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Dall’1 al 10 le notizie sportive più assurde e inutili della settimana appena trascorsa, raccontate con ironia e sarcasmo. Sperando di prendervi, anche questa volta, in contropiede.

Voto 10 al cuore di Walter Zenga. Ogni volta che l’Inter esonera un allenatore, mi si stringe il cuore perché so che Walter Zenga, comunque, non verrà mai chiamato. Sì, perché l’ “Uomo Ragno” sulla panchina nerazzurra sarebbe una bella storia. Magari non nel futuro, ma nel presente sarebbe proprio una bella storia. Eppure, a quanto pare, prima della chiamata al Mancio, Thohir ha pensato veramente a Zenga. L’ha detto l’ex portiere, con un cinguettio proprio nel giorno dell’annuncio dell’esonero di Mazzarri e del ritorno di Mancini. Ma che ci vuoi fare, caro Walter, la vita è così. E la tua clausola pro-Inter in ogni contratto che firmi in giro per il mondo (“Se chiamano i nerazzurri, io saluto e me ne torno a Milano seduta stante”), ti fa onore. Perché il tifo vero e sano, nel calcio di oggi, è ancora una bella storia. Proprio come sarebbe il suo nome sulla panchine dell’Inter.

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Da sin.: Isis Valverde, Carolina Celico, Jakelyne Oliveira

Voto 9 a Kakà, che ama sempre Gesù, ma anche le donne. Kakà l’avevamo conosciuto come un pischello mingherlino giunto dal Brasile. Con quel nome un po’ così, la prima cosa che scoprimmo di lui, in un’intervista alla Gazzetta, fu che «io sono molto religioso. Credo che sia giusto aspettare il matrimonio prima di fare l’amore». Fu così che, poco dopo, Kakà si sposò con la fidanzata Carolina. Oggi, però, 9 anni dopo il fatidico “sì”, Kakà e signora si sono separati. Consensualmente, dicono le carte; per colpa delle donne dicono i tabloid verdeoro. Al calciatore che, da dicembre, militerà negli Orlando City, sono state accostate addirittura due bellezza carioca: Jakelyne Oliveira, spettacolare miss Brasile 2013, e Isis Valverde, attrice. Lui, come sempre, lancia messaggi d’amore solo a Gesù (lui, quello del “I belong to Jesus”), ma a quanto pare il ragazzetto mingherlino è cresciuto. Eccome.

Voto 8 agli ingegnosi metodi del Monaco, rimasto senza ‘na lira. Quand’era arrivato Ryboblev, a Montecarlo fu periodo di spese pazze. Ma non nei casinò o nelle concessionarie, bensì sui campi da calcio. Appena 3 anni dopo, però, Ryboblev sembra essersi stancato del suo giocattolino e, dopo aver venduto chiunque, compreso il magazziniere, sta lasciando le casse del Monaco in profondo rosso (dicono). Così anche lo staff tecnico si deve adattare, come dimostra il video diffuso dalla squadra stessa, in cui si vedono i portieri allenati grazie… ad una ringhiera di metallo. Ingegnoso, non c’è che dire. Però mi fanno quasi tenerezza. Soprattutto pensando a Raggi che si prende ancora il suo milione di euro l’anno.

abbey clancyVoto 7 a Crouch. A Dubai, settimana scorsa, s’è creata una bella folla sulla spiaggia innanzi all’hotel Le Meridien. Era in corso, infatti, un servizio fotografico alla bellissima modella Abbey Clancy, tra le altre cose moglie dell’attaccante inglese Peter Crouch. Crouch, una delle cose più brutte mai viste sui campi da calcio, seppur efficace e con una buonissima carriera sui campi di Premier alle spalle. Se guardi lui, l’ultima cosa che ti verrebbe in mente è lei. Semplicemente per questo motivo, Crouch si merita un ottimo voto. Peter, sei tutti noi! Anzi, non proprio, ma ti stimiamo lo stesso.

Voto 6 a CR7, che querela l’ennesimo giornalista dalla bocca larga. È vero, in Italia, noi giornalisti ci lasciamo spesso andare a commenti che col calcio giocato hanno poco a che fare. Ma fidatevi, anche in Spagna non scherzano. È il caso di Guillem Balagué, giornalista catalano e autore della prima e unica biografia autorizzata di Lionel Messi. Nell’opera, Balagué non ha risparmiato accusa pesanti al rivale di sempre di Messi, Cristiano Ronaldo, reo, secondo lo scrittore, di etichettare l’argentino, tra amici, come “quel figlio di puttana”. Un CR7 a due facce quello descritto nel libro: rispettoso davanti ai media, cinico e invidioso a telecamere spente e microfoni lontani. Il portoghese, però, non ci sta e ha annunciato che ricorrerà alle vie legali. E fa bene. Perché mi pare che Balagué abbia decisamente calcato la mano sull’argomento per vendere qualche copia in più. A quanto pare la vita di Leo, per quanto esemplare, è anche un po’ noiosa…

706Voto 5 a Nando da Pamplona, cioè Llorente al karaoke. Come per il tema “giornalisti”, se pensate che la televisione italiana sia il male assoluto, beh, dovreste farvi dello zapping su quella spagnola. Se l’aveste fatto settimana scorsa, avreste potuto imbattervi in un’intervista a Fernando Llorente, presto scaduta nel kitsch che più kitsch non si può: siccome oramai Fernando gioca in Italia, il conduttore ha voluto mettere alla prova il suo italiano con un… karaoke. Precisamente, l’attaccante bianconero, s’è trovato costretto a interpretare Ma quale idea di Pino d’Angiò, roba che se l’avesse sentita Morgan non avrebbe lasciato solo X Factor, ma si sarebbe direttamente trasferito in Islanda diventando un cacciatore di foche. Llorente si è trasformato in Nando da Pamplona, nuovo cantante neomelodico dallo sguardo di ghiaccio. C’ha le movenze, c’ha il capello tirato in modo giusto. È impressionante. Fa quasi paura tanto è credibile. Ma resta il fatto che siamo passati dal Re Leone a Pino d’Angiò. E questo è male.

Voto 4 alla linguaccia di Zamparini. Oramai lo conosciamo: il patron del Palermo, Maurizio Zamparini, emette sentenze con la stessa facilità con cui esonera allenatori. E così, settimana scorsa, nel giro di poche ore ha rilasciato due interviste, una a Radio Crc e una a Tiki Taka, in cui ne ha dette di ogni. È partito definendo il “suo ” Dybala «il miglior attaccante della Serie A. Vale 40 milioni», ed è arrivato a etichettare il collega della Sampdoria, Ferrero, «simpatico, ma con un gran culo. Non capisce nulla di calcio. S’è trovato Mihajlovic e gli sta andando bene». Eddai, Maurizio, limitati a cacciare allenatori, che quello lo sai fare bene.

fiorella-mattheis-barbara-berlusconiVoto 3 a Pato, che s’è preso come fidanzata la sosia di Barbara Berlusconi. Certi amori son proprio difficili da dimenticare e questo pare essere il caso di Pato. L’ex attaccante del Milan, per diversi mesi fidanzato con la figlia del Cavaliere, Barbara Berlusconi, ora sembra aver trovato una nuova fidanzata. Che, però, fa quasi paura per quanto, in certe foto, somiglia a Laby B. Non identica, ok, forse più modella e meno “donna di tutti i giorni”, ma in alcune fotografie la somiglianza è impressionante. Bionda, formosa, dall’occhio chiaro. Pato, dopo che ha lasciato il Milan, non s’è più ritrovato. Chissà che con questo nuovo amore non abbia tentato di tornare ai fasti di tempi rossoneri oramai passati. Anche se rivivere il passato non è mai un buon antidoto per il presente…

Voto 2 a Mario Conte. È un mostro vero e proprio, altro che Nessy di Loch Ness. Mario Conte esiste davvero: è l’unione tra Mario Balotelli, richiamato in Nazionale dal ct azzurro (anche se ha dovuto dare forfait a causa di un infortunio) e Antonio Conte, ex allenatore della Juventus, ora tecnico dell’Italia. La faccia di Mario su capigliatura di Conte (già solo l’idea fa rabbrividire): è il Frankestein a cui ha dato vita Enock, il fratello buontempone di Balotelli, che ha postato il fotomontaggio su Instagram. Un’idea simpatica, nonostante Chiellini sia riuscito a polemizzarci su pure stavolta (quanta pesantezza Chiello….). Ma la bruttezza di quell’essere è inenarrabile e non può guadagnarsi più di un 2 nel nostro Pagellone.

Inter vs Atalanta - Serie A Tim 2013/2014Voto 1 a «La pioggia ha inciso» di Mazzarri. Vi giuro che io l’avrei cacciato dopo questa semplice affermazione, fatta nell’immediato post partita di Inter-Verona, finita 2-2. Perché l’ha detto veramente. Walter Mazzarri, nella disperata ricerca di un appiglio con cui frenare la sua ineluttabile caduta nell’abisso dei fischi nerazzurri, ha trovato anche questo: «La pioggia ha inciso». Non una scusa probabilmente, un dato di fatto, un po’ come dire “piove, Governo ladro”. “Piove, l’Inter non vince” per Mazzarri insomma. Ma che il buon Walter sia uno particolarmente ingegnoso nella ricerca di alibi non è proprio una novità. Iniziò a Genova, maturò a Napoli e poi è esplosa a Milano questa sua arte. A volte però gli alibi non bastano, seppur fantasiosi. E così è stato richiamato il Mancio, che anche quando piove resta sempre di un’eleganza impareggiabile. E sotto una pioggia battente, a Parma, ha vinto anche uno Scudetto. Trovate le differenze.

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Crede nello sport come forma di narrazione, è Dottore in giurisprudenza perché crede ancora nella giustizia e legge per tenere i piedi ben saldi sulle nuvole. Ha trovato una Winston blu. L'ha fumata. @Andrea_Ross89

Un commento a “Il Pagellone dell’inutilità

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