Soccer: Serie A; Juventus-Sampdoria

Un’altra stagione calcistica se n’è andata, e i giudizi, quantomeno per le grandi, sono pressoché gli stessi di un anno fa: Juventus di un’altra categoria, Roma e Napoli ottime realtà ma che per il momento possono essere solo comparse nel film del dominio bianconero, Inter e Milan delusioni del campionato, Fiorentina bella ma scostante. In mezzo, da evidenziare lo stupefacente Sassuolo, un grande Chievo, l’amarezza di un Torino che prometteva ben altro, e la consueta follia del Palermo. A giochi fatti, dunque, è il momento di dare il voto alle squadre della Serie A, nella speranza che il prossimo anno (juventini toccate ferro) la lotta al vertice possa finalmente essere appassionante fino all’ultimo.

juventusJuventus 9,5. Sembrava che il regno della squadra di Allegri potesse essere giunto davvero al capolinea: dopo le prime 7 giornate, i bianconeri avevano totalizzato appena 8 punti, e ciò che era più allarmante, al di là della penuria di risultati, era la sterilità del gioco, la personalità perduta e i nuovi innesti apparentemente non all’altezza degli illustri ceduti. A questo inizio di stagione più che claudicante, a cui è dovuto un mezzo punto in meno rispetto alla perfezione, la Juventus ha fatto seguire una rimonta fantascientifica, presentandosi all’inizio della primavera già saldamente in testa alla classifica, per non abbandonarla più. Il merito è interamente di Allegri, che oltre a non essersi fatto trascinare nel vortice di pessimismo che in autunno imperversava a Vinovo, ha avuto la pazienza di aspettare la piena esplosione di Dybala, l’umiltà di mettere in discussione il proprio credo ritornando al vecchio 3-5-2, e la capacità di gestire con saggezza un turn over che con alcuni, Morata su tutti, poteva divenire davvero pericoloso, in termini di stabilità dell’ambiente. Il resto l’ha fatto una rosa fuori portata per tutte le altre contendenti, con Buffon, Pogba, Bonucci e le piacevoli sorprese Khedira e Mandzukic sugli scudi. Ciao a tutti, ci si rivede a settembre.

Soccer: serie A, Chievo Verona-NapoliNapoli, Sassuolo 8,5. Per distacco, Juve a parte, le due squadre migliori del campionato. I partenopei hanno fatto un mercato apparentemente insignificante, a cominciare dalla nuova guida tecnica, e in molti ad inizio anno avrebbero scommesso su un campionato anonimo. E invece il Napoli ha dimostrato che dove c’è una chiara idea di gioco e un positivo spirito di gruppo, nulla è prevaricato, e si è preso il merito di essere stata l’unica squadra a poter, almeno lontanamente, minacciare il primato della Juventus. Con un Higuain così poi (di gran lunga il miglior giocatore del torneo) metà del lavoro è già fatto. Il piazzamento Champions è il minimo e meritatissimo premio per una squadra bella, solida e motivata. Stesso discorso per il Sassuolo: meccanismi tattici a memoria, spavalderia e qualità decisamente non da provinciale, ed ecco che l’Europa è servita. Di Francesco è un allenatore che meriterebbe una grande piazza, e se quest’estate dovesse decidere di rimanere a Reggio Emilia significherebbe che programmazione, mercato oculato e ambizioni saranno le parole d’ordine della prossima stagione. I punti chiave, peraltro, con cui Squinzi ha costruito la realtà più interessante del calcio italiano attuale.

Spalletti-Roma-ChievoRoma, Chievo, Empoli 7,5. È vero, i giallorossi hanno compiuto una rimonta importante, che ha permesso di ottenere il terzo posto e dunque la Champions, giocando pure un gran bel calcio. E per questo, il voto finale è comunque positivo. Ma i primi 4 mesi non sono accettabili per una squadra data, ad inizio anno, forse anche al di sopra della Juventus. L’imbarazzante pochezza del gioco, l’inesistente personalità e le imbarazzanti prestazioni di alcuni elementi (Dzeko su tutti) che hanno caratterizzato la prima parte della stagione sono ingiustificabili. Si meriterebbe un bel 9 Luciano Spalletti, che oltre ad aver portato la Roma sul podio le ha dato idee, spettacolarità, uomini giusti al mercato di gennaio (bentornato El Shaarawy!) e grinta, oltre alla perfetta gestione di capitan Totti. Si meritano un ottimo giudizio anche Chievo ed Empoli, il primo per essersi guadagnato la nona posizione, pur con il consueto (e, diciamocelo, noioso) pragmatismo, con una rosa certamente di livello inferiore a molte squadre rimaste alla sue spalle, il secondo per la piacevolezza del suo gioco che gli ha permesso una salvezza anticipata nonché la conferma o l’esplosione di alcuni elementi davvero interessanti (Paredes, Tonelli e Mario Rui su tutti).

Soccer: Serie A; Fiorentina-JuventusFiorentina 7. Che peccato, questa Viola! Il girone di andata è stato eccezionale, per risultati, gioco e personalità. Si parlava addirittura di lotta per il titolo: decisamente non era il caso, e purtroppo non è arrivato neanche un piazzamento Champions, a causa di una seconda parte di campionato eccessivamente anonima e altalenante. Ma Paulo Sousa ha dimostrato di essere l’uomo perfetto per una piazza che ama il calcio ben giocato e i calciatori di talento: se quest’estate il mercato verrà azzeccato (al contrario di gennaio), l’anno prossimo la Fiorentina potrebbe davvero essere da podio.

Soccer: Serie A; Genoa-InterInter 6,5. La stagione dei nerazzurri è stata certamente deludente, da un certo punto di vista, ma per nulla fallimentare: ad inizio campionato, l’Inter era data alle spalle di Juve, Roma e Napoli (addirittura anche del Milan), e si è confermata quarta forza del campionato, posizione che al momento le compete. Certo, il gioco è latitato per buona parte del campionato, e l’incredibile girone d’andata aveva portato molti a credere che potesse davvero lottare per lo scudetto, motivo per cui la delusione del quarto posto è stata ancora più cocente. Il crollo di gennaio e febbraio e inspiegabile e ingiustificabile, ma dallo loro i nerazzurri hanno, finalmente, la certezza di alcuni ottimi elementi (Icardi, Perisic, Brozovic, Miranda e Kondogbia) e un briciolo, almeno un briciolo, di personalità in più degli scorsi anni. Non sarà moltissimo, ma è una base da cui ripartire.

donadoniAtalanta, Bologna, Carpi, Frosinone 6. Partendo dai bergamaschi, i primi mesi dell’anno avevano portato il popolo nerazzurro a sognare addirittura un posto in Europa League. L’Atalanta, in effetti, era solida e a tratti giocava anche bene, ma il tempo ha rivelato la giusta realtà di questa rosa, ovvero quella di una squadra destinata ad una tranquilla salvezza (qualche patema di troppo quest’anno, a dire il vero) e alla valorizzazione di qualche buon elemento. Sufficienza per il Bologna ma 9 per Donadoni, che ha preso a metà autunno una squadra allo sbaraglio e con un piede già in Serie B e l’ha guidata ad una salvezza comoda, giocando bene e prendendosi anche qualche scalpo di lusso (vittoria col Napoli, pari con la Juve). Carpi e Frosinone ci hanno provato fino all’ultimo, con grinta e organizzazione, ma purtroppo i limiti delle rispettive rose hanno avuto la meglio. L’onore delle armi, però, se lo meritano tutto, e se non svendono potremmo rivederle molto presto nella massima serie.

venturaGenoa, Torino, Udinese 5,5. Tre voti uguali, ma tre casi ben differenti. Gasperini, come ogni anno, si è visto consegnare una squadra completamente rivoluzionata rispetto all’anno precedente, fatta in buona parte da rischiose scommesse. Alla fine si è salvato in scioltezza, ha lanciato alcuni giocatori molto molto interessanti (Pavoletti e Ansaldi in particolare) e si è tolto lo sfizio di stravincere il derby (il suo ultimo?). Ma passare dallo sfiorare l’Europa League ad un anonimo undicesimo posto è un po’ troppo. Il Torino, invece, è stato una vera e propria delusione: il mercato estivo è stato esaltante, le prime giornate pure, ma poi qualcosa si è inceppato, e persino il marchio di fabbrica delle squadre di Ventura, il bel gioco, è venuto meno. Troppo mediocre una stagione del genere, visti i preamboli, per meritarsi una sufficienza. L’Udinese invece, al di là dell’incredibile inizio con vittoria allo Juventus Stadium, ha disputato la stagione con una rosa davvero poco competitiva, orfana soprattutto del miglior Di Natale, e la salvezza ottenuta a poche giornate dalla fine è stato l’epilogo che tutti si aspettavano. Al Friuli si è visto decisamente di meglio.

Hellas Verona - PalermoLazio, Verona 5. Tutto ciò che la Lazio di buono prometteva alla fine della scorsa stagione non si capisce bene dove l’abbia nascosto quest’estate: ambizioni europee amaramente deluse (fuori ai preliminari di Champions e troppo precocemente dall’Europa League), giocatori che parevano papabili campioni completamente spariti (Felipe Anderson è l’esempio più clamoroso) e un allenatore capace di far giocare alla grande i suoi scaricato anzitempo. Un disastro di stagione, insomma, che ha in Simone Inzaghi l’unica nota positiva: Lotito, non provare a cacciarlo. Il destino del Verona, invece, è parso segnato già intorno a Natale: non c’è stato nulla quest’anno di quella squadra che faceva paura anche alle grandi quando le ospitava al Bentegodi, tanto meno di quel gioco veloce e verticale che aveva contraddistinto i successi di Mandorlini. La rosa era davvero di basso profilo, senz’altro, ma qualcosa di meglio si poteva davvero fare.

Calcio: Serie A, torna campionato, martedì derby Genoa-SampSampdoria 4,5. Eleva di un pochettino il voto il bell’avvio di stagione, quando agli ordini di Zenga Muriel ed Eder imperversavano nelle aree di chiunque. Il cambio di allenatore non è stato certo obbligato, tanto meno scegliendo Montella, bravo allenatore ma decisamente non il tipo giusto a cui affidare un gruppo a metà stagione, soprattutto se la squadra non ha potuto costruirla lui in termini di uomini. Il risultato è stato un dramma, con un’imbarazzante assenza di gioco e di grinta e con la disfatta nel derby di ritorno che è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso della pazienza dei tifosi. L’impressione è che, al netto delle goliardie e delle battute più o meno simpatiche, la guida societaria non sia nemmeno lontanamente all’altezza di un club di Serie A e soprattutto della storia della Samp.

AC-Milan-Roma3-1024x610Milan 4. Donnarumma, forse, è l’unica cosa da salvare di questa stagione: quasi 100 milioni di euro spesi in estate per ottenere il nulla più assoluto, in termini di gioco, di capitale tecnico e, soprattutto, di personalità. Il Milan oggi come oggi va in campo come fosse l’ultima provinciale appena giunta in Serie A, con paura e senza che l’idea di provare a giocare a calcio passi neanche lontanamente nell’anticamera del cervello. Il cambio di allenatore è stato l’apice della lucida follia di questa stagione, e se il passato è nero ma è ormai passato, il futuro fa ancora più paura. Occorre una rivoluzione a tutti i livelli, e tanto, tantissimo tempo per tornare il Milan di un tempo.

US Citta di Palerrmo Training SessionZamparini 3. È pressoché impossibile dare un voto al Palermo, che pure ha avuto il merito di centrare la salvezza nonostante una situazione ambientale delirante. Chi invece si merita sicuramente il peggior voto di questa Serie 2015/2016 è Maurizio Zamparini, per la gestione folle e sconsiderata degli allenatori, alternatisi sulla panchina rosanero senza alcun apparente criterio o filo logico. La salvezza del Palermo, in un contesto del genere, è stato un vero e proprio miracolo.

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