Islanda reuters

iceland_players_celebrate_their_goal_during_their__55e8bf1dc7Voto 10 all’Islanda. L’ufficialità è arrivata al Laugardalsvöllur, stadio in cui la Nazionale islandese disputa le sue gare interne: a Reykjavik basta il pareggio contro il Kazakistan per spedire la terribile banda di Lars Lagerbäck in Francia. Nel 2012 il tecnico svedese ha accettato di confrontarsi con una piccola rappresentativa, abituata solamente alle sconfitte nelle qualificazioni europee e mondiali. La programmazione giovanile, la crescita di tanti giocatori poi approdati nei maggiori campionati d’Europa e la tranquillità di chi non ha nulla da perdere hanno creato questo piccolo miracolo nordico. La nazionale islandese si sta qualificando per la prima volta alla fase finale di un grande torneo, tagliando fuori una tra Olanda e Turchia, ben più quotate a inizio qualificazioni. La truppa dei “-son” non è affatto da sottovalutare. I calciatori da tenere maggiormente d’occhio sono Bjarnason, passato in Italia con le maglie di Pescara e Sampdoria, Finnbogason, Sigurðsson e Emil Hallfredsson, centrocampista del Verona.

Voto 9 alla Salernitana. Dopo cinque anni, la Salernitana è tornata a calcare un campo di Serie B e al debutto non ha deluso le aspettative. Il calendario ha messo immediatamente contro, alla prima giornata, la squadra di Torrente con i cugini dell’Avellino, in un derby che ha regalato non poche emozioni. All’Arechi c’erano circa 25mila tifosi a trascinare la Salernitana, in una cornice di pubblico da far invidia a molte tifoserie di Serie A. Gabionetta, uno dei protagonisti della promozione della scorsa stagione, sblocca il risultato al 12’, ma Trotta pareggia i conti dopo pochi minuti. Nella ripresa è di nuovo il brasiliano a riportare in vantaggio la squadra di casa e nel finale, con gli irpini sbilanciati alla ricerca del pareggio, i granata realizzano la terza rete grazie al neo entrato Troianiello, autentico guru delle promozioni: nelle ultime quattro stagioni ha sempre centrato il salto di categoria, con Siena, Sassuolo, Palermo e lo scorso anno Bologna.

strootman reutersVoto 8 a Kevin Strootman. Il dramma sportivo, e non solo, di Kevin Strootman è iniziato il 9 marzo 2014, in occasione del match di campionato tra Napoli e Roma. L’olandese si ruppe il crociato anteriore del ginocchio sinistro, un infortunio che gli costò il Mondiale, a cui teneva tantissimo. La società avrebbe già all’epoca voluto affidarlo alle mani sapienti del prof. Pier Paolo Mariani, ma Strootman preferì volare in Olanda, sperando che l’equipe medica del prof. Van Dijk lo rimettesse in piedi nel più breve tempo possibile. Le cose sono andate diversamente. In realtà il centrocampista giallorosso era effettivamente tornato a giocare, nel novembre 2014, circa otto mesi dopo l’operazione. Purtroppo, però, il 30 gennaio di quest’anno, Strootman è stato costretto ad un nuovo intervento, inizialmente pensato come semplice “pulizia del ginocchio” e invece rivelatosi più complicato del previsto. Altro stop e altra stagione buttata alle ortiche. Ancora una volta a eseguire l’intervento fu il prof. Van Dijk. In settimana il centrocampista olandese è stato operato nuovamente al ginocchio sinistro, questa volta però dal prof. Mariani, colui che in breve tempo ha fatto tornare a giocare Totti e Insigne. In bocca al lupo Kevin.

Voto 7 a Radomir Korytar. Un solo punto in cinque partite nella massima serie Ceca sono un bottino mortificante e la sconfitta patita in Coppa Nazionale contro il TJ Jiskra Rýmařov (4-3 contro un club di quarta divisione), che ha scatenato le ire della tifoseria, ha portato l’allenatore del Banik Ostrava, Radomir Korytar, al gesto risolutivo: ha messo tutti i calciatori della rosa ai lavori forzati. Ha procurato pale, picconi, zappe e carriole perché ogni giorno, di buon mattino (ore 6.45), si presentino al centro sportivo e si rendano socialmente utili per migliorare il campo in cui si allenano. Un gesto severo e una punizione forse eccessiva, ma che forse servirà per restituire motivazioni e stimoli a ragazzi che non si rendono conto della fortuna che hanno a fare i calciatori.

Abodi cartellino verdeVoto 6 alla novità del cartellino verde. Giallo, rosso e ora verde. Da quest’anno, in Serie B, ci saranno cartellini di tre colori diversi: quello nuovo, però, non è punitivo. Gli arbitri potranno assegnarlo ai giocatori che si metteranno in evidenza per un gesto di fair play. Ad esempio buttare la palla fuori con un avversario a terra (magari quando si è sotto di un gol…) o aiutare il direttore di gara a prendere una decisione (punizione, rigore, angolo o fallo laterale che sia): alla fine della stagione chi avrà il maggior numero di cartellini verdi sarà premiato. Debutto il 18 o il 22 settembre in occasione della terza o quarta giornata del campionato cadetto.

Voto 5 alla Reggina. Inizio shock di campionato per la Reggina, che allo stadio Bisceglia di Aversa, contro l’Aversa Normanna, viene sconfitta 3-1 con tre calci di rigore subiti. La squadra di Ciccio Cozza, in inferiorità numerica per oltre 80 minuti a causa l’espulsione di Roselli, è parsa molto nervosa, soprattutto dopo il primo rigore concesso generosamente da parte dell’arbitro. La Reggina ha comunque giocato bene, ha avuto numerose occasioni da gol e avrebbe meritato il pareggio ben prima del bellissimo gol di Maesano, arrivato a otto minuti dalla fine del match. Ma dopo il momentaneo 1-1, nel finale i padroni di casa hanno ottenuto due rigori, questi nettissimi, e hanno conquistato i primi tre punti della stagione. La Reggina, tornata dopo molti anni nell’inferno della Serie D, dovrà faticare per tornare tra i professionisti in breve tempo. Nella stessa categoria prime vittorie per Parma, Venezia, Triestina e Grosseto.

Voto 4 alla trattativa De Gea. Lunedì scorso si è concluso il calciomercato e come al solito non sono mancati i colpi di scena. Trattative lampo concluse in poco tempo, accordi verbali dimenticati e passaggi saltati, ma tra tutti i colpi di scena spicca sicuramente il mancato approdo di David De Gea al Real Madrid. Un trasferimento che sembrava dovesse concretizzarsi già a giugno, visto il mancato rinnovo di Casillas nelle fila del Real, e che invece i dirigenti spagnoli hanno pensato bene di concludere all’ultimo minuto. Risultato? Trattativa saltata causa ritardo nell’arrivo dei documenti e inevitabile scambio di accuse tra le società. Anche i dirigenti delle più grandi squadre al mondo sbagliano, ma la domanda resta sempre la stessa: perché ridursi all’ultimo minuto?

Voto 3 all’Olanda. La nazionale guidata da Danny Blind, chiamato a luglio a sostituire il dimissionario Guus Hiddink, è sempre più vicina alla clamorosa eliminazione dalle qualificazioni agli Europei che si disputeranno la prossima estate in Francia. L’Olanda è una nazionale ricca di talenti emergenti, ma che negli ultimi due anni ha faticato (e non poco) ad ottenere dei risultati positivi. In quest’ultima settimana la situazione è diventata ancora più drammatica dato che in pochi giorni sono arrivate due sconfitte: la prima in casa contro l’Islanda (0-1) e la seconda nello scontro diretto contro la Turchia (3-0), a Konya. Al momento gli Orange sono al quarto posto nel girone, con Islanda e Repubblica Ceca già qualificate per l’Europeo. Decisivi saranno gli ultimi due incontri, che vedono l’Olanda impegnata in Kazakistan, contro il fanalino di coda del girone, e contro la Repubblica Ceca nell’ultima gara. La Turchia sulla carta avrà due impegni più difficili visto che andrà in Repubblica Ceca prima e ospiterà l’Islanda poi, in quello che potrebbe essere il match decisivo per la conquista del terzo posto. Il terzo gradino del girone vuol dire spareggio con una delle altre terze classificate, vale a dire l’ultima speranza per l’Olanda di disputare il prossimo Europeo.

Voto 2 alle voci su Arturo Vidal. Ha lasciato il ritiro della nazionale cilena per stare vicino al figlio malato di diabete. Arturo Vidal ha deciso finalmente di raccontare la verità dopo il susseguirsi di indiscrezioni degli ultimi giorni, soprattutto quella che diceva fosse stato cacciato dal ritiro della propria nazionale dopo essere rientrato in hotel alle 8 del mattino completamente ubriaco. La Federcalcio cilena aveva annunciato nei giorni scorsi di aver autorizzato l’ex centrocampista della Juventus a saltare l’amichevole col Paraguay e tornare in Germania per «motivi personali». Subito si era diffusa la voce relativa all’ennesimo colpo di testa da parte del centrocampista cileno, colpevole secondo la stampa locale di essere stato nuovamente protagonista di una bravata causata dall’alcool. Invece, questa volta pare che la vicenda sia molto più seria, con sommo imbarazzo per chi ha lanciato nei confronti del cileno sentenze affrettate, che evidentemente non avevano nessuna base solida.

Voto 1 alla moglie di Artjoms Rudnevs. Vi ricordate quell’attaccante lettone che nel 2010 siglò una tripletta a Buffon in Juventus-Lech Poznan terminata 3-3? Ecco, quel terminale offensivo di 183 cm, ora di proprietà dell’Amburgo, è stato vittima di un infortunio veramente singolare. Uno stop causato non da noie muscolari di inizio stagione o da traumi dovuti a contusioni, bensì da un violento litigio con la moglie Santa, tale evidentemente di nome ma non di fatto. I due avrebbero cominciato a litigare per strada, poi la donna sarebbe saltata addosso al calciatore mordendogli con forza la lingua: il giocatore è stato ricoverato in ospedale, dove gli hanno dovuto dare diversi punti per sanare la ferita.

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