Sampdoria vs Livorno

Dall’1 al 10 le notizie sportive più assurde e inutili della settimana appena trascorsa, raccontate con ironia e sarcasmo. Sperando di prendervi, anche questa volta, in contropiede.

Voto 10 alla reazione di Mihajlovic allo scherzo di Okaka. Che Mihajlovic sia un buon tecnico lo sta dimostrando nella sua esperienza alla Sampdoria. Che sia un tipo coi contro cazzi, invece, si sa da tempo. Ma se avevate bisogno dell’ennesima riprova, ecco che ci ha pensato la Gazzetta, ideando uno scherzo al tecnico blucerchiato. Protagonista l’intervistato Okaka, che sta brillando da quando è giunto a Genova, sponda sampdoriana. Il giocatore ha dovuto chiamare l’allenatore e fingere di non poter essere presente all’allenamento del giorno successivo, causa improvviso matrimonio del fratello. La reazione di Mihajlovic entra di diritto nell’Olimpo delle migliori reazioni di sempre: «Ma che cazzo stai dicendo? Tu domani vieni o ti spacco il culo. Che cazzo stai inventando? Fallo sposare un altro giorno, non ci vai domani al matrimonio di tuo fratello, chi cazzo si sposa di martedì? Non fare cazzate con me che già sono ancora incazzato dalla partita di ieri. Non ci vai e basta cazzo!». Dopo aver scoperto che la parola preferita del tecnico è indiscutibilmente “cazzo”, viene rivelato lo scherzo. Okaka, però, non sembra aver pagato la rabbia del suo mister, data la grande prestazione (con gol) di ieri sera contro l’Hellas.

Roma - SassuoloVoto 9 a Ljajic e il mistero della targa scomparsa. Prima di salvare la Roma contro il Sassuolo, con una doppietta che ha fissato il risultato sul 2-2, Adem Ljajic è stato pizzicato dalla Polizia di Roma mentre girava per la città con la sua Ferrari 458 priva di targa, manco fosse un contrabbandiere qualsiasi. Il giocatore ha spiegato che aveva denunciato il furto due settimane fa e che si era semplicemente dimenticato di avviare le pratiche per la reimmatricolazione. La sanzione, da quel che si sa, è arrivata nonostante le scuse. Ma il vero mistero è: chi cavolo è che ruba le targhe delle auto per Roma?

Voto 8 a Ferrero che imita Ferrero imitato da Crozza. Il comico Maurizio Crozza ha compiuto la scorsa settimana 55 anni. Ha deciso di fargli gli auguri, a suo modo, anche Massimo Ferrero, il presidente della Sampdoria, che è diventato uno dei protagonisti delle imitazioni proprio di Crozza nel suo programma di La7. E così, il numero 1 blucerchiato, ha deciso di augurare buon compleanno al comico con un video in cui imita se stesso, ma imitato da Crozza. Uno sdoppiamento della personalità inquietante, che va ad aggiungersi agli altri inquietanti tratti caratteriali di Ferrero mostrati in pochi mesi di presidenza della Samp. Ma, nonostante tutto, resta uno dei protagonisti indiscussi e più esilaranti della Serie A, tra esultanze becere e dichiarazione politicamente scorrette. Sempre più idolo.

Spagna, Marc e Alex Marquez in conferenzaVoto 7 a Marquez, che svernicia il fisco spagnolo. Avrà anche solo 21 anni, ma non chiamatelo scemo. E non solo perché, seppur giovanissimo, ha battuto ogni record possibile in appena due anni di Moto GP, ma anche perché il piccolo Marc Marquez, a quanto pare, sa fare bene i suoi conti. Il campione, infatti, sino ad oggi aveva la residenza a Cervera, vicino a Barcellona, cittadina in cui è nato e cresciuto. Le tasse, dunque, le pagava in Spagna. Il passato è d’obbligo, però, secondo quanto riferito da El Mundo, perché ora Marquez avrebbe spostato la sua residenza nel Principato di Andorra. Dopo il rinnovo con la Honda e uno stipendio, fino al 2016, da 10 milioni di euro l’anno, nel piccolo Stato tra Francia e Spagna, il fuoriclasse delle due ruote pagherebbe solo 30mila euro l’anno. Ripeto, chiamatelo scemo…

Voto 6 a Petit, che dice della Francia ciò che tutti pensano. «La Francia è un Paese arrogante, bugiardo, snob e ipocrita. Sarebbe molto meglio se fosse invaso dalla Germania»: parole di Emmanuel Petit, francese ex calciatore della Nazionale e campione del mondo nel 1998. Parole accolte con un sonoro applauso, che riecheggia ancora oggi, da diverse parti d’Europa. Le sue bombe a mano mediatiche le ha scagliate contro gli amministratori della sua Nazione, ritenuti «corrotti fino al midollo» e rei di rinnegare il passato, come il suo amico ed ex compagno Henry, osannato in Inghilterra e mai apprezzato in Francia, anche oggi che ha detto addio al calcio giocato. La Germania a cui si riferisce, ci tiene a precisare Petit, è quella odierna della Merkel e non quella nazista di Hitler, ma non è che la cosa renda più delicate le sue parole. Anche perché la Francia, a suo parere, è pure razzista: «Almeno nel calcio si cerca di combattere il razzismo: se levi il calcio, per strada sarebbe ancora peggio». Naturalmente, a Parigi e dintorni, è scoppiata la protesta contro l’oggi opinionista televisivo. Ma noi, caro Petit, ti stringiamo la mano, soprattutto perché te ne freghi di quegli snob dei tuoi connazionali.

marion rousseVoto 5 al ciclismo femminile sui giornali di sport. Sì, ma non illudetevi: è solo perché si parla di gnocca. Durante l’anno, infatti, difficilmente troverete articoli dedicati al ciclismo femminile sui quotidiani sportivi nazionali. Niente di grave, il gioco funziona così del resto: meno uno sport è conosciuto meno sarà lo spazio ad esso dedicato. Ma se c’è di mezzo la gnocca, improvvisamente lo spazio viene ad esistere. È quello che succede, annualmente, per il ciclismo femminile grazie al calendario Cyclepassion, giunto alla sua decima edizione, e che riprende alcune protagoniste delle due ruote femminili durante le gare o in atteggiamenti più sexy. Veniamo così a conoscenza dei nomi (e dei volti, oltre che di tutto il resto) di Marion Rousse, moglie di Gallopin, di Sophia Wiedenroth e di Manon Carpenter. Naturalmente la quasi sufficienza è merito delle protagoniste degli scatti, non certamente della notizia in sé.

Voto 4 a Garcia deferito 15 mesi dopo. Molti di voi, probabilmente, si saranno dimenticati di quella volta in cui l’allora neo tecnico della Roma, Rudi Garcia, in panchina durante una sfida al Livorno, usò il cellulare per parlare con il suo tattico seduto in tribuna. Ebbene, oggi, appena 15 mesi dopo (poca roba), il giudice sportivo ha deciso di deferire l’allenatore giallorosso. Chissà cos’è successo. Secondo noi, il giudice sportivo, visto che non può più occuparsi di discriminazione territoriale, s’è trovato improvvisamente senza lavoro. E così ha iniziato a fare ordine sulla sua scrivania, proprio come succede a noi nelle noiose domeniche di fine novembre. Ma mentre noi troviamo residuati bellici dei tempi delle elementari, lui trova vecchie questioni da sbrigare. Tra cui quella di Garcia al cellulare. È proprio vero che il calcio è l’emblema dello Stato in cui si gioca: lenta la giustizia civile, lenta pure quella sportiva.

alessia tedeschiVoto 3 alla famosa Alessia Tedeschi, pizzicata con Verratti. Il settimanale di approfondimento culturale Novella 2000 ha pubblicato, recentemente, una serie di scatti che immortalano il giovane centrocampista del PSG, Marco Verratti, in atteggiamenti teneri e intimi con Alessia Tedeschi. Naturalmente, nonostante l’ex Pescara sia felicemente sposato e padre di un piccolo, il giornale lascia intendere che tra i due ci sarebbe una storia. Immediata la reazione della Tedeschi, che attraverso Twitter nega tutto, dicendo che lei e Verratti sono solo amici, essendo entrambi abruzzesi. L’ex fiamma di Blerim Dzemaili e di Luigi Berlusconi ha voluto quindi precisare che si tratta di illazioni infondate. Il vero dilemma, in tutto ciò, è solo uno: ma chi è Alessia Tedeschi? No, perché tutti i giornali ne parlano come se si trattasse di una persona che chiunque di noi dovrebbe conoscere. E seppur la sua beltà mi farebbe sperare (e come me, tanti maschi italiani) di poterla conoscere personalmente, mi duole ammettere che non ho la minima idea di chi sia.

Voto 2 alla FA che vuol squalificare Balotelli per razzismo. Ora, che Balotelli sia un “pistola”, come diciamo a Milano, credo sia innegabile. E che talvolta non conti nemmeno fino a 2 prima di dire o fare qualcosa, è altrettanto innegabile. Detto ciò, ogni tanto si esagera. Ci si è messa pure la FA, che vuole squalificare il giocatore del Liverpool per… razzismo. Già, proprio lui, il giocatore che la stampa italiana ha ritratto come l’agnello sacrificale dei razzisti italioti. Da preda a carnefice. Al centro della discussione un post che il giocatore aveva pubblicato su Instagram (prima di rimuoverlo): un’immagine che ritraeva SuperMario Bros con scritto: “Salta come un nero e prende soldi come un ebreo”. Uscita infelice, ok. Ma da qui a montarci sopra un caso, orsù… Certo è che la difesa accampata dal ragazzo pare abbastanza di facciata: «Macchè razzismo, anche mia madre è ebrea». Ma chissene frega caro Balo! Tua madre potrebbe essere anche mormona che qui è la cosa meno importante al momento. Come quando gli omofobi ci tengono a precisare che «ho molti amici gay». E sticazzi anche no? La verità è solo una: Balo non è razzista e la FA è ancora una volta vittima di perbenismo dilagante. Madre ebrea o non madre ebrea.

Campionati mondiali di nuoto Doha 2014Voto 1 agli 11enni ai Mondiali di nuoto. Saranno anche scesi in piscina liberamente e non ci sarà alcuna irregolarità negli 11enni che si sono visti gareggiare nei Mondiali di nuoto a Doha, ma la cosa è, a mio modesto parere, vergognosa. La vita che fa un atleta è stressante, pesante, e un bambino o una bambina di 11 anni non hanno certo la coscienza e il carattere per poter sopportare tutto questo. Non è un caso che questi casi arrivino da Paesi come la Birmania, da anni al centro dell’attenzione mediatica internazionale per lo sfruttamento del lavoro minorile. Già, oggi, l’età media con cui tanti campioncini spuntano nelle più svariate discipline s’è abbassata terribilmente, ma 11 anni è davvero troppo. La Fina dovrebbe intervenire con regole ad hoc. Ma forse non ne ha interesse…

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Crede nello sport come forma di narrazione, è Dottore in giurisprudenza perché crede ancora nella giustizia e legge per tenere i piedi ben saldi sulle nuvole. Ha trovato una Winston blu. L'ha fumata. @Andrea_Ross89

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