Messi Champions Reuters

Durante tutta la stagione vi abbiamo accompagnato, con il nostro Pagellone del Lunedì, attraverso ciò che di meglio e di peggio hanno offerto le settimane calcistiche. Oggi, giunti alla fine di un’intensa stagione, ecco i voti finali. Il Pagellone definitivo insomma. In attesa che una nuova annata prenda il via…

Barcellona Champions reutersVoto 10 al Barcellona. Hanno dimostrato di essere i più forti anche quest’anno, ma più in generale si può dire che il Barcellona sia la squadra più forte dell’ultimo decennio. Negli ultimi 10 anni, infatti, i catalani hanno vinto ben quattro Champions League, dimostrando di essere ampiamente i più bravi prima con Rijkaard, poi con Pep Guardiola e ora con Luis Enrique. Al primo anno sulla panchina del Barcellona, l’allenatore asturiano ha vinto tutto quello che poteva vincere, conquistando il secondo triplete della storia del Barca. Un’annata perfetta in Europa, ma anche in Spagna, dove i rivali del Real Madrid si sono dovuti arrendere sia in campionato che in Coppa del Re, usciti a gennaio contro i cugini dell’Atletico. E poi una Champions vinta in maniera netta e superiore: nulla hanno potuto Manchester City, Paris Saint German, Bayern Monaco e infine la Juventus. Tutte squadre rispettivamente campioni dei rispettivi campionati ma annichilite dai blaugrana. Onore comunque alla squadra di Massimiliano Allegri (Voto 9), andata vicino ad una vittoria che a inizio stagione sembrava utopia e che ha saputo rilanciare il calcio italiano in palcoscenici che da tempo non erano più di nostra competenza.

Voto 9 alle promozioni e alle vittorie che non ti aspetti. In questa stagione non sono mancate le sorprese. Partendo dalla Serie B: Carpi e Frosinone hanno conquistato per la prima volta nella loro storia la massima serie. In 106 anni di storia mai la società emiliana era approdata in Serie A, mentre il Frosinone, dopo 87 anni, realizza i sogni dei tifosi ciociari, che in due stagioni sono riusciti nell’impresa di salire dalla Lega Pro alla A. Bellissime storie, proprio come quella del Bournmouth, squadra di una piccola cittadina inglese che dopo 106 anni di storia ha conquistato per la prima volta la promozione in Premier League, arrivando seconda in campionato, dietro solo al Watford della famiglia Pozzo. Promozione storica conquistata dal Teramo, la prima in B in 102 anni. Cadetteria strameritata anche da Salernitana e Novara. In Lega Pro va poi menzionata anche la piccola grande impresa della Reggina, che ha potuto disputare i playout contro i rivali del Messina e spedire i siciliani in Serie D dopo la doppia vittoria in entrambi i derby dello Stretto.

Meritano di essere nominate anche importanti società come il Siena, il Padova, il Rimini e la Fidelis Andria, che l’anno prossimo torneranno tra i professionisti grazie alle vittorie dei campionati di Serie D. Si è festeggiato anche in Svizzera, più precisamente a Lugano, dove i bianconeri sono tornati in Super League dopo 13 anni, vincendo la concorrenza del Servette. Vittorie storiche, infine, anche in Danimarca, dove il Midtjylland ha conquistato il suo primo campionato, e in Belgio, dove a trionfare è stato il Gent, campione per la prima volta nella sua ultracentenaria storia.

Siviglia reutersVoto 8 al Siviglia. La squadra spagnola di Unai Emery riesce nell’impresa di diventare la prima società ad aver vinto per quattro volte quella che una volta era chiamata Coppa Uefa e oggi Europa League. Il calcio spagnolo rimane al vertice europeo anche quest’anno grazie allo straordinario lavoro svolto dalla società andalusa, la quale sebbene non abbia investito grosse cifre nello scorso mercato, ha saputo comunque allestire una rosa vincente e di primissimo livello. Nonostante la partenza di Ivan Rakitic, che aveva trascinato alla vittoria gli spagnoli nella scorsa edizione dell’Europa League, il Siviglia ha dominato la competizione, eliminando, prima degli ucraini del Dnipro in finale, squadre temibili come Borussia Monchengladbach, Villareal, Zenit e Fiorentina. Uomo simbolo di questa squadra è stato sicuramente Carlos Bacca, autore di ben sette reti in Europa e 20 in campionato.

Voto 7 ai capocannonieri. Meritano sicuramente una menzione importante coloro che più di tutti sono stati in grado di fare la differenza nei più importanti campionati europei: i capocannonieri. Partendo da casa nostra, si sono divisi la posta in palio due attaccanti agli antipodi se consideriamo l’età, ma dallo stesso straordinario senso del gol: Luca Toni e Mauro Icardi, 38 anni il primo e 22 il secondo. Quando l’argentino nasceva, il bomber emiliano debuttava tra i professionisti. L’attaccante del Verona è diventato il più longevo capocannoniere nella storia della Serie A con 22 centri, mentre Icardi il più giovane dal 1978. In Spagna il duello Ronaldo-Messi è stato vinto dal portoghese, autore di ben 48 reti in tutto il campionato. Numeri da far girare la testa se pensiamo che a questi vanno aggiunte anche le 10 reti segnate in Champions League che ne hanno fatto il miglior marcatore in compagnia del duo del Barca Messi-Neymar. In Inghilterra lo scettro se lo è preso un altro argentino, Sergio Aguero, autore di 26 reti con il suo Manchester City. In Germania, a sorpresa, è stato Alexander Meier dell’Eintracht Francoforte a trionfare davanti a campioni come Lewandowski, Robben e Muller. In Francia stagione da incorniciare per Alexandre Lacazette, autore di ben 27 reti, mentre in Olanda s’è imposto Depay, prossimo acquisto del Manchester United, che ne ha realizzate 22.

papiss cissè reutersVoto 6 a Papiss Cissé. In pochi giorni, da attaccante semi-sconosciuto della Premier League, Papiss Cissé è diventato uno degli idoli del web. Una bravata non troppo felice per gli amanti delle storie romantiche, ma che di certo ha fatto scappare un sorriso a tutti. L’attaccante, fidanzato da tempo con Rachelle Graham, splendida 24enne ex Miss Newcastle, pochi giorni fa aveva lasciato la città e la donna con una scusa più che plausibile: «Torno in Senegal a salutare amici e parenti». Ignara di tutto, Rachelle mai si sarebbe aspettata che Papiss, in realtà, saltasse sul primo aereo per Parigi con l’intento di sposarsi con l’amante Diallo Awa, star della nazionale di pallavolo senegalese. A Rachelle è bastata qualche ricerca sui social, dopo che l’attaccante del Newcastle non si era fatto sentire per tre giorni, per scoprire la verità.

Voto 5 alla squalifica della federazione israeliana. Una squalifica di 99 anni è decisamente qualcosa di assurdo. Tutto questo è successo perché Atef Abu Bilal, 30enne centrocampista palestinese, era tesserato per un club israeliano, lo Segev Shalom (quinta divisione), ma giocava allo stesso tempo anche in Palestina, indossando i colori di un’altra squadra, l’Al Khaleel. Nessuno si era accorto di questa “doppia personalità” di Bilal, ma, quando i vertici del Segev lo hanno visto con un’altra maglia, si sono infuriati. Immediata la squalifica della Federazione, che ha comminato una multa di 200 euro e ha squalificato il giocatore per 99 anni. L’idea iniziale era, però, quella di radiarlo per tutta la vita, ma il software utilizzato dalla federazione non permetteva di inserire squalifiche superiori ai 99 anni. E, così, in linea puramente teorica, Bilal potrebbe tornare in campo a 129 anni.

Voto 4 alla rissa tra Vittoria e Paternò. È stato davvero un pomeriggio di follia e violenza quello a cui si è assistito in Sicilia il 26 marzo, in occasione del derby tra Vittoria e Paternò. Penserete ai soliti scontri fuori dal campo tra le due tifoserie. E invece no. Questa volta i protagonisti sono stati i calciatori, che si sono azzuffati in una maxi rissa all’interno del tunnel che portava negli spogliatoi. Tutto ha avuto inizio in campo, con il direttore di gara che, viste le troppe espulsioni, si è visto costretto a far terminare la partita in anticipo e mandare tutti a cambiarsi. È all’interno del tunnel che avviene la resa dei conti. La telecamera a circuito interno della Polizia registra tutto quello che accade. Per entrambe le squadre è stata archiviata la sconfitta per 0-3 a tavolino e una multa di 600 euro. Per i giocatori tante squalifiche: 59 giornate il cumulo totale per i ventidue in campo.

Voto 3 agli hooligans del Feyenoord. Immagini ancora oggi davvero dure da commentare quelle risalenti al 19 febbraio, riguardanti la devastazione del centro storico di Roma, in particolare della fontana della Barcaccia, da parte dei supporters olandesi giunti in Italia per assistere alla partita di Europa League tra la squadra della capitale e il Feyenoord. Circa 6.000 tifosi dei Paesi Bassi, sin dalle prime ore della mattina, hanno iniziato a riunirsi nel centro della città, prendendo letteralmente d’assalto la zona di piazza di Spagna. Fiumi di alcool, fumogeni e petardi contro le forze dell’ordine hanno costretto la polizia ad intervenire attraverso cariche di alleggerimento e qualche arresto. Durante il deflusso dalla piazza, la tifoseria olandese ha devastato motorini, macchine, cestini dell’immondizia, urinando per le strade. La Barcaccia del Bernini, storica fontana appena ristrutturata, è stata danneggiata in maniera indelebile, rovinata dai lanci delle moltissime bottigliette gettate all’interno della vasca. Danni che ovviamente noi italiani abbiamo dovuto pagare, visto che l’Olanda ha fatto subito sapere di non essere disposta a rimborsare un euro. Chi doveva garantire la sicurezza, questore e prefetto, avrebbero dovuto sicuramente gestire meglio la situazione riguardante l’ordine pubblico.

efe_20141203_191528_pa1767_27963_11Voto 2 agli scontri di Madrid. Il 30 novembre 2014 è accaduta una delle tragedie, a livello sportivo, più gravi del calcio spagnolo. La partita in questione era quella tra Atletico Madrid e Deportivo La Coruna, due squadre che non si sono mai amate. Prima dell’inizio del match, le due frange più estreme delle tifoserie si sono date appuntamento nelle strade di Madrid e hanno dato vita ad una violenta guerriglia. La rissa, che ha coinvolto circa 200 tifosi, è iniziata intorno alle 9 del mattino. Secondo un testimone, gli ultrà madrileni avrebbero atteso già armati i rivali galiziani per dare vita ad un violento scontro. Agli incidenti hanno partecipato, al fianco dei tifosi del Deportivo, gli ultrà di altre due squadre di Madrid, i Bukaneros, frangia di estrema sinistra del Rayo Vallicano, e gli Alcor Hooligans, sostenitori dell’Alcorcon. Gli scontri hanno portato all’uccisione di Francisco Taboada, tifoso del Deportivo, colpito alla testa e poi gettato nel fiume Manzanarre. Trovato in stato di ipotermia, a nulla sono serviti i tentativi di rianimarlo. Nonostante la notizia si fosse già diffusa, la partita è stata comunque giocata e vinta dalla squadra di casa.

Voto 1 agli scandali FIFA e a “Dirty soccer”. Dopo Calciopoli, dopo la vicenda Calcioscommesse, dopo i numerosi casi di società indebitate e fallite, dopo le svariate penalità inflitte in questi anni con annessi stravolgimenti delle classifiche, ecco che ci risiamo. Quella che ci attende sarà una nuova estate bollente visti i nuovi scandali emersi nelle ultime settimane. Andando in ordine cronologico, abbiamo assistito prima al vergognoso caso “Dirty soccer”, calcio sporco, un nuovo scandalo scommesse che ha portato all’arresto di 50 persone con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva. Al centro dell’inchiesta, iniziata con un’intercettazione di un soggetto legato alla cosca Iannazzo di Lamezia Terme, ci sono decine di partite combinate dei campionati di Lega Pro e Serie D. Poche settimana dopo, invece, a colpirci è stato lo scandalo di dimensione internazionale che ha riguardato il vertice del calcio mondiale, la FIFA. Corruzione, riciclaggio di denaro sporco, frode telematica: queste le accuse che hanno portato all’arresto di numerosi funzionari della FIFA. E tra gli indagati spiccherebbe anche il nome dell’ex presidente Joseph Blatter. Ex presidente perché dopo lo scoppio dello scandalo, l’ex generale svizzero è stato comunque rieletto presidente per il suo quinto mandato consecutivo, ma dopo due giorni ha deciso di dimettersi. L’inchiesta è portata avanti dall’FBI e questo lascia intendere che non poche cose emergeranno nei prossimi mesi.

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