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Dall’1 al 10 le notizie sportive più assurde e inutili della settimana appena trascorsa, raccontate con ironia e sarcasmo. Sperando di prendervi, anche questa volta, in contropiede.

Voto 10 a Ferrero one-man-show. Ok, ok, non sarà stata un’uscita felicissima quella del neo presidente della Sampdoria, quella con cui ha definito Thohir «un filippino» che doveva essere cacciato da Moratti, ma Massimo Ferrero è indiscutibilmente un personaggio meraviglioso. E non parlatemi di razzismo, perché non è razzismo. È stata solo una brutta battuta in uno show meraviglioso, cioè quello che, da inizio campionato, ha messo in piedi il produttore cinematografico ora a capo dei blucerchiati. E anche la sua giustificazione («Macchè razzismo, io c’ho pure quattro filippini in casa») è una perla da commedia anni ’70 con Pozzetto e Montesano. I suoi occhi spiritati, la sua parlata strascicata e quelle “composte” esultanze mi hanno fatto innamorare. Lo ammetto, da oggi ho un cuore che è un po’ più blucerchiato.

Germania vs Argentina - Finale Mondiali 2014Voto 9 a Blatter che, per la prima volta, dice una cosa giusta. Ce n’è voluto di tempo, ma alla fine anche Joseph Blatter è riuscito a dirne una giusta. Nello specifico parliamo delle dichiarazioni di settimana scorsa in cui ha ammesso che «assegnare a Messi il Pallone d’Oro del Mondiale fu una decisione sbagliata». Ma dai? Sai che non l’aveva pensato nessuno caro Sep? La cosa strana è che Blatter, nell’ammettere l’errore, attacca la sua stessa FIFA, evitando accuratamente di criticare però se stesso (non si può avere tutto, che ci volete fare). Sarà che Messi, dopo l’opaca fase finale ai Mondiali, sta continuando a non stupire più come in passato o che invece diversi protagonisti della Germania campione stanno inanellando prestazioni d’applausi (Neuer su tutti), fatto sta che Blatter si è svegliato oggi. Magari, tra qualche anno, si accorgerà anche di quanto furono ridicoli i titoli di migliori giocatori dei Mondiali dati a Kahn nel 2002 e Zidane nel 2006. Tempo al tempo.

Voto 8 a Robredo che manda a quel paese Murray. Col sorriso sulle labbra, l’ha fatto, ma intanto i “diti” medi mostrati a Murray dal tennista spagnolo, reo di avergli annullato ben 5 match point nella finale di Valencia dopo una guerra di logoramento durata addirittura 3 ore e 23 minuti (alla meglio dei 3 set), ci sono stati. Lo scozzese, non certo un simpaticone, deve avercela particolarmente con Robredo, visto che già a Shenzhen gli annullò lo stesso numero di match point e conquistò il trofeo dopo 2 ore e 30 minuti. Stavolta Robredo, distrutto, ha sorriso, ma si è anche sfogato con un comprensibilissimo “vaffanculo” al collega, che lo abbraccia. Ammetto di non provare particolare simpatia per lo scozzese e di aver stimato alla follia Robredo.

silvia slitti instagramVoto 7 a Lady Pazzini e la sua battaglia per la meritocrazia. Per la serie “togliete i social alle mogli dei calciatori”, dopo che a conquistare le cronache calcistiche sono state, in ordine sparso, Lady Nasri, Lady Antonini e Lady Cassano, è il turno di Lady Pazzini. Tralasciando la profonda ilarità che mi provoca l’idea giornalistica di chiamare le compagne dei calciatori “Lady Qualcosa”, è sempre un sollucchero mediatico quando queste cinguettano contro gli allenatori dei maritini. Silvia Slitti, bellissima moglie del Pazzo, ha instagrammato, dopo i pochi minuti contro il Cagliari giocati dall’attaccante, un attacco neanche troppo velato a Inzaghi, reo di non tener conto del merito nelle proprie scelte. «Supponiamo che ci vengano date 9 possibilità per far colpo su una persona, o per ottenere un lavoro o per dimostrare ciò di cui siamo capaci. E che ogni volta dopo 3,8 minuti di media ci venga detto “Basta così!”. Ecco, io mi chiedo, chi può dire se quella persona è brava o no? O se avendo magari 30 minuti o 45, o meglio ancora 90 minuti, magari cambieremmo idea?» ha scritto la Slitti. Il giorno seguente sia Galliani che Inzaghi si sono detti infastiditi e così, Pazzini, non ha più visto il campo. Diciamo che, per quanto buone fossero le sue intenzioni, il risultato ottenuto non è stato dei migliori.

Voto 6 a Shevchenko, avvoltoio dei portafogli. Ringraziamo il signore che Scheva abbia fatto abbastanza soldi da poter girare con mezzi propri e non si debba affidare ai mezzi pubblici, perché altrimenti molti di noi avrebbero le tasche più leggere. L’attaccante ucraino, uno dei giocatori più forti che abbiano mai calcato i nostri campi, invece che nel far gol agli avversari, recentemente, si è specializzato in un’altra attività: fregare i portafogli dei giornalisti. Per scherzo, ça va sans dire, ma intanto lo fa. E dopo averlo fregato ad un intervistatore a bordo campo in un post partita, ha ripetuto il giochetto in uno studio televisivo del Regno Unito. La motivazione di tanta bravura la offre Sheva stesso: «Beh, sapete, sono cresciuto in Ucraina…».

Newcastle vs Liverpool - Premier LeagueVoto 5 al travestimento per Halloween di Balotelli che diventa notizia. Avrei voluto dedicare, con immensa gioia, un enorme voto 1 solamente alla festa di Halloween, ma dovendomi attenere al mondo delle news sportive, do 5 a tutti quei giornalisti che sono stati in grado di trasformare il travestimento di Balotelli in una notizia, precisamente il “BHalloween” (perché titolisti, perché?!?!). Premesso che, tra le altre cose, non si capisce nemmeno da che cosa si sia travestito il buon Balo, che anche in questo caso non c’entra niente ma gli tocca ritrovarsi in questo nostro pagellone, non è un po’ esagerato dedicarsi con pruriginosa insistenza a queste pochezze sportive che di sportivo non hanno un bel niente?

Voto 4 alle dimissioni ritirate da Gattuso. Prima smatta, poi si scusa, poi rismatta, si dimette, ma alla fine torna: i primi mesi di Gattuso come allenatore dell’Ofi Creta sono stati schizofrenici, proprio come solo lui sapeva esserlo sul campo da gioco. Appena una settimana fa, dopo la sconfitta interna contro il temibile Asteras, Gattuso ha rassegnato le dimissioni, stanco della scarsa organizzazione del club. Scarsa organizzazione che è evidente anche nelle conferenze stampa, dove Ringhio parla in italiano, un traduttore (un tal Gigi) traduce in inglese e un terzo inquietante personaggio ritraduce in greco. La notte, però, 300 tifosi dell’Ofi Creta si sono radunati sotto casa di Gattuso per pregarlo di restare e il giorno dopo, al campo sportivo, un altro centinaio di supporters l’hanno “sequestrato” fino a convincerlo a restare. E la squadra ha risposto con una vittoria contro lo Xabthi. Bello, ma da Ringhio ci aspettiamo più coerenza e conferenze stampa con un alto livello di saracche.

Kathrin GilchVoto 3 alla telenovela dedicata alle coppie tedesche. La Germania, sul campo da calcio, s’è dimostrata un’armata imbattibile. In questioni di cuore, però, i tedeschi non paiono altrettanto ferrati. La Gazzetta, infatti, ci spiega che dopo Ozil e Schweinsteiger, anche Neuer è rimasto senza dolce metà. Kathrin Gilch e il portierone hanno deciso di prendere strade diverse dopo 6 anni di occhi a cuoricino e prime pagine che tanto piacevano alle mamme di Germania. La conferma è arrivata a darla addirittura il manager del calciatore (!). Se nei casi di Ozil e di Schweinsteiger c’erano però dietro storie di corna (naturalmente alle povere rispettive ex fidanzate), qui pare che si tratti solamente di una scelta condivisa. Interessante. E sticazzi no?

Voto 2 a Inter e Juve. Agnelli prende per i fondelli Thohir, che risponde attraverso una dura nota ufficiale pubblicata sul sito dell’Inter, a cui risponde un indispettito Marotta. Al centro del contendere? Lo Scudetto del 2006 e la retrocessione della Juventus stranamente. Non mi dilungherò in particolari analisi: ‘sta storia ha rotto le palle. Cordialmente.

Raymond DomenechVoto 1 a Domenech che insegna calcio. Come sapete se siete degli habituè di questa rubrica, ho lanciato una personalissima battaglia alle biografie recenti degli sportivi, noiose e ricche di aneddoti di cui non interessa nulla a nessuno, perché evidentemente forzati per far parlare del libro. L’ultima, in ordine cronologico, ad arrivare è l’opera di Raymond Domenech, il simpaticissimo ex ct della Francia, l’unico in grado di farsi odiare anche dalla Marianne, madrina d’Oltralpe. S’intitola MonDico Passioné du Foot e vuole essere un «dizionario appassionato del calcio». In poche parole, il calcio secondo lui. Sai che bella roba. Vittime? Un po’ tutti. Da Mourinho «semplice traduttore» a Cannavaro «usurpatore» (di cosa poi?), passando per «l’egoista» Anelka e «l’orgoglioso» Zidane. Fino a Dugarry, oggi commentatore che «emette giudizi che non avrebbe mai sopportato subire». Questo giudizio sull’ex Milan mi ricorda qualcuno… ah, sì, forse quell’allenatore della Francia che ama giudicare chiunque ma che non ha mai ammesso di essere stato la rovina di una Nazionale. Quant’è piccolo il mondo!

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Crede nello sport come forma di narrazione, è Dottore in giurisprudenza perché crede ancora nella giustizia e legge per tenere i piedi ben saldi sulle nuvole. Ha trovato una Winston blu. L'ha fumata. @Andrea_Ross89

2 Commenti a “Il Pagellone dell’inutilità

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