Milan - Napoli

Voto 10 a Jeremy Menéz. È il miglior Menéz di sempre. Meglio ancora di quello visto a Roma e a Parigi. Con la rete di ieri sera è già arrivato a quota otto in campionato, record personale in una sola stagione e siamo solo a dicembre. Nel match casalingo vinto dai rossoneri contro il Napoli di Benitez, il protagonista assoluto della partita è stato il talento francese che oltre a sbloccare l’incontro con una fantastica rete dopo appena sette minuti, ha regalato lampi di classe pura e giocate da fuoriclasse. L’auspicio dei tifosi del Milan è che ora continui su questa strada e non alterni alti e bassi come ha fatto per la maggior parte della sua carriera fino ad ora. Mister Inzaghi crede molto in questo giocatore e Menéz sta ripagando la fiducia al meglio. 8 reti sulle 25 totali realizzate dal Milan, praticamente una ogni tre.

small_140314-003631_to130314est_8196Voto 9 ad Alexandre Lacazette. Un altro francese occupa le zone nobili del Pagellone di questa settimana. Si tratta di Alexandre Lacazette, il giocatore simbolo del Lione di Rémi Garde. Un talento che in questa stagione sta esplodendo letteralmente: il classe ’91 è primo nella classifica capocannonieri della Ligue1 con 15 reti (ben 7 in più di Ibrahimovic e 8 di Cavani), ma soprattutto sta cercando di trascinare la propria squadra all’insperata, a inizio stagione, vittoria del titolo di Francia. In testa a quota 38 punti c’è ancora il Marsiglia di Bielsa, sconfitto in casa del Monaco nell’ultimo match, secondo il PSG a quota 37 punti, anch’esso sconfitto in casa del Guingamp, terzo a 36 il Lione. Cinque reti di Lacazette nelle ultime tre partite hanno regalato nove importantissimi punti alla squadra di Lione che grazie al suo gioiellino può continuare a sognare l’impresa.

Voto 8 al Manchester United. Sesta vittoria consecutiva per la banda di Louis Van Gaal. Una striscia positiva iniziata dopo la sconfitta nel derby contro il City del 2 novembre. I Red Devils sembrano essere finalmente tornati una squadra competitiva, che può ambire, forse anche nell’immediato, a obbiettivi importanti. Sì, perché lo United, ridendo e scherzando, è lì al terzo posto a quota 31 punti, a cinque lunghezze dai cugini Citizens e a otto dalla capolista Chelsea. La stagione è ancora lunga e non va dimenticato che il Manchester non ha impegni nelle coppe, che possono portare via, oltre che numerose energie fisiche e mentali, anche punti in campionato. Soprattutto le ultime due vittorie sono quelle che danno maggiori garanzie alla squadra di Van Gaal: 3-0 all’Old Trafford contro il Liverpool (voto 3, eliminata anche in Champions) e 2-1 in casa del Southampton, settimana scorsa, su un campo difficilissimo per tutti.

Almeria vs Real Madrid - LigaVoto 7 a Isco. Arrivato nell’estate del 2013 per 25 milioni dal Malaga, il gioiellino della nazionale spagnola (classe ’92) sta iniziando solo ora a far vedere quello che vale. Dopo una stagione tra pochi alti e tanti bassi, il giovane centrocampista del Real, grazie al nuovo ruolo che Ancelotti gli ha saputo trovare, è diventato un punto fisso dei Blancos. Riadattato come mezz’ala, Isco ha imparato a svolgere al meglio la fase difensiva, a rubare palloni in mezzo al campo e a proporsi senza palla con inserimenti geniali. È vero, in questo nuovo ruolo non segna più come ai tempi di Malaga, solamente tre reti in stagione con la camiseta blanca, ma per Carlo Ancelotti è diventato un perno fondamentale del suo centrocampo. Lo dimostra il fatto che nelle ultime dodici gare, tra campionato e Champions League, l’andaluso è stato impiegato per ben undici volte dal primo minuto. Nell’ultimo turno è andato a segno nella netta vittoria di Almeria per 4-1: la rete è assolutamente da vedere e rivedere.

Voto 6 a Ilhan Cavcav. Il presidente del Gençlerbirligi, club di Ankara, Ilhan Cavcav, si sta rendendo protagonista per una singolare presa di posizione riguardo la scelta di alcuni giocatori che hanno deciso di non radersi, ma di farsi crescere la barba. «Io, a 80 anni, mi rado tutti i giorni. Non vedo perché non debbano farlo anche i miei calciatori, che devono essere un esempio per i giovani», è stato lo sfogo del rigido presidente turco contro i suoi ragazzi. Dalle parole è poi passato ai fatti, assicurando a chiunque dei suoi giocatori che non si fosse tagliato la barba una multa salata: «Novemila euro di multa a testa, se vedo barbe come quelle di Meireles o Bilic». E poi: «Dovrebbe essere una regola, l’ho chiesto in forma ufficiale anche alla Lega calcio turca. Ne ho parlato con il presidente, Yildirim Demiroren, ma purtroppo non abbiamo l’okay della UEFA».

Marco MaterazziVoto 5 a Materazzi e la sua squadra. Il sogno di Marco Materazzi rischia di interrompersi sul più bello. Dopo la cavalcata che aveva portato il suo Chennaiyin a trionfare nella fase iniziale dell’Indian Super League, è arrivata la batosta di Kochi. I Kerala Blasters, di “Calamity” James, hanno vinto 3-0 la semifinale d’andata davanti agli oltre 60mila spettatori del Jawaharlal Nehru Stadium e ora sono ad un passo dalla finalissima. La sfida si sposta adesso dal Kerala al Tamil. Martedì, l’ex Inter e Nesta cercheranno il miracolo a Chennai, ma ribaltare la netta sconfitta di sabato pomeriggio non sarà facile. Nonostante il recupero del caponnaniere del torneo Elano, la squadra di Materazzi è apparsa opaca e sottotono.

Voto 4 a Neto. Il portiere della Fiorentina sta facendo una delle più belle stagioni della sua carriera: prestazioni eccellenti che si sommano di partita in partita, tanto che numerose squadre di blasone internazionale si stanno muovendo per cercare di convincerlo a lasciare Firenze dalla prossima stagione, dato che il suo contratto scade a giugno 2015. Contro il Cesena è arrivata però la prima papera della stagione da parte del portiere brasiliano, che ha lisciato clamorosamente un retropassaggio di testa di Savic. Errore che non ha condizionato il match, vista la larga vittoria viola per 4-1, ma che potrebbe influire sulle prossime performance dell’estremo difensore. Neto, infatti, non è nuovo a questo tipo di errori e la speranza è che si possa rifare al più presto.

(SP)VENEZUELA-CARACAS-POLITICS-MADUROVoto 3 a Diego Armando Maradona. L’ex numero 10 di Napoli e Argentina trova sempre il modo di far parlare di sé, ma come spesso accade non per motivi positivi. El Pibe de Oro ha partecipato, a Caracas, alle celebrazioni militari per il 190° anniversario della battaglia di Ayacucho, che sancì la fine del dominio spagnolo in Sudamerica. Maradona, invitato proprio da Maduro, ha preso posto fra funzionari di stato, militari e diplomatici nella tribuna allestita al lato del Panteon Nacional. Nel corso del suo intervento, il presidente venezuelano ha presentato il mito del calcio argentino come «un ribelle e rivoluzionario che è stato un fenomeno anche nel campo delle idee. Maradona è un uomo che accompagna i popoli nella loro lotta per la giustizia e la verità», ha detto Maduro. E proprio alla fine del discorso del presidente, fra gli applausi della folla per il Pibe de Oro, le telecamere hanno indugiato per qualche secondo su Maradona, cogliendolo ad occhi chiusi e a braccia incrociate intento in un pisolino. A salvare Maradona da una gaffe più imbarazzante ci ha pensato un suo vicino di posto, che lo ha prontamente svegliato con un leggero tocco di gomito. Giusto in tempo per consentire a Maradona di alzarsi in piedi e rispondere agli applausi della gente.

Voto 2 alle accuse di Enrico Preziosi. È stato un finale di partita davvero concitato quello visto al Marassi in seguito alla sfida tra Genoa e Roma, due delle squadra più belle di questo campionato. Al termine di una partita infuocata, condizionata da decisioni dubbie dell’arbitro Banti, la tensione non si è placata nemmeno al triplice fischio finale. Strootman viene addirittura colpito di striscio da una lattina mentre cerca di raggiungere il tunnel degli spogliatoi, Holebas risponde con “dito medio” nei confronti dei tifosi genoani, ma forse quello che fa più specie è la dichiarazione a fine partita del presidente del Genoa Enrico Preziosi: «Troppe cose stanno succedendo a Roma, non vorrei che fosse coinvolto anche il calcio». Accuse forti, che lasciano però il tempo che trovano. Forse a volte dimostrare di saper perdere, meritatamente o non, farebbe decisamente più onore.

Sampdoria vs Brescia - Coppa Italia 2014/2015Voto 1 alla situazione del Brescia. La squadra lombarda non naviga certamente in buone acque, sia dal punto di vista della classifica, con appena 19 punti e in piena zona retrocessione, sia a livello societario. Il Brescia, che già in estate aveva rischiato di non potersi iscrivere al campionato, sembrava dovesse finire nelle mani del manager pakistano Kadir Sheikh Abdu, il quale però non ha dato le giuste garanzie sulle cifre dell’operazione. Risultato? Altro possibile investitore scartato e Brescia sempre più vicino al fallimento. I tifosi, stanchi di questa situazione, contestano il presidente Gino Corioni, principale artefice della crisi societaria, e l’allenatore Ivo Iaconi, reputato non in grado di dare un gioco e dei risultati alla squadra, ma si dimostrano vicinissimi ai calciatori. In settimana un gruppo di tifosi ha interrotto l’allenamento e solo l’intervento della Digos che la situazione degenerasse. Intanto è certa la penalità di quattro punti a cui probabilmente se ne sommeranno altri due per mancanza di pagamenti entro il 15 dicembre.

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