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Voto 10 a Paul Pogba. Quando il giovane francese gioca all’Olimpico contro la Lazio scatena tutte le sue qualità. Fu infatti il centrocampista ad aprire la sfida contro i biancocelesti lo scorso anno nella vittoriosa sfida in Supercoppa italiana finita 0-4 in favore della Juventus. Sabato sera Pogba è stato in assoluto uno dei migliori in campo, mettendo a referto una pregevolissima doppietta che ha deciso l’incontro. Lo 0-3 finale è frutto di una delle più belle prestazione della Juve di Allegri: pressing, movimenti coordinati tra tutti i reparti, perfetta gestione della partita, anche quando l’espulsione di Padoin ha lasciato i bianconeri in un uomo in meno. Per il francese ex Manchester United arrivano così il terzo e il quarto gol stagionale grazie alle ottime assistenze di Tevez prima e Pereyra poi.

Voto 9 ad Antonio Di Natale. Grande come pochi nel calcio italiano, destinato a diventarne una vera e propria leggenda quando deciderà di appendere le scarpette al chiodo. In attesa di quel momento, speriamo il più lontano possibile, Totò continua a regalare grandissime emozioni a tutti gli amanti di questo sport. Quello contro il Chievo è stata per l’attaccante napoletano la duecentesima rete siglata in Serie A in quattrocento presenze. La media gol è facile; uno ogni due partite. Entra così nell’elite dei bicentenari della Serie A: sopra di lui ci sono infatti solo Piola, Totti, Nordhal, Meazza, Altafini e Roberto Baggio, con quest’ultimo che dista solo a sei lunghezze e quindi raggiungibile entro fine stagione.

Voto 8 a Rogerio Ceni. Il portiere, che è approdato al San Paolo nel 1990, nel suo straordinario palmares può vantare due Coppe Libertadores, due Coppe Intercontinentali, un Mondiale per Club ed una Coppa del Mondo vinta con il Brasile nel 2002. E’ uno dei pochissimi giocatori ad aver superato la soglia delle 1000 partite ufficiali giocate, ha disputato più di 100 derby di San Paolo e poche settimane fa ha superato Ryan Giggs nella classifica dei giocatori che hanno vinto più partite con la stessa maglia di club. Ma la specialità di Rogerio Ceni, sebbene sia un portiere, è un’altra: segnare. L’estremo difensore brasiliano, 42 anni il prossimo 22 gennaio, detiene il record di maggior numero di reti siglate in partite ufficiali, ben 121. Ebbene, il 25 novembre, dopo le molteplici richieste di tifosi e allenatore di ripensarci, Rogerio Ceni terrà una conferenza stampa in cui confermerà la sua decisione di ritirarsi dal calcio giocato.

Voto 7 ad Andrea Caracciolo. Ormai il Brescia è sempre più Andrea Caracciolo dipendente. Lo dimostra ancora una volta l’ennesima prestazione di altissimo livello che l’attaccante milanese ha sfornato sabato in occasione della partita interna che il suo Brescia ha affrontato contro la capolista Carpi. Una tripletta, seppur realizzata tutta su calci di rigore, che ha permesso alle Rondinelle di fermare la squadra che fino ad ora ha sorpreso tutti. Bella prestazione della squadra di Ivo Iaconi, anche se i tre punti erano assolutamente alla portata visto che i lombardi conducevano all’87’ per 3-1 con due uomini in più in virtù della doppia espulsione di Suagher e Bianco. L’Airone, già nella storia del Brescia come miglior marcatore, giunge a quota 8 reti in campionato e 134 con la maglia dei lombardi.

Voto 6 a Mattia Perin. È stato un venerdì sera tutt’altro che tranquillo quello passato dal giovane portiere del Genoa Mattia Perin. L’estremo difensore del Grifone è stato fermato dai militari che stavano facendo dei controlli sul lungomare di Arenzano. Una volta sceso dalla sua auto il calciatore è stato invitato a sottoporsi al test dell’alcol che ha immediatamente evidenziato dei parametri al di sopra della soglia di tolleranza. Dopo aver capito di essersi cacciato in un brutto guaio, il portiere ha alzato parecchio i toni con gli agenti che sono riusciti con un po’ di pazienza a riportarlo alla calma per poi lasciarlo andare. Lo scorso anno ci cascò Matuzalem, ex centrocampista del Genoa ora in forza al Bologna. In quella occasione Gasperini tuonò: “Chi sbaglia paga”, e infatti il centrocampista brasiliano non venne convocato per la trasferta contro la Juventus. Questa volta però il tecnico pare intenzionato a confermare comunque il suo portiere titolare tra i pali. Perin potrebbe così cavarsela con una multa inflittagli dalla società e la sospensione della patente, anche se ha già fatto sapere che vorrà rimediare al suo errore rendendosi utile come testimonial in campagne sociali.

Voto 5 al ritorno dei tamburi a San Siro. Domenica sera, dopo che nel lontano 2007, in seguito alla morte a Catania dell’ispettore Raciti, fu vietato l’ingresso negli stadi di tamburi e megafoni, questi hanno fatto il loro ritorno, seppur per una singola partita, a San Siro in occasione della stracittadina milanese. Proviamo ora ad analizzare i motivi per cui si è arrivati a questa decisione. In settimana è avvenuto un incontro tra un gruppo delle rispettive tifoserie e il duo comico Ale e Franz. I due erano stati scelti dalla società rossonera affinché prima della partita salissero rispettivamente uno, Ale, in Curva Nord e l’altro, Franz, in Curva Sud. Iniziativa presa per rendere il clima pre derby più ironico e per avere un maggiore coinvolgimento del pubblico. Ale e Franz avevano il compito di far partire un coro da entrambe le curve. La risposta dei capi curva è stata positiva e benevola nell’accogliere tale iniziativa, chiedendo però in cambio l’ingresso dei tamburi nei rispettivi settori dello stadio. Sono state poi le società a fare pressione sulla questura di Milano che ha quindi accettato un’apertura nei confronti delle curve. Non voglio assolutamente criticare il rientro dei tamburi negli stadi, che al contrario non hanno mai fatto male a nessuno e anzi aumentano il fascino e il clima di festa all’interno di un impianto sportivo, ma le modalità con cui questi hanno fatto il loro ritorno.

Voto 4 alla maledizione del Torino dal dischetto. E’ proprio una vera maledizione dal dischetto per il Torino. Con l’errore di Sanchez Mino contro il Sassuolo, nell’ultimo turno di Serie A, è arrivato il quinto rigore consecutivo fallito in campionato. Consigli ha ipnotizzato l’argentino ed è curioso il fatto che sia stato proprio il portiere milanese ad aprire la serie degli horror per i giocatori di Ventura. L’anno scorso, quando era all’Atalanta, parò il rigore di Immobile, proprio nella stessa porta. Poi ci fu l’errore di Cerci a Firenze che costò la qualificazione in Europa League, prima del ripescaggio per la mancata ammissione del Parma. Infine sono arrivati gli errori di quest’anno; i granata hanno fallito i tre rigori concessi dai direttori di gara. Alla prima di campionato Larrondo ha sbattuto contro l’interista Handanovic, poi El Kaddouri si è fatto ipnotizzare da Rafael contro il Verona. Per fortuna per il Toro la maledizione riguarda solo il campionato; in Europa League infatti tra girone e preliminari la squadra di Ventura ha siglato tutti e tre i rigori concessi, tra cui quello più importante di Quagliarella contro il Copenaghen. Resta da capire chi sarà il prossimo a calciare un eventuale penalty visti i continui cambi di tiratori dal dischetto.

Voto 3 a Ruben Zadkovich. Nuovo record in arrivo dall’Australia: non uno di quei primati di cui andare fieri, ma che può servire ad aumentare la propria notorietà. In un match di A-League, il massimo campionato australiano, il centrocampista del Perth Glory, Ruben Zadkovich, entra in campo e impiega appena 15 secondi per commettere un fallaccio ai danni dell’avversario e farsi espellere. Intervento violento e in ritardo ritenuto dall’arbitro troppo grave per chiudere un occhio. Fortunatamente per Zadkovich la sua bravata non è costata cara alla sua squadra che ha comunque vinto la partita per 2-1 contro il Wellington Phoenix.

Voto 2 al caso Volkan Demirel. Davvero incredibile ciò che è successo in settimana in occasione della partita di qualificazioni europee giocata ad Istanbul tra la nazionale di Fatih Terim e il Kazakistan. Poco prima del match, Volkan Demirel, portiere del Fenerbahce, è stato insultato pesantemente da un tifoso del Galatasaray durante il riscaldamento e si è rifiutato di giocare, scatenando le ire degli ultrà e dei media locali. Rimpiazzato da Babacan e scortato dall’ex interista Emre, Demirel è poi fuggito dalla Turk Telekom Arena, ma all’uscita la sua auto è stata assalita. La decisione di abbandonare il campo e lo stadio è stata a dir poco clamorosa, che deriva dalla troppa e forse esagerata rivalità che c’è tra Galatasaray e Fenerbahce. Demirel ha abbandonato infatti in tutta fretta la Turk Telekom Arena insieme a Emre Belozoglu (che non era convocato per la sfida al Kazakistan), ma all’uscita ha trovato ad aspettarlo diversi giornalisti che lo hanno criticato aspramente. All’esterno dello stadio si è innescata una piccola rissa a cui hanno preso parte anche alcuni tifosi e addetti alla sicurezza. Dopo la diserzione, ora il portiere rischia un lungo stop in Nazionale, così come Emre, reo di averlo aiutato nella “fuga”.

Voto 1 alla rissa sfiorata tra Daniele Sciaudone e il tifoso del Bari. Settimana molto tesa in casa Bari che dopo l’ennesima sconfitta, l’ultima arrivata a Crotone, ha visto l’esonero di Devis Mangia e l’arrivo di Davide Nicola. Che l’aria che tira in casa biancorossa non sia positiva lo testimonia ciò che è accaduto lunedì dopo la seduta pomeridiana. Rissa sfiorata alla fine dell’allenamento, tra Sciaudone e un tifoso che si è avvicinato all’auto del giocatore e l’ha colpito con un schiaffo. Il gesto ha provocato l’immediata reazione del centrocampista, che ha aperto lo sportello e si è avventato sull’ultrà per reagire alla provocazione. Solo l’intervento degli altri supporter nei pressi dello stadio ha impedito che lo scontro degenerasse in una vera e propria colluttazione tra i due. Intanto il Bari nella partita di sabato è finalmente tornata a conquistare i tre punti grazie alla vittoria per 2-1 sul Trapani. Per Sciaudone in particolare assist in occasione del primo gol di Galano e rigore procurato, poi siglato da Caputo.

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