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Dall’1 al 10 le notizie sportive più assurde e inutili della settimana appena trascorsa, raccontate con ironia e sarcasmo. Sperando di prendervi, anche questa volta, in contropiede.

Voto 10 a Zamorano, quasi in bancarotta e senza la 9. Chi ama il calcio non può non amare Ivan “Bam Bam” Zamorano, a prescindere dal fatto che la fede sia nerazzurra o meno. La grinta e quella faccia cattiva, unite al suo indiscusso talento sotto porta, hanno fatto dell’attaccante cileno un’icona dell’era d’oro nella nostra Serie A. E come dimenticarsi quell’1+8 sulla maglia l’anno in cui dovette cedere la sua amata 9 a un certo Ronaldo? Già, neppure lui se la dimentica, tanto che, in una recente intervista, parlando del rischio di banca rotta che sta vivendo a causa della mala gestione di alcune sue società (è indebitato per 3 milioni di euro), ha dichiarato: «È un momento difficile, ma mi rialzerò. Mi è già successo in passato: quando abbandonai il Colo Colo o quando lasciai la 9 all’Inter». Non c’è altro da dire, idolo indiscusso.

Victoria's secret annual fashion showVoto 9 al palmarès femminile di Derek Jeter. Qua in Europa il suo nome dice poco, ma Derek Jeter è l’indiscussa bandiera dei New York Yankees. A 40 anni, il capitano della squadra ha deciso di dire addio al baseball e in suo onore addirittura l’Empire State Building s’è illuminato di bianco e blu. Ma oltre che per le innegabili (per chi ci capisce di baseball, perciò non di certo il sottoscritto) doti tecniche, Jeter sarà sempre ricordato per essere uno dei più invidiati playboy al mondo. Sotto le sue “grinfie” amorose ci sono finite: Lara Dutta (Miss Universo 2000), Joy Enriquez (cantante e attrice americana), Jordana Brewster (attrice), Vanessa Minillo (modella), Jessica Alba (che ve lo dico a fà?), l’esplosiva Mariah Carey, Vida Guerra (modella, di nuovo), Jessica Biel, Adriana Lima, Tyra Banks, Rachel Uchiltel (n’altra modella), Minka Kelly (attrice) e Scarlett Johansson. Inutile ogni commento, lasciate stare, qui si va oltre lo scibile umano.

Voto 8 a Robinho, che ora è un bomber. L’abbiamo preso in giro senza pietà, avete ragione. Gli abbiamo dato dello scarpone, del sola, dell’inconsistente. Ma Binho è tornato in Brasile per far ricredere l’intero popolo calcistico italiota sul suo conto. Già, perché l’ex attaccante rossonero, dopo aver ucciso più piccioni di un cacciatore con i suoi tiri sbilenchi negli anni rossoneri, una volta rientrato sul patrio suolo è tornato ad essere il funambolico attaccante che qualcuno si ricordava che fosse. Tra assist e reti, zitto zitto, Robinho è arrivato ad un passo dalla centesima marcatura con la maglia del Santos. Bravo Binho, ma nonostante tutto ho come la sensazione che i tifosi del Milan siano più contenti con te dall’altra parte dell’Oceano Atlantico che con te a Milanello.

marta goteraVoto 7 a Marta Gotera, che col beach soccer non c’entra niente. Settimana scorsa, navigando per il sito della Gazzetta, leggo questo titolo: “Marta Gotera, beach soccer bollente”. Amando particolarmente questa nicchia del calcio, incuriosito, mi informo e scopro che la buona Marta Gotera, con il beach soccer, non c’entra proprio nulla. O meglio, con lo sport in sé non c’entra un ficco secco, perché in realtà è una delle tante cheerleader che intrattengono il pubblico nelle pause dei match. Più precisamente è la cheerleader spagnola più quotata, amata ed ammirata. So che a questo punto vi chiederete anche voi cosa c’entri con lo sport. Boh, non ne ho la minima idea. Chiedete a quelli della rosea.

Voto 6 alla pazza esultanza del presidente Ferrero. L’ho detto in passato, lo riconfermo oggi: il nuovo presidente della Sampdoria, Massimo Ferrero, è un idolo assoluto. Il Viperetta (come è soprannominato, o si è soprannominato) è, in assoluto, il personaggio nuovo del calcio italiano. Chissene frega di palloni d’oro e funamboli della trequarti: il vero divertimento è lui. E la sua pazza corsa sotto la curva blucerchiata dopo la vittoria di domenica sera nel Derby della Lanterna ne è stata solo la riprova. Perché solo 6 allora? Perché l’esultanza con il foulard al gol di Gabbiadini l’ho trovata eccessivamente chic. Io, lui, lo voglio sempre spiritato.

small_140521-224207_To210514App_0723Voto 5 a McIlroy, che non è più vergine solo grazie al golf. In passato era stato il dinoccolato attaccante inglese Crouch a fare un’affermazione del genere, ma con quell’ironia (e facendo diretto riferimento alla sua bellissima fidanzata) che lo ha reso immediatamente simpatico. Oggi, invece, l’ha fatta McIlroy, il quale, innanzitutto, gioca a golf, ovvero non proprio lo sport più virile in assoluto, e soprattutto, appena pochi mesi fa ha piantato sull’altare (e via telefono) la fidanzata Caroline Wozniacki quando era tutto praticamente pronto per le nozze. Un vero e proprio atteggiamento infame: non solo prima le spezzi il cuore, ma pochi mesi dopo fai anche credere che lei sia venuta con te solamente perché sei un golfista. Come se lei ne avesse bisogno. Non chiediamo un mondo di galantuomini, ma almeno un minimo di rispetto, orsù!

Voto 4 a Nadal che non vuole una capitana donna in Davis. La Spagna del tennis ci ha stupiti negli ultimi anni, ma il 2014 è stato un vero e proprio annus horribilis, soprattutto in Davis, dove è retrocessa. Moya, capitano della formazione iberica, s’è dimesso e Ferrero, che era stato scelto per sostituirlo, ha rifiutato (mica scemo). Così la scelta è ricaduta su Gala Leon, 40 anni, madrilena ed ex numero 29 nel ranking Wta. Nadal, però, non approva: «Non mi pare appropriato mettere una donna nello spogliatoio» ha detto lo zio-allenatore-manager-tuttofare di Rafa, Toni Nadal. Poco importa che in Fed Cup (la Davis femminile) molti allenatori siano uomini o che, proprio uno dei rivali di Rafa, Andy Murray, abbia puntato su una donna per ripartire, cioè Amelie Mauresmo: per Toni, una donna ad allenare gli uomini non ci può stare. Chissà mai che cosa potrebbe succedere in quello spogliatoio, robe che manco Sasha Grey. La cosa triste è che Rafa Nadal, 4 volte vincitore della Davis, pare essere d’accordo con lo zio. Potete dare tutte le giustificazioni che volete, ma a me pare proprio misoginia bella e buona questa.

207181_1_2_4Voto 3 ai “burkini” della Arena. Rimaniamo sul tema donne nello sport e la loro, spesso (e incomprensibilmente per delle menti aperte) complicata, posizione. Se in Occidente molte si trovano a lottare con visioni quantomeno antiquate come quella dei Nadal, nel mondo islamico la situazione è ancora peggiore, perché è molto complicato districarsi tra i rigidi e controversi dettami del Corano riguardanti non solo le libertà, ma anche il vestiario femminile. Per le nuotatrici musulmane, ad esempio, è un bel problema: possono praticarlo, ma senza mostrare parti del proprio corpo. Così, la nota marca di vestiario da nuoto Arena, ha deciso di lanciare sul mercato il “burkini”, un apposito costume per donne islamiche, dotato anche di velo. «Pensare globalmente e agire localmente è fondamentale per rispondere alle esigenze emergenti da una società variegata e cosmopolita» dice il comunicato stampa di lancio. Sarà, ma personalmente ritengo che “pensare globalmente” voglia dire aiutare le donne dei Paesi islamici a conoscere i loro diritti ed esserne pienamente padrone, non costringerle in una muta subacquea (perché di questo si tratta). Poi capisco anche che davanti al business non si guarda in faccia nessuno, ma forse, a volte, si dovrebbe guardare anche l’altro lato delle monete che ci si sta per mettere in tasca.

Voto 2 al tifoso che ha urinato nella borraccia del portiere. Il povero Reto Felder, portiere della formazione svizzera del Mari (quarta serie), è stato vittima di uno degli scherzi più cattivi e schifosi che si possano ideare. Durante il sentitissimo (così dicono) derby con il Baden, un tifoso di quest’ultima ha scavalcato le barriere e ha urinato nella borraccia del portiere avversario senza che questo se ne accorgesse. Durante tutta la partita, i tifosi del Baden hanno poi intonato cori quantomeno di cattivo gusto, come “Ora hai l’aids” o “Ti sei infettato”. Il povero Reto Felder si è accorto dell’accaduto solo dopo diversi sorsi dalla borraccia e ha, comprensibilmente, fatto denuncia. E poi dicono che gli svizzeri sono un popolo civile.

kovacic-instaVoto 1 a “Qui gatta ci Kovacic”. Questo gioco di parole veramente brutto, gira oramai da tempo nel web, con burloni che si divertono a intitolare propri post o commenti in questo modo. Ma quando ho visto che anche la Gazzetta l’ha usato per presentare la nuova fiamma del talentuoso numero 10 nerazzurro (una bellissima ragazza di nome Izabel Andrijanic) mi è venuto da piangere. Vi prego, arrestate il titolista della rosa. Vi prego.

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Crede nello sport come forma di narrazione, è Dottore in giurisprudenza perché crede ancora nella giustizia e legge per tenere i piedi ben saldi sulle nuvole. Ha trovato una Winston blu. L'ha fumata. @Andrea_Ross89

2 Commenti a “Il Pagellone dell’inutilità

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