Robinho Milan reuters

Torna dopo una breve vacanza il Pagellone: dall’1 al 10 le notizie più assurde e inutili della settimana appena trascorsa, raccontate con ironia e sarcasmo, sperando di prendervi, anche questa volta, in contropiede.

Voto 10 al Milan che si libera di Robinho. Ci hanno provato in ogni modo, da due anni a questa parte. L’hanno offerto a chiunque, Galliani è andato porta a porta a proporre un pacchetto completo composto da Enciclopedia sulla storia della penicillina più tisane Herbalife più nuova aspirapolvere di ultima generazione più Robinho, ma appena i clienti sentivano il nome dell’attaccante sbattevano le porte in faccia come neppure ai Testimoni di Geova. Ma finalmente è giunta la fumata bianca: Robinho non è più un giocatore del Milan. Nella notte del suo trasferimento sono stati registrati caroselli in tutta Milano, mentre fonti locali raccontano di tentati suicidi tra i tifosi del Santos, ma sono voci non confermate. La certezza è che l’uomo che ha nel palmarès più gol sbagliati e notti brave che trofei e marcature non è più un calciatore militante nella nostra Serie A. Dalla fuga dei talenti alla fuga dei pipponi: l’Italia cambia verso (ma Renzi, non prenderti meriti anche per questo).

Anastasia AshleyVoto 9 ai riscaldamenti sexy delle atlete. Protagonista indiscussa di questa “arte” è Michelle Jenneke, atleta australiana che è diventata famosa per la sua bellezza e, soprattutto, per il suo particolare modo di riscaldarsi prima delle gare: un movimento di bacino rapido che, mi dispiace smontare tanti suoi fans, di sexy ha ben poco se non l’autrice. Fatto sta che i media internazionali l’hanno resa una vera e propria star. Peccato che ci sia chi abbia saputo far meglio di lei. Si chiama Anastasia Ashley ed è una surfista statunitense conosciuta tra i suoi connazionali per il perfetto lato b. Ecco, la bionda made in USA ha mostrato al mondo cosa vuol veramente dire “riscaldamento sexy”: prima di ogni gara, allenta la tensione muscolare con il twerking. Esatto, in poche parole sbatte il suo sedere in faccia a telecamere e pubblico, che paiono apprezzare. Michelle, hai lanciato la moda ma le allieve stanno già superando la maestra.

Voto 8 ai risultati del calcio d’estate. È meraviglioso vedere come, anche in ore, giorni e mesi in cui il calcio non offre assolutamente nulla di cui parlare, il popolo italiano riesca a cavare fuori dal vaso argomentazioni e valutazioni degne di un simposio sulla fuffa più fuffa che ci sia: i risultati del calcio d’estate. Un’amichevole senza alcun senso, contro il Casalpusterlengo o contro le All Stars della Lapponia, scaldano gli animi dei tifosi nostrani come fossero derby con in palio la prima posizione in classifica. E così l’Inter è già la sorpresa della Serie A 2014/2015, la Juve non vincerà nuovamente lo Scudetto e il Milan di Inzaghi combatterà per evitare la retrocessione con il Cagliari di Zeman. Verdetti già detti, già scritti e confermati da partite che vengono chiamate “amichevoli” solamente per tentare di fregare l’appassionato, che ne sa di più (come no) ed è conscio che in realtà, dietro a quel risultato, si cela una sentenza dogmatica inconfutabile. Ah, che bella cosa il calcio d’estate!

Rihanna Germania campioneVoto 7 a Rihanna che vuol comprare un club inglese. Abbiamo scoperto la sua passione per il calcio durante i Mondiali in Brasile, in cui ha tifato, in rigoroso ordine di tempo e di turno, Ghana (perché Boateng era figo), Argentina (perché Romero era stra-figo) e Germania (perché probabilmente ha ritenuto figa tre quarti della rosa, Mustafi e Klose esclusi). Ora, in Inghilterra, si vocifera della possibilità che la pop star diventi addirittura proprietaria di un club. A quanto pare il suo amore per il calcio è così forte che le intenzioni della cantante sarebbero quelle di aprire un’accademia calcistica nelle sue Barbados per poi diventare la presidentessa più sexy del calcio mondiale. Barbara Berlusconi già trema, perché il suo attuale primato, detenuto anche per assenza quasi totale di concorrenza e perché nel mondo non conoscono ancora il Virtus Lanciano, potrebbe essere messo seriamente a rischio. Diversi giocatori sono invece pronti a trattare un ingaggio con Rihanna, che di certo ha tutte le “carte in regola” per strappare contratti favorevoli per il suo futuro club.

Voto 6 alle esultanze dei giocatori dello Stjarnan. L’urna ha parlato: l’Inter affronterà gli islandesi dello Stjarnan nei preliminari di Europa League. Una sola domanda ha percorso l’intera Italia nerazzurra: chi minchia sono? Grazie al web la risposta è giunta, quasi immediata: un branco di matti. Giocano in un campionato che già definire campionato è un complimento, vivono in una Nazione che come massimo interesse regala la visione di un geyser o la pesca della foca e non possono certamente definirsi fuoriclasse del pallone, ma loro se ne fregano e ad ogni gol esultano con trasporto, tanto da aver inventato e adottato svariate maniere di festeggiare. Da “Rambo” al “pescatore”, fino a strane cose che è difficile riuscire a definire. Poco importa, i giocatori dello Sjarnan, per la maggior parte studenti, si divertono e fanno soprattutto divertire gli annoiati islandesi che trovano in loro un ironico passatempo. Per questo l’Inter dovrà stare attenta, perché laggiù c’è la sensazione che il calcio sia ancora quello che dovrebbe essere: divertimento, amicizia, ironia. Comunque non succede, ma se succede…!

Raccattapalle donna Sampdoria lapresseVoto 5 alle raccattapalle della Sampdoria. Poco più di un mese e il nuovo Presidente della Sampdoria Ferrero (voto 8 per la verve, l’entusiasmo e lo stile) ha già saputo trascinare i propri tifosi in un vortice di entusiasmo e speranza. Ma non solo: Massimo Ferrero ha deciso di portare un po’ di sana eccentricità anche nella sua nuova avventura. Durante il Trofeo Boskov ha sostituito i classici ragazzini raccattapalle con belle ragazze, aprendo alle “quote rosa” nel pallone. Il nostro voto non va tanto all’iniziativa in sé, simpatica e innovativa (seppur inutile), quanto al fatto che nessuno ha pensato all’incontrollabile serie di possibili doppi sensi a cui avrebbe dato il via. Non sta certo a me indicarveli, sono certo che ci avete già pensato da voi.

Voto 4 ai tifosi del Torino finiti in Svezia. Il ritorno del Torino della premiata ditta Cairo-Ventura (voto 9 per il pregevole lavoro svolto negli ultimi anni) in Europa è la giusta ricompensa per una tifoseria che ha, fino ad oggi, più sofferto che gioito. Nonostante questo, l’euforia può giocare brutti scherzi. Il 18 luglio il sorteggio dei preliminari dice che la squadra granata avrebbe dovuto affrontare o i nordirlandesi dei Crusaders o gli svedesi del Brommapojkarna (voto 1 per l’impronunciabilità di questa squadra). I secondi, all’andata, avevano già battuto 4-0 gli avversari sassoni e così tanti “tori” si sono lanciati nell’acquisto dei biglietti per la Svezia in vista della sfida. Il sorteggio aveva infatti deciso che il Torino avrebbe giocato il match di ritorno in Scandinavia e l’andata in casa. Peccato che, non appena il Bromma ha sbrigato la formalità Crusaders, alla UEFA viene chiesta l’inversione dei campi perché anche l’altra società svedese, l’Aik Solna, avrebbe giocato i preliminari in casa al ritorno. Così tanti tifosi granata si sono trovati con un biglietto per la Svezia in mano senza più alcun valore. Risultato? Il Torino ha passato il turno, ma tanti suoi appassionati si son ritrovati a tifare chissà chi in Svezia.

Chrissy-TeigenVoto 3 al lancio di Chrissy Teigen nel derby di Mlb. Los Angeles Dodgers contro Los Angeles Angels: un match di baseball (voto 2 a questo “sport”) tra i più affascinanti. Come spesso capita in questo sport, il primo lancio viene effettuato da una star. Tre quarti delle volte il personaggio noto in questione diviene vittima di facili ironie per la sua incapacità nel gioco e se l’anno scorso toccò a 50 Cent (che io non prenderei mai per il culo data la mole), quest’anno è toccato a Chrissy Teigen, modella. Il suo lancio è una ciofeca fatta e finita, ma nessuno ci fa caso dato che tutte le attenzioni sono rivolte ad altro vista la mise della giovine. Essendo noi dei veri sportivi, non accettiamo discriminazioni di genere di alcun tipo: Chrissy, a baseball fai schifo. E voto 10 a me per aver accuratamente evitato doppi sensi trattandosi di un gioco in cui rientrano palle e mazze.

Voto 2 alla rissa tra ciclisti durante il Giro di Portogallo. Ammetto di non essere un appassionato di ciclismo e neppure di boxe. Ma se qualcuno di voi lo fosse di entrambi, non si sarà di certo perso il grottesco episodio avvenuto alla conclusione della sesta tappa del Giro di Portogallo. Asbjorn Kragh Andersen, dopo che Phil Bauhaus aveva tagliato il traguardo, s’è avventato con violenza sul collega Vicente de Mateos, reo, secondo il primo, di aver causato la sua caduta, costatagli la vittoria. Non li conosco come ciclisti, ma la tecnica pugilistica dei due, come mostrano le immagini, lascia assai a desiderare.

pep-guardiolaVoto 1 a Guardiola che odia il tiki-taka. L’ha detto. Giuro, l’ha detto per davvero, o almeno pare. «Il tiki-taka? Lo odio»: così ha detto/scritto Pep Guardiola nella sua autobiografia che verrà pubblicata a settembre. In questo momento non mi interessa sapere se la frase sia un estratto poco accurato, messo in giro nel web per creare attesa per il libro, o se si tratta della pura realtà. Non mi interessano i motivi per cui Guardiola odierebbe il tiki-taka. L’unica cosa che mi interessa è che, se dopo quasi 8 anni di smaronamento di palle con ‘sto tiki-taka, il suo ideatore mi viene a dire che lo odia, beh, io mi incazzo. Se colui che ha inventato il modo più noioso e soporifero di giocare a calcio arriva ad odiare la propria creatura, immaginatevi noi, contropiedisti vecchio stampo. Non si fa così Pep, è ingiusto. L’unico vantaggio? Che tutti coloro che si burlavano di noi, trapattoniani nell’animo, ora devono forse rivedere le proprie priorità calcistiche. Godo.

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Crede nello sport come forma di narrazione, è Dottore in giurisprudenza perché crede ancora nella giustizia e legge per tenere i piedi ben saldi sulle nuvole. Ha trovato una Winston blu. L'ha fumata. @Andrea_Ross89

4 Commenti a “Il Pagellone dell’inutilità

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