Felix Magath

Dall’1 al 10 le notizie sportive più assurde e inutili della settimana appena trascorsa, raccontate con ironia e sarcasmo. Sperando di prendervi, anche questa volta, in contropiede.

Voto 10 a “Saddam” Felix Magath. Ogni allenatore ha il suo metodo e di metodi strani, tra i tecnici, se ne sono visti diversi. Ma Felix Magath, tecnico tedesco ed ex calciatore di successo, è andato oltre ad ogni immaginabile limite. Dopo la sua disastrosa esperienza al Fulham sono uscite diverse notizie circa i suo metodi di gestione dello spogliatoio, metodi per i quali s’è meritato il soprannome di “Saddam” e che Paolo Avanti della Gazzetta ha riportato: curava gli infortuni muscolari dei suoi ragazzi con delle fette di formaggio applicate sulla zona dolorante; quando doveva fare delle lavate di capo a qualche giocatore, lo convocava nel suo ufficio e lo fissava negli occhi per 3-4 minuti consecutivi; distribuiva multe come se piovesse (e pure alquanto elevate); ghettizzava i giocatori di cui voleva disfarsi vietando agli altri anche di parlarci; imponeva partite di 90 minuti il giorno successivo a una partita persa; svuotava le bottigliette mentre i giocatori erano impegnati a correre in allenamento. Il tutto per ottenere da febbraio, a Craven Cottage, una retrocessione e, in Championship, 0 vittorie, 1 pareggio e 7 sconfitte. Prima di andarsene ha dichiarato: «Ho la coscienza pulita. Sono convinto che il calcio inglese abbia qualcosa da imparare da quello tedesco. Purtroppo, non sembrano essere pronti ad ascoltare». Sei il mio nuovo idolo.

miss tifosa pescaraVoto 9 a Laura, la tifosa più bella d’Italia. Il concorso è stato organizzato dall’Associazione Nazionale Femminile Italiana Sostenitrici Squadre Calcio, che ha avuto una grande idea per dimostrare che calcio e donne non sono due pianeti distanti: eleggere la tifosa più gnocca d’Italia. Viva il femminismo! A vincere è stata Laura Iezzi, studentessa di 18 anni di Pescara e tifosa dei Delfini. Il concorso si è tenuto proprio a Pescara, ma speriamo che la giuria non abbia subito alcuna sudditanza psicologica da parte del pubblico di casa. Di certo, la giovane Laura, è bella. Chissà, magari la sua presenza allo stadio Adriatico aumenterà il numero dei paganti.

Voto 8 a Zaza-Immobile, la coppia ignorante. Premetto: io per Ciro Immobile ho un debole, nel senso che se fossi un allenatore lo vorrei sempre nella mia squadra. Se poi, al suo fianco, ci mettiamo un giovane di prospettiva, un po’ matto e leggermente fuori dagli schemi (ripeto, LEGGERMENTE), come Simone Zaza, non può che nascerne una coppia mediaticamente fortissima. Sul campo da gioco si vedrà, ma di certo la Nazionale di Conte ha già i suoi uomini copertina. Giovani, affamati e consci dei propri mezzi, tanto da autodefinirsi (o meglio, ha fatto tutto Immobile) la «coppia ignorante». Che poi, concretamente, ignorante che vuol dire? Di scarsa cultura generale? Va beh, chi se ne frega, essere consci delle proprie lacune è già un grande merito. Ma questi due qua sono ignoranti nel senso più buono che ci può essere: fuori dagli schemi, imprevedibili, cattivi e allo stesso tempo umili. Ecco, se l’ignoranza nel mondo fosse tutta come la loro, aspirerei ad un mondo più ignorante.

Bianca+AtzeiVoto 7 al ritorno in pompa magna di bomber Pippo Inzaghi. Diciamoci la verità: il giorno del suo ritiro, oltre ai tanti tifosi del Milan e del calcio italiano, a piangere sono stati anche le orde di paparazzi che semplicemente seguendolo nei mesi estivi si guadagnavano la pagnotta per l’intero anno. Perché Pippo Inzaghi, oltre che grande cannoniere sul campo da gioco, è sempre stato anche un vero bomber fuori dal campo. Schiere di bellissime sono cadute sotto i suoi labbroni e quello sguardo da finto pesce lesso. Ora, tornato a calcare i palcoscenici del grande calcio italiano come allenatore del Milan, è tornato anche il bomber che conoscevamo. È di questi giorni lo scoop che racconta di una focosa notte d’amore tra Pippo e la cantante sarda Bianca Atzei, bella mora dalla voce avvolgente. Poco conta se la storia durerà: Pippo Inzaghi, il condor di Milano Marittima, lo squalo della Versilia, la lince delle Baleari, è tornato.

Voto 6 a Suor Madonna, per tutti Iron Nun. In questi giorni si è parlato tanto, e giustamente, di Alex Zanardi, che ha portato a termine l’ennesima impresa della sua carriera, ovvero l’Ironman Triathlon delle Hawaii. Ma in gara con lui c’era anche un altro protagonista meritevole di attenzioni. O meglio, un’altra. Si chiama Suor Madonna Buder, ha 84 anni ed è la più anziana ad aver completato un Ironman Triathlon, nel 2012, in Canada, chiudendo sotto le 17 ore. La sua gioia principale? «Continuare a respirare». Una grande. Ha iniziato a praticare lo sport (soprattutto la corsa) a 47 anni, quando un prete le disse che, per stare bene da anziana, avrebbe dovuto fare movimento. Così iniziò a correre e non si è più fermata. Sarebbe da voto 10 questa fantastica storia, ma le do solo 6 perché mi ha fatto venire i sensi di colpa per essere, con 60 anni in meno di lei sulla carta d’identità, almeno 60 volte più pigro.

laure federica lapresseVoto 5 ai battibecchi senza fine tra la Manaudou e la Pellegrini. Come vi ho già raccontato settimana scorsa, è uscita nel weekend l’autobiografia della ex nuotatrice francese Laure Manaudou (Entre les ligne), che a soli 28 anni ha già deciso di fare un bilancio della sua vita. Nel libro, com’era prevedibile (del resto bisogna pur vendere copie), grande spazio è dedicato alla complicata storia d’amore della francese con il nuotatore italiano Luca Marin, diventato poi il fidanzato di Federica Pellegrini. La francese parla della morbosa gelosia di lui, ma poi racconta anche: «Non capivo perché Luca ricevesse in continuo suoi sms, per qualsiasi cosa. Lei le scriveva per dirgli dov’era, cosa faceva, dove andava. Quando gli chiesi spiegazioni, mi diceva che erano solo amici. Poi però vidi le foto di lui abbracciato alla Pellegrini. Avevo voglia di vomitare, piangere, urlare e strappare gli occhi a quella bionda che si prendeva gioco di me facendomi grandi sorrisi quando ci vedevamo, per poi coccolarsi il mio ragazzo appena mi voltavo». Non certo un caso di “acqua passata” direi. Ahinoi, la Pellegrini, invece che scherzarci sopra e fregarsene, ha preferito rispondere alla francese con un tweet polemico. Più che due sirene, due noiose zabette.

Voto 4 al ruggito afono di Roger Milla. Il Leone del Camerun, più anziano marcatore di sempre nella storia dei Mondiali (a Usa ’94 aveva già 42 anni), ruggisce ancora ma più che intimidire, purtroppo, fa un po’ ridere. Nell’ultima settimana è stata la Gazzetta a intervistarlo e più che il dipinto di un grande personaggio del calcio mondiale ne esce il racconto di un tipo un po’ strampalato. «Pelè è il più grande. Ma io sarei diventato il più grande dopo di lui se fossi andato prima a un Mondiale»: ora, caro Roger, tu sei stato certamente forte, ma dimentichi, per dire, certi Di Stefano, Maradona, Cruijff, Ronaldo, Rivera e compagnia bella. Avere una buona autostima è positivo, ma a volte si esagera. Fidati Roger, arriva un momento in cui è meglio smetterla di ruggire. Si fa più bella figura a miagolare.

tabby brownVoto 3 all’unica doppietta di Balo, tra l’altro smentita. Doveva essere l’ennesima occasione per la sua rinascita, ma il Liverpool, per Balotelli, si sta dimostrando l’ennesimo amaro fallimento. Qualche panchina e tante prestazioni deludenti per il gigante d’ebano di Brescia, che continua a far parlare di sé più fuori dal campo che in campo. Dopo la fine della sua storia con Fanny Neguesha, in Inghilterra, a parlare di un’ipotetica liaison con l’attaccante è stata la modella Tabby Brown, particolarmente somigliante a Fanny tra l’altro. Balo smentisce subito e poco dopo è anche la fanpage di Fanny a smentire la storia tra Balotelli e Tabby Brown, seppur i due non siano più insieme. Tabby Brown, sbugiardata su pubblica piazza, non la prende bene e dà a Fanny della «psicopatica». Insomma, Balotelli non è più quello di una volta: anche fuori dal campo non riesce più a una doppietta come ai bei vecchi tempi. Anzi, anche qui finisce a male parole. Grazie al cielo però, almeno questa volta, lui non c’entra nulla.

Voto 2 a Casillas che attacca Florentino Perez. Casillas, da anni bandiera del Real, sta vivendo oggi la fase più difficile della sua carriera, con anche il pubblico merengues che fatica a sopportarlo. Una frattura profonda, nata sotto la guida di Mourinho che al capitano blanco aveva preferito l’attuale numero 1 del Milan, Diego Lopez. Le cattive prestazioni, anche in Nazionale, di Casillas hanno poi dato ragione al portoghese e il pubblico del Real fatica a rivedere nel portiere la bandiera di qualche stagione fa. Per tutto questo era attesissima l’intervista di Casillas a Canal +, rilasciata una settimana fa. E in effetti il portiere ha deciso di vuotare il sacco, partendo dal fatto che, con Mourinho, c’erano discrepanze di vedute, ma anche rispetto reciproco e il portoghese resta, a suo parere, uno dei migliori allenatori mai avuti. I veri problemi sono stati con Florentino Perez, che non l’ha difeso pubblicamente quando ne ha avuto più bisogno e Casillas ha dichiarato di essersi sentito «come la peste, evitato ed emarginato. Sono diventato un male da estirpare». Parole da ex. Peccato che, Casillas, giochi ancora nel Real. Ecco, forse, se davvero è così legato al suo club come dice, dire tutto questo in televisione non è stata proprio la cosa migliore da fare. Non si lamenti poi se qualche compagno lo manda a fare in culo.

Kieft figurinaVoto 1 all’ennesima biografia shock di un calciatore. È uscito in Olanda il libro Kieft, ovvero l’autobiografia di Wim Kieft, ex anche di Pisa e Torino. L’autore si descrive come un uomo distrutto da 19 anni di tossicodipendenza, un matrimonio e una relazione fallita, 4 figli, 400 mila euro di debiti con lo Stato, 2 tentativi di disintossicazione andati male e un naso che perde sangue. E dà anche un’avvertenza ai lettori: «Chi vuol leggere di strip bar, folli corse notturne in auto e sesso con modelle ha sbagliato libro. Non c’è niente di selvaggio in un uomo solo in una camera d’albergo, con 4 bottiglie di vino e una montagna di coca». È l’ennesima biografia shock di un calciatore uscita negli ultimi anni (di cui diversi olandesi, come Van der Meyde o Ricksen) ed io devo dire che mi sono rotto le palle. Oggi Kieft non è più un tossicodipendente, sta cercando di smettere con l’alcol, ma ogni volta che leggo di questi libri sto male. Fanno male al calcio, fanno male ai sogni dei bambini e ai genitori che portano al parco i propri figli per aiutarli a sognare ancora un po’. Fanno male. E va bene raccontare debolezze e fragilità, ma il calcio è pur sempre un gioco e troppe volte ce lo dimentichiamo dietro chili di merda e storie di depressioni e dipendenze.

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Crede nello sport come forma di narrazione, è Dottore in giurisprudenza perché crede ancora nella giustizia e legge per tenere i piedi ben saldi sulle nuvole. Ha trovato una Winston blu. L'ha fumata. @Andrea_Ross89

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