartassarlo di telefonate minacciose e così Grooskreutz aveva deciso di cambiare numero. Appena un paio di giorni dopo, però, ha iniziato a ricevere scherzi telefonici e numerose chiamate. Indispettito, il calciatore ha chiesto spiegazioni e ha così scoperto che il suo nuovo numero era apparso in tv, precisamente in una puntata della seguitissima serie Köln 50667. I produttori della fiction avevano utilizzato un contatto non assegnato, ma, nel frattempo, Grosskreutz ha acquistato proprio quel numero che in pochi giorni è finito sugli schermi di milioni di tedeschi. Ennesima dimostrazione che la sfiga ci vede benissimo. Ma questa volta la vittima un po’ se lo meritava…

Maria-SharapovaVoto 5 al padre di Maria Sharapova. Agli Australian Open, in occasione della semifinale del torneo femminile, è andato in scena uno dei match che i maschietti di tutto il mondo attendono sempre con grandissima emozione: Maria Sharapova contro Eugenie Bouchard, due tra le indiscusse bellezze del circuito WTA. Poco importava chi avrebbe vinto, l’importante era poter assistere alle gesta delle due affascinanti tenniste. Alla fine ha vinto Masha, ma a stupire tutti sono state le sue parole nel post partita: la tennista russa ha infatti dichiarato che la sua più grande motivazione quando scende in campo è… suo padre. Sì, perché il buon Yuri Sharapova, secondo Masha, non perde occasione (o meglio, sconfitta) per far pesare alla figlia la sua prestazione: «Mi dice che è inaccettabile, che farei meglio a fare una normale vita casalinga, che dovrei provarci, perché non capisce che senso ha soffrire in quel modo sul campo». No caro Yuri, non puoi condannarci a un’esistenza tennistica fatto di match tra Serena Williams e la Suarez Navarro. Anche l’occhio vuole la sua parte.

Voto 4 a Djokovic rimbambito. Sebbene abbia ricevuto tutta la mia stima per aver battuto Murray in finale, in questo Australian Open Novak Djokovic è parso leggermente frastornato. In particolare durante le semifinali, quando ha affrontato in un match durissimo lo svizzero Stanislas Wawrinka. Nel terzo set infatti, dopo i primi due set combattutissimi e andati uno per parte, Nole fa suo il terzo set per 6-4. Peccato che al punto decisivo, dopo una composta esultanza, non si renda conto di aver chiuso il set ed è pronto ad andare in risposta. Non vedendo più dall’altra parte il rivale, il serbo fa anzi la faccia corrucciata e chiede spiegazioni all’arbitro. Quando si rende conto dell’errore, leggermente imbarazzato, si reca verso la sua panchina.

red_bull_copertinaVoto 3 a quell’obbrobrio della livrea Red Bull 2015. Non si sa ancora se sarà quella ufficiale o solamente quella usata per i test, ma nel frattempo la nuova monoposto Red Bull per il 2015 ha già mietuto diverse vittime. La livrea scelta, infatti, è indegna: ‘na specie di zebrato senza senso alcuno, che riesce a camuffare perfettamente marchio, disegno e sponsor, con buona pace di chi ha pagato fior fior di milioni per mettere il proprio logo su quell’auto e alla fine fatica a trovarlo. Notizie dal paddok riferiscono che si tratterebbe di una tattica per provare a nascondere alcuni accorgimenti tecnici applicati sulla vettura. Il tempo ci dirà se è davvero così. Intanto lo speriamo con tutti noi stessi.

Voto 2 al binomio Dubsmash-calcio. Borriello, De Sanctis e Totti: è questo il malefico trittico, tutto giallorosso, che ha definitivamente sdoganato la moda di Dubsmash nel calcio nostrano. Sì, dai, sapete tutti cos’è Dubsmash: quella simpatica applicazione che permette di filmarvi mentre ripetete in “playback” passaggi di film o citazioni famose. Il capitano nella Roma, nella fattispecie, è stato ripreso mentre “doppiava” l’urlo di gioia di Cristiano Ronaldo alla cerimonia di premiazione per il Pallone d’Oro 2014. Ecco, cari calciatori, ve lo chiedo per favore: già c’abbiamo le bacheche Facebook e Instagram intasate di ‘sti video, più o meno divertenti, se iniziate anche voi va a finire peggio dell’Ice Bucket Challenge, che l’hanno fatta pure i cani. Il mondo ha già tante piaghe di suo, evitiamo di peggiorare la situazione.

Soccer: Serie A; Parma-InterVoto 1 a Cassano, Crisantemo e altre brutte storie parmensi. È col dolore nel cuore che osservo la situazione che sta vivendo la Parma calcistica. Son cresciuto con la fortuna di poter osservare le imprese del grande Parma di Asprilla, Crespo, Chiesa, Veron, Buffon, Cannavaro e Thuram; mi sono affezionato a quello meno grande, ma comunque divertente, di Mutu, Adriano e Porcari (già, c’era pure lui); ho sorriso con la sua rinascita, opera del trio Ghirardi-Leonardi-Donadoni. Oggi soffro nel vederlo in questa imbarazzante situazione. Soffro nel rendermi conto che l’ex presidente pacioccone, Ghirardi, non ha avuto remore ad abbandonare la “sua” squadra alla prima cordata raffazzonata che passava sotto la sede, nell’assistere a prestazioni ai limiti della decenza, nell’apprendere che dei professionisti (perché questo sono) non vengano pagati nonostante il loro lavoro lo stiano facendo. Cassano ha tutte le ragioni di questo mondo: voi mi avete offerto un contratto e se non lo rispettate, vi saluto e me ne vado. Dall’altro canto ha ragione pure Donadoni: Cassano può fare così perché è Cassano, ma il fantasista barese non s’è fatto molti scrupoli ad abbandonare la barca che affonda. La cosa più brutta, però, è l’assenza di solidarietà e, ancora una volta, di educazione mostrata dall’ex Roma, Real, Milan, Inter, eccetera eccetera. Sbeffeggiare così, sui social, l’uomo (prima che l’allenatore) che in te ha creduto sin da tempi non sospetti, quello che ti ha dato alcune delle poche opportunità in Nazionale e ti ha portato a Parma facendoti ancora sembrare un calciatore vero, beh, è da uomo piccolo. L’appellativo “Crisantemo” sarà anche stato ironico, ma in questa storia non c’è proprio niente di cui ridere.

cassano forzaparma

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Crede nello sport come forma di narrazione, è Dottore in giurisprudenza perché crede ancora nella giustizia e legge per tenere i piedi ben saldi sulle nuvole. Ha trovato una Winston blu. L'ha fumata. @Andrea_Ross89

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