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Voto 10 a Vincenzo Nibali. Da grande promessa a sicura certezza, da eterno secondo a vincente indiscusso, da mina vagante a uomo da battere. Nel Giro d’Italia appena concluso Vincenzo Nibali ha assaporato il dolce gusto di questo cambiamento. Perché Nibali non solo ha vinto, ma ha dominato senza se e senza ma, dando addirittura l’impressione di non avere avuto rivali credibili, facendo sembrare Cadel Evans e Bradley Wiggins (entrambi vincitori di un Tour de France) due ciclisti qualunque. E non solo ha dominato il giro, ma lo ha fatto regalando emozioni, attaccando sempre e comunque anche a risultato ormai in ghiaccio (leggasi tappa delle tre Cime di Lavaredo), come ultimamente si era visto fare solo da quel campione assoluto che è Contador (caso doping a parte). Una menzione speciale va anche a Valerio Agnoli, che si è dimostrato uno dei migliori gregari dell’intero panorama mondiale e senza il quale siamo certi Nibali avrebbe vinto con qualche difficoltà in più.

Voto 9 a Mark Cavendish. Si conferma il velocista più forte del mondo. Pokerissimo in questo giro di tappe vinte su 5 sprint disponibili, dimostrandosi imbattibile anche per i nostri velocisti italiani, Viviani, Ferrari e Modolo su tutti. Il britannico, nato sull’isola di Man, è inoltre finalmente riuscito a conquistare la tanto desiderata maglia rossa di leader della classifica a punti, che la scorsa edizione aveva perso per un solo punto ai danni di Cadel Evans. Specialista di questa classifica Mark, che dopo averla vinta al Tour e alla Vuelta, riesce a portarla a casa anche alla Corsa Rosa.

giro-2013-giovanni-visconti-galibierVoto 8 a Giovanni Visconti. Nibali non è stato l’unico siciliano ha lasciare un segno indelebile e a trovare la sua consacrazione nella Corsa Rosa. Due vittorie di tappa; una bellissima sotto la tempesta al Galibier, l’altra d’astuzia a Vicenza, ma ancora più che per le vittorie il siciliano nato a Torino ha stupito tutti dimostrando una consistenza in salita che prima non aveva mai avuto e cancellando la depressione che lo aveva colto nel 2012. Se riuscirà a mantenere questo stato di forma unendolo alle sue doti di lettura della corsa e al suo spunto veloce siamo certi che sarà tra i protagonisti del prossimo mondiale.

Voto 7 a Rigoberto Uran e Carlos Betancur. È un Giro d’Italia sempre più colombiano. Nonostante la prova opaca offerta dalla Colombia, squadra composta quasi interamente da colombiani, e quasi tutti scalatori, che sulle cime del Giro non si sono fatti vedere molto, a parte Duarte nella tappa delle Tre Cime di Lavaredo e poco altro, la Corsa Rosa ha consacrato due talenti puri del ciclismo colombiano: Rigoberto Uran e Carlos Betancur. Il primo partito per arrivare nei primi 10 in classifica, ma soprattutto per fare da gregario al capitano Wiggins, si è visto, dopo il ritiro di quest’ultimo, diventare il ciclista di punta del Team Sky, riuscendo ad arrivare davanti a tutti in classifica, dietro solo all’imbattibile Nibali. Il secondo ha colpito invece per la costanza con cui ha affrontato questo giro. Veloce in salita, prova ne è la cronoscalata, dove è giunto settimo, ma soprattutto la tappa delle Tre cime di Lavaredo, giunto quarto a soli 21 secondi dallo Squalo dello Stretto.

Voto 6 a Mauro Santambrogio. Gli appassionati di ciclismo si ricorderanno certamente la sua vittoria nella “tre valli varesine”del 2009, in cui un po’ a sorpresa riuscì a portare al traguardo una fuga partita con poche pretese, per poi lasciare tutti sull’ultimo strappetto. Da quel momento in poi però il milanese, trasferitosi alla BMC, non è riuscito più a vincere e da giovane promessa del ciclismo nostrano si è trasformato in ottimo gregario, ma chi lo conosceva sapeva che si meritava ben altro ruolo. E così all’inizio del 2013 ha deciso di lasciare la corazzata statunitense per prendere i ranghi di capitano in una squadra di minor caratura ma costruita con grande sapienza: la Vini Fantini di Luca Scinto. In questo giro Santambrogio non ha certamente deluso le aspettative, lottando stabilmente coi migliori e giungendo anche a una prestigiosa vittoria di tappa (su gentile concessione di re Nibali), ma la strada da fare per entrare di diritto tra i big è ancora lunga.

filippo_pozzato_tra_i_favoriti_3_tappa_giro_ditalia_6_maggioVoto 5 a Filippo Pozzato. Era venuto al giro per vincere qualche tappa, per tentare una fuga, per provare un allungo, insomma per fare qualcosa, ma non ha minimamente lasciato traccia. Da un combattente come lui ci si aspettava ben altro, ma forse il freddo o forse una condizione non perfetta lo hanno bloccato. Un giro anonimo, da comparsa, insolito per un ciclista che come lui è sempre all’attacco, che semina molto più di ciò che raccoglie (sono infatti più i suoi secondi posti che le sue vittorie nelle classiche monumento) ma che se non altro non si risparmia mai. Peccato perché uno come lui regala emozioni, speriamo di rivedere presto il vero Pippo.

Voto 4 a Matthew  Goss. Doveva essere l’avversario principale di Cavendish nelle volate, invece non ha praticamente mai lasciato tracce, se non un quinto posto alla prima tappa, vinta ovviamente dall’inglese. Dal vincitore di due tappe al Giro negli anni passati e della Milano – Sanremo del 2011, ci saremmo aspettati molto di più di qualche piazzamento, soprattutto perché aveva dimostrato in passato di poter avvicinarsi molto a Cavendish, tenendo anche conto che è stato suo compagno di squadra. Ritiratosi alla 16esima tappa non ha nemmeno concluso il Giro.

Voto 3 a Bradley Wiggins e Ryder Hesjedal. Sono loro i grandi sconfitti di questo Giro. Sir Bradley si presentava al via con un’aura di imbattibilità a seguito della straordinaria stagione 2012, che lo aveva visto trionfare prima al Tour de France e poi vincere l’oro olimpico a cronometro, mentre il campione in carica veniva da una Liegi corsa al top, che aveva messo paura a tutti i suoi rivali. In realtà i due si sono sciolti sotto la pioggia battente, e vari guai fisici li hanno obbligati al ritiro, prima della 13esima tappa. Decisamente insufficienti dunque le loro prove alla Corsa Rosa, anche se siamo sicuri che già dal prossimo Tour, con condizioni atmosferiche diverse, li rivedremo sugli scudi.

Voto 2 al maltempo. Forse ancora più che Nibali il grande protagonista di questo giro d’Italia è stato il brutto tempo, che ha letteralmente sparigliato le carte in tavola e ridimensionato un giro che prometteva fuochi d’artificio (vedi annullamento dell’affascinante tappa con Gavia e Stelvio). A farne le spese sono stati i corridori più sensibili al freddo e al bagnato (Wiggins su tutti), la tenuta psico-fisica di chi ha deciso di non mollare, e il pubblico stesso. Anche se bisogna dire che il fascino del giro d’Italia, che a differenza del Tour si corre in primavera e non in estate, sta anche nella sua estrema imprevedibilità, e poi l’arrivo sotto la bufera di neve nella penultima tappa ci ha regalato emozioni da ciclismo eroico di altri tempi.

di lucaVoto 1 a Danilo Di Luca. Nel giorno più triste del giro in cui viene annullata la 19esima tappa comprendente il Gavia e lo Stelvio per maltempo, il mondo del ciclismo è stato colpito nuovamente da una notizia a dir poco sconcertante: Danilo Di Luca nuovamente positivo al test antidoping. Il ciclista abruzzese non è nuovo all’uso di queste sostanze; era infatti già stato fermato nel 2009, dopo che risultò positivo al Cera, e rientrava proprio alla vigilia di questo Giro, dopo una squalifica di due anni. Il Killer di Spoltore, vincitore del Giro del 2007 e secondo a quello del 2009, in classifica viaggiava a oltre mezz’ora di ritardo da Vincenzo Nibali e a 37 anni suonati una seconda squalifica, vista la recidività, significherebbe fine carriera. Peccato, perché finora questo Giro d’Italia era riuscito a stare nei binari della regolarità, con un solo caso di positività che ha toccato il francese Gerorges, per aver usato un farmaco (Heptaminolo) non denunciato ai medici prima della partenza.

 

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