Claudio Ranieri in conferenza ad Atene

Dall’1 al 10 le notizie sportive più assurde e inutili della settimana appena trascorsa, raccontate con ironia e sarcasmo. Sperando di prendervi, anche questa volta, in contropiede.

Voto 10 alla stampa greca che sbeffeggia Ranieri. Il buon Claudio Ranieri ha un curriculum di tutto rispetto e l’incredibile capacità di prendersi calci nel sedere anche quando di colpe ne ha ben poche. Dopo esser stato vittima (per certi versi incolpevole) della megalomania di Abramovich prima e Kerimov poi (al Chelsea e al Monaco), del vittimismo giallorosso negli anni dell’Inter di Mourinho e dell’imbarazzante strategia di rinascita nerazzurra post-Champions, ora si trova a doversi sorbire pure le prese per il culo della stampa greca, critica per il solo punto in tre partite ottenuto dalla Nazionale ellenica nelle sfide di qualificazione a Euro 2016. «Ma che cazzo?» titolava sport24.gr, riferendosi al (non) gioco della Grecia di Ranieri. Il quale però, stoico, resiste e non smatta come i colleghi Malesani e Gattuso. Con la sua faccia da gens Claudia, non reagisce e attende il verdetto della federazione ellenica sul suo futuro. Però non pensavo che la stampa greca potesse essere così arguta e simpatica.

I giocatori del Bayern Monaco all'OktoberfestVoto 9 alla saudade al contrario di Dante. Vai a capirli i brasiliani. Sorridenti, allegri, trascinanti, ma alla fine tremendamente nostalgici della loro terra da cui sono fuggiti per aver fortuna e dove tornerebbero immediatamente. Popolazione romantica, con delle eccezioni però. Tipo Dante, il difensore del Bayern, che in un’intervista ha dichiarato di voler ottenere la cittadinanza tedesca per restare in Germania. E di tornare in Nazionale, in fondo, non è che gliene importi granché dopo la figuraccia del suo Brasile nelle semifinali mondiali proprio contro la “sua” Germania. Viste le sue prestazioni nella competizioni iridata, pare che a Belo Hozrizonte si stiano già mobilitando per le pratiche del cambio di nazionalità.

Voto 8 ai tentativi della Gazzetta di rendere interessante il campionato indiano. Se non lo sapete (ma lo sapete), in India è stato inaugurato un campionato di calcio, con formazioni “gemellate” a squadre europee e in cui militano nomi noti del nostro calcio oramai passato, come Trezeguet, Del Piero e Materazzi. Per questo se ne è parlato tanto. Ma è quasi commovente il tentativo che stanno facendo la Gazzetta (e in parte Eurosport) di dare credibilità a questa competizione, trasmettendo match e offrendo report e cronache da quella terra affascinante e lontana. Capita così di scoprire che Mumbai ha passeggiato su Pune e, dopo un attimo di spiazzamento in cui ti domandi se sia scoppiata pure in India una nuova guerra di cui non eri minimamente a conoscenza, ti rendi conto che, in realtà, si sta parlando di calcio. Calcio… si fa per dire.

Laura Barriales , il nuovo volto femminile di JtvVoto 7 alla banderuola Laura Barriales, da napoletana a juventina. La notizia è della scorsa settimana: Cristina Chiabotto, ex Miss Italia e da anni volto e madrina di Juventus TV, abbandona la Vecchia Signora. Il suo posto è stato preso dalla spagnola (e altrettanto bella) Laura Barriales, che, come fosse un Ibrahimovic qualunque, s’è subito lanciata in sperticate lodi sui bianconeri, ricordando come, sin da bambina, tifasse Juventus. Peccato che, la bella mora, fino all’anno scorso era particolarmente vicina al Napoli. Tanto da ricevere in regalo una maglia personalizzata (quella orripilante, camouflage) con il suo nome sopra il divino numero 10 che fu di Maradona e non sarà mai più di nessuno. Tranne che della Barriales, si intende. Se è da applausi la capacità della spagnola di cambiare direzione in base al vento, lascia allibiti la reazione di molti tifosi juventini, indignati da questa storia. Ma seriamente, cari amici bianconeri, ve ne importa qualcosa?

Voto 6 alla serenata involontaria di Patty Pravo a McEnroe. Non so voi, ma io non avrei tutta questa voglia di far incazzare quel genio ribelle del tennis che fu, al secolo John McEnroe. Il tennista americano, settimana scorsa, è giunto a Milano in occasione della Grande Sfida, show sportivo e mediatico in cui quattro grandi del tennis passato (oltre a Mac, anche Lendl, Ivanisevic e Chang) si sono sfidati in un mini torneo. L’americano ha soggiornato presso l’Hotel Melià. Peccato che giovedì notte, intorno all’una, il suo riposo sia stato rovinato da dei gorgheggi/versi provenienti dalla stanza affianco. Senza sapere che, nella stanza affianco, pernottava Patty Pravo, la quale è stata prontamente zittita dallo staff dell’albergo. La sensazione è che se anche McEnroe avesse saputo chi si trovava nella stanza vicina alla sua, non avrebbe agito diversamente. Cara Patty, mi dispiace, ma i tempi del Piper sono oramai andati: una volta gli uomini avrebbero fatto carte false per una tua serenata, oggi ti zittiscono.

mesut ozil e mandy capristoVoto 5 allo “sputtanato” Ozil. Non poteva mancare, anche questa settimana, una pruriginosa storia di sesso, tradimenti e whatsappate. Stranamente, questa volta, protagonista non è l’ineffabile Balotelli, bensì il trequartista tedesco Ozil, accusato dal connazionale, ex terzino del Bayern, Lell, di essere andato con, cito testualmente, «quel serpente ammazza relazioni» che sarebbe Melanie Rickinger, a questo punto ex fidanzata di Lell. L’ex giocatore del Bayern ha infatti riferito al tabloid Bild di aver scoperto i messaggini piccanti che Ozil e la sua donna si scambiavano. Per non farsi mancare nulla, Lell ha completato lo sputtanamento pubblicando alcune conversazioni sul suo profilo Facebook, poi prontamente chiuso. Ozil, dall’Inghilterra, non risponde, ma risponde la sua fidanzata, la cantante Mandy Capristo, che una volta saputa la notizia ha prontamente mollato il calciatore. Gnocche entrambe, a voler stare con un piede in due scarpe, il buon Ozil è rimasto con un pugno di mosche in mano. Un po’, godo.

Voto 4 a Platini e «la moviola in campo è il male». Le Roy (una volta di soprannome, oggi di fatto purtroppo), dall’alto del suo trono UEFA, decide, quasi stizzito nel vedersi costretto ad abbassarsi a tanto, di commentare le polemiche del dopo Juventus-Roma. E fin qui, il suo menefreghismo, potremmo anche condividerlo. Decisamente meno condivisibile la sua opinione sulla moviola in campo, ritenuta dal francese «il male del calcio». Ma come? La moviola il male del calcio moderno? E gli interessi che girano attorno a questo sport? E il razzismo? E l’omofobia? E l’ignoranza latente? No, quelle dopo. Il vero problema, siore e siori, è la moviola. Perché «sarebbe un disastro. Romperebbe la fluidità del gioco, non sarebbe una bella cosa per il calcio di domani. Per il bene del calcio spero che non ci si arrivi mai». Per il bene del calcio o per il bene di interessi superiori? Detto questo, chi non è favorevole alla moviola ha tutto il diritto di esserlo. Ma arrivare a definirla “il male del calcio moderno” mi pare un’iperbole, per di più magistralmente deviata su interessi propri ben distanti dal bene assoluto di questo sport.

Shakira-e-PiqueVoto 3 al malmostoso e snob Piqué. Ammetto che il difensore blaugrana mi sta meno simpatico del pentastellato Di Battista, ma va detto che lui non fa proprio nulla per migliorare la sua immagine. Molti potrebbero pensare che motivo di tal antipatia risieda nell’invidia per la sua felice relazione con Shakira, ma si sbaglierebbero. Il motivo è semplice: Piqué è realmente antipatico. Come dimostra l’ultimo video, diffuso da Jugones, dove il difensore catalano si inalbera con degli agenti che stanno facendo una multa al fratello del calciatore, reo di aver parcheggiato l’auto nella corsia degli autobus. Prima se la prende con il fratello, avvisandolo che la multa non la paga lui, fratello multimilionario, ma il padre; poi si rivolge agli agenti, accusandoli di essere troppo fiscali, dei veri rompi palle. Lui invece non rompe le palle. No no, non si dica quest’eresia.

Voto 2 alla matta che ha rifiutato 10mila dollari per incontrare Neymar. Sarà che ‘sta crisi galoppante e dilagante mi ha reso particolarmente venale, ma a 10mila dollari non rinuncerei neppure in cambio ad una notte di follie con Charlize Theron. Ma, a quanto pare, il mio pensiero è una goccia nell’Oceano. Negli Stati Uniti infatti, una 16enne che milita, come portiere, nella squadra di calcio femminile dell’high school di El Paso, la pensa in maniera diametralmente opposta alla mia. Si chiama Rhiannon Conelley e stravede per Neymar. Ha partecipato ad un concorso indetto da una multinazionale delle bibite, con in palio proprio un incontro con il fuoriclasse brasiliano. E l’ha vinto. A questo punto, però, la multinazionale l’ha messa davanti ad un bivio: volare in Spagna per un incontro con il giocatore del Barcellona o incassare ben 10 mila dollari. La sua risposta? «Tenetevi i soldi e ditemi quando parte il volo per Barcellona». Permettetemi, umilmente, di dissentire.

prima_pagina_grande-13Voto 1 alle polemiche dopo l’intervista della Gazzetta a De Sanctis. Pensavo e speravo di essermi lasciato alle spalle le inutili menate post Juventus-Roma, e invece eccoci di nuovo qua a discuterne. Il pomo della discordia, nel caso di specie, l’intervista alla Gazzetta del portiere giallorosso De Sanctis, con anche un passato juventino, ma che ha accusato i bianconeri di influenzare sempre gli arbitri perché potenti. D’accordo o meno con lui, se così la pensa ha il diritto di dirlo. E ancora maggiore è il diritto, anzi, il dovere di un quotidiano come la Gazzetta di riportare l’intervista e la notizia. Le critiche piovute sul quotidiano sono stupide ed ipocrite: i giornalisti in rosa hanno fatto solo il loro lavoro. Per questo mi sono cadute le braccia quando mi son ritrovato un editoriale di Andrea Monti che giustificava la scelta della Gazzetta. Ma come? Il quotidiano sportivo più letto d’Italia, con una tradizione secolare, si trova oggi a doversi giustificare con i lettori per aver svolto perfettamente il proprio lavoro? Quanta amarezza.

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Crede nello sport come forma di narrazione, è Dottore in giurisprudenza perché crede ancora nella giustizia e legge per tenere i piedi ben saldi sulle nuvole. Ha trovato una Winston blu. L'ha fumata. @Andrea_Ross89

2 Commenti a “Il Pagellone dell’inutilità

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