Inter - Napoli

Dall’1 al 10 le notizie sportive più assurde e inutili della settimana appena trascorsa, raccontate con ironia e sarcasmo. Sperando di prendervi, anche questa volta, in contropiede.

Voto 10 al Napoli che si dimentica Higuain e Albiol. Il Napoli non ha vissuto un gran bel giovedì di Europa League: sconfitto dallo Young Boys (che imbarazzo), assalto dei tifosi inferociti al pullman e Higuain e Albiol dimenticati a Berna. Già. I due calciatori infatti, sottoposti all’antidoping, non hanno fatto in tempo a salire sul pullman della squadra diretto all’aeroporto, partito in tutta fretta a causa dell’assalto dei tifosi partenopei inferociti. «Tutto previsto» spiega la società, ma la sensazione è che ci si trovi innanzi ad un tipico caso di abbandono mal riuscito. Eppure nessuna associazione di animalisti s’è indignata. Le vere vittime sono i due ragazzi: neppure in autogrill sono stati lasciati, dove almeno un menù Camogli è sempre pronto a darti conforto. In ogni caso, 10 per la storia più bella della stagione.

p194pj1ks8886mru1rajkimjm23Voto 9 alla sfida Redknapp-Taarabt. In Inghilterra hanno lanciato da pochi giorni una nuova serie, molto avvincente. Protagonisti il tecnico del QPR e il fantasista marocchino, ex Milan, Adel Taarabt. Il calciatore, dopo una brillante stagione in rossonero, è tornato alla casa madre di Londra, dove però non ha più visto campo. Anzi, dopo la sfida persa con il Liverpool, Redknapp, a precisa domanda sul ragazzo, c’è andato pesante: «Taarabt non è in forma per giocare a calcio. L’altro giorno ha giocato in un match con le riserve e avrei potuto correre più io di lui. È grasso». Che detto da un peso massimo delle panchine inglesi suona decisamente male. La risposta del calciatore è giunta il giorno dopo, con uno strip per dimostrare di essere in perfetta forma. Va detto che l’addome di Taarabt non è proprio quello addominalato di un professionista, ma di certo neppure quello di una persona grassa. Chi l’avrà vinta? Ho come la sensazione che continuerà a pesare (termine adatto nel caso) di più l’opinione del tecnico. Sempre non venga cacciato prima visti i risultati.

Voto 8 a Neymar che non giocherà più nel Brasile. Ebbene sì, siore e siori, vi stiamo dando uno scoop in anteprima mondiale. Addirittura prima che la notizia si concreti. Perché, al momento, Neymar è il capitano del Brasile, con il neo-ct Dunga che ha sfilato la fascia da capitano dall’avambraccio di Thiago Silva per porgerla al talento blaugrana. Ma il tecnico ha anche dichiarato che, nella sua rosa, è assolutamente vietato l’uso di orecchini, cappellini tamarri e infradito. Vuole un gruppo di professionisti, non di mezzeseghe. Ora, leggete quest’ultima frase e poi guardatevi delle foto di Neymar. Capite lo scoop adesso, vero?

Prostituzione FranciaVoto 7 alla gran figuraccia di Zahia. Per chi non lo sapesse, Zahia Dehar è una modella e stilista franco-marocchina giovanissima, che è così conosciuta in Francia non tanto per le sue doti artistiche, quanto perché, fino a pochi anni fa, era una prostituta. Precisamente la prostituta che fece scoppiare lo scandalo che coinvolse anche Ribery e Benzema. Non proprio un esempio di meritocrazia al potere. E il fatto che fare vestiti (e indossarli) non sia proprio il suo forte è dimostrato da un video, risalente a luglio ma diffuso dai medi nostrani solo questa settimana, in cui la ragazza, durante un evento a Parigi, veste un abito bianco così attillato da non permetterle neanche di camminare e fare le scale come una persona normodotata. Una scena tra il grottesco e l’esilarante e che ci porta ad una semplice affermazione: forse è meglio che torni a svestirsi piuttosto che a vestirsi.

Voto 6 agli articoli rispolverati per l’addio di Moratti. Circa un anno fa, Erick Thohir diveniva il nuovo azionista di maggioranza dell’Inter. I media, giustamente, si lanciarono nei più sperticati addii a Massimo Moratti, per 18 lunghi anni presidente nerazzurro e ora solo azionista di minoranza con il ruolo d’immagine di presidente onorario. Adesso, 12 mesi dopo, Moratti ha comunicato di non voler ricoprire quel ruolo e che, quindi, resterà come azionista di minoranza ma senza alcun compito, nemmeno di facciata, nella società di Corso Vittorio Emanuele. Concretamente, non cambia assolutamente nulla. Ma i media non ci hanno messo un secondo ad aprire i loro archivi e rispolverare gli stessi identici articoli con cui avevano salutato Moratti un anno fa: i 18 anni di presidenza, i soldi buttati nel cesso, Ronaldo e Vampeta, Vieri e Gamarra, Samuel e Nelson Rivas, fotografie, sconfitte cocenti e vittorie inattese. Tutto visto e rivisto. Ma la gente ha la memoria corta e i giornalisti lo sanno bene. In ogni caso non c’è due senza tre: pronti a rileggere tutto questo il giorno in cui Moratti cederà le sue quote?

paddy powerVoto 5 ai tifosi del Liverpool che restituiscono la maglia di Balotelli. Prima del match di Premier tra Liverpool e Hull City (finito 0-0), diversi tifosi del Liverpool hanno dato vita ad un’iniziativa polemica, restituendo la maglia del numero 45 per avere in cambio l’indimenticata e amata 9 di Robbie Fowler, giocatore che per quella maglia ha dato tutto: sudore, sangue, gol e sconfitte, tante sconfitte, ma sempre con orgoglio Reds. Non proprio le stesse caratteristiche per cui è noto il ragazzone bresciano insomma, che dopo l’incredibile errore nella sfida con il QPR, anche contro l’Hull s’è visto più per gli errori sotto porta che per le azioni determinanti. Povero Balo, quello del «non mi interessa chi vince il Pallone d’Oro, tanto tra poco ci sarò io al suo posto». Provi a cercare nel suo vocabolario le parole “rispetto” e “umiltà”. Gli assicuro che se imparerà i significati, la fila di gente che vuol cambiare la sua maglia si accorcerà a dismisura.

Voto 4 a “Babbo Natale” Roy Keane che insulta tutti. È stato, dal ’97 al 2005, il capitano più vincente della storia del Manchester United e nella nei Red Devils verrà sempre ricordato per questo. Ma niente di più, perché Roy Keane, oggi, non ci pensa molto a sparare a zero sulla sua ex squadra. Dopo aver detto peste e corna su Sir Alex Ferguson, suo scopritore, mentore e protettore, e aver ricevuto le risposte piccate dello stesso tecnico, che nella sua autobiografia non ci è certo andato morbido con Keane, l’ex centrocampista è tornato a parlare dello United nel suo ultimo libro, The Second Half. Cos’ha detto? Niente di che, solo che il Manchester United «è una mafia. Quelli sono solo capaci di dire cose come: “È il Manchester United, wow!”. Manco fosse Disneyland, con quel frocio di Topolino che corre dappertutto». Tralasciando la riflessione sulla sessualità di Topolino, possiamo capire perché, oggi, Keane non sia proprio amato all’Old Trafford. Tra l’altro, con quella barbona che s’è fatto crescere, sembra sempre più Babbo Natale. Anzi, Babbo Bastardo viste le esternazioni.

fanny e balo mareVoto 3 all’ultima su Fanny e Balotelli. Pensavate di esservi liberati per sempre dagli articoli pruriginosi sulla storia d’amore tra Balotelli e Fanny vero? “Bòna, si sono mollati, amen”. E invece no. Perché, detto fra noi, se l’esplosiva Fanny Neguesha è qualcuno lo deve solo a Balotelli e così, ora che l’attaccante non è più la sua dolce metà, deve trovare un modo di stare sulla cresta dell’onda. L’ultima trovata è l’intervista-confessione al tabloid belga (non chiedetemi il motivo per cui esiste un tabloid belga e soprattutto perché Fanny abbia scelto di parlare proprio a loro) Nina: «È stato il mio grande amore, ma stare con lui è una pressione continua. Devi pensare sempre a come vestirti, a come truccarti, perché ti fanno sempre foto». Cavolo, che vita difficile Fanny! Truccarsi e (s)vestirsi per una foto da postare su Instagram è ok, ma farlo per andare a fare la spesa mano nella mano con il proprio fidanzato dev’essere un peso insopportabile. Ti siamo vicini.

Voto 2 al buon Vito Mannone. Il portiere italiano, cresciuto nell’Arsenal e ora al Sunderland, è salito alle cronache inglesi per aver avuto la brillante idea di rimborsare il biglietto dei propri tifosi dopo la disfatta rimediata a Southampton contro la squadra di Graziano Pellè: un 8-0 senza storie. Bella idea, biglietti rimborsati e tifosi di nuovo vicini alla squadra. Poi, nella sfida giocata sabato contro l’Arsenal, una nuova sconfitta, per 0-2 questa volta: primo gol su errore del difensore del Sunderland Brown e una gran bella papera di Mannone sul gol del raddoppio dei Gunners. Niente di grave Vito, ma la prossima volta, invece che pensare a rimborsare i biglietti dei tifosi, io proverei ad evitare di fare cazzate sul campo. Che ne dici?

John McEnroe, Kevin McEnroeVoto 1 a quel tonto del figlio di McEnroe. Kevin McEnroe ha 28 anni, è figlio dell’ex fuoriclasse della racchetta John McEnroe e dell’attrice Tatum O’Neal ed è appena scampato dal carcere. A luglio il ragazzo era stato infatti fermato per acquisto di cocaina e possesso di 10 pasticche di morfina e 20 di ossicodone, ma non passerà nemmeno un giorno in carcere. Il motivo? I 6 sacchetti di cocaina di cui era in possesso si sono rivelati, in realtà, 6 sacchetti di detersivo. Qualche risata dei giudici, reato derubricato e tanti saluti. Non dico altro.

facebook-profile-picture

Crede nello sport come forma di narrazione, è Dottore in giurisprudenza perché crede ancora nella giustizia e legge per tenere i piedi ben saldi sulle nuvole. Ha trovato una Winston blu. L'ha fumata. @Andrea_Ross89

Un commento a “Il Pagellone dell’inutilità

Rispondi