Parma - Inter

I voti al meglio e al peggio della settimana calcistica appena trascorsa.

Voto 10 all’esonero di Mazzarri. Tralasciando l’aspetto economico (se Mazzarri non troverà una squadra per la stagione 2015/2016, il presidente Thohir sarà costretto a sborsare circa 7,3 milioni solamente per pagare gli allenatori, la stessa cifra che Florentino Peréz spende per pagare Ancelotti) l’esonero dell’allenatore toscano non poteva essere fatto in un momento migliore. Ormai mal visto da praticamente tutta la tifoseria nerazzurra, che ad essere sinceri non lo ha mai amato, Walter Mazzarri non ha saputo dare un vero gioco alla sua squadra, capace di andare in difficoltà alla prima sbandatura, ma soprattutto troppo allergica alla tanto amata difesa a 3 del tecnico ex Napoli. Al suo posto l’indimenticato Roberto Mancini, colui che ha messo le basi per l’Inter del Triplete, vincendo tre scudetti di fila, anche se uno non sul campo. A lui il compito di ridare fiducia al gruppo e tornare a vincere fin da subito, perché la prima partita non è una qualunque, ma è il derby. Resta da capire solo se Mancini non sia la solita “minestra riscaldata”; i grandi ritorni il più delle volte non sono stati positivi, vedi i ritorni di Sacchi e Capello sulla panchina del Milan ad esempio, ma chissà. Appuntamento al 23 novembre.

Andriy YarmolenkoVoto 9 ad Andriy Yarmolenko. Il quarto turno di qualificazioni all’Europeo ha evidenziato ancora una volta il talento dell’ala destra ucraina Andriy Yarmolenko. Il calciatore che milita nella Dinamo Kiev è ormai nel pieno della sua carriera (25 anni) e sa che avendo poca visibilità in campionato deve sfruttare al meglio queste occasioni per mettersi in evidenza. Il talento ucraino ha così sfoderato una bellissima prestazione con la sua Nazionale, annichilendo con una pregevolissima tripletta il Lussemburgo, sconfitto per 3-0. Yarmolenko era stato affiancato, in estate, alla Roma, ma poi non se ne era fatto niente. Il ragazzo è davvero un talento molto interessante; costa circa 20 milioni, ma il contratto in scadenza 2016 potrebbe far abbassare le pretese per il suo cartellino. Chiunque lo prendesse, farebbe un gran colpo.

Voto 8 alle Isole Far Oer. Sembra veramente difficile credere all’impresa che il piccolo arcipelago nordeuropeo è riuscito a compiere nell’ultimo turno di qualificazioni all’Europeo. Contro ogni pronostico, la piccola Nazionale si è riuscita a imporre per 1-0 sul difficilissimo campo della Grecia di Ranieri. Una vittoria storica per le Isole Far Oer, che non vincevano dal lontano 2010, per di più in uno degli stadi più caldi d’Europa come il Georgios Karaiskakis di Atene. Se da una parte si gioisce per i memorabili 3 punti conquistati, dall’altra la depressione è totale. Il giorno dopo la partita, Ranieri (voto 1) è stato sollevato dall’incarico, dopo che in 4 partite ha raccolto appena un punto. Non male se pensiamo che la Grecia era testa di serie nel suo girone.

argentre-du-plessis-sco-angers-top-departVoto 7 al Football D’Argentre du Plessis. La sconosciuta squadra bretone di semiprofessionisti ha fermato la sua corsa in Coppa di Francia dopo sette turni. Di questa squadra si sa, ad essere sinceri, poco, ma probabilmente in Francia, dopo questo weekend, sarà leggermente più famosa. Come ho già detto, dopo ben sette turni, l’Argentre du Plessis ha incontrato la sconfitta. L’Angers SCO, squadra che milita nella Ligue2, era assolutamente di un altro livello, tanto che il risultato finale è stato di 10-0 a favore di questi ultimi. I 2.500 tifosi locali hanno comunque applaudito i loro beniamini, dando una bellissima prova del loro affetto nei confronti della squadra e della maglia da loro indossata.

Voto 6 alle “imprese” di San Marino e Malta. Questo turno di qualificazioni europee verrà sicuramente ricordato per le bellissime imprese che hanno saputo conquistare le piccole nazionali, sempre abituate a uscire sconfitte dai terreni di gioco. Ebbene, questa volta sono loro a festeggiare. La quarta giornata ha regalato un sorriso inaspettato a San Marino e Malta che hanno conquistato il loro primo punto nella storia delle qualificazioni agli europei. San Marino ha bloccato sullo 0-0, a Serravalle, l’Estonia, incapace di scardinare la difesa di casa; Malta invece, nel girone dell’Italia, ha agguantato il pareggio in terra bulgara grazie al rigore siglato da Failla.

Austria vs. Russia - Qualificazioni Euro 2016Voto 5 alla Russia di Capello. Dopo un Mondiale da dimenticare, eccoci di nuovo qua. La Russia non va, non vince e soprattutto non riesce a dare segnali di ripresa. Dopo il bell’esordio con vittoria per 4-0 sul Liechtenstein, sono arrivati due pareggi, in Svezia e in casa contro la Moldova, e una sconfitta contro la sorpresa del girone, l’Austria, ora capolista con 10 punti. Partendo dal fatto che la Russia è testa di serie del girone, sicuramente ci saremmo aspettati qualcosa di più di 5 punti dopo quattro gare. L’Austria è stata fino ad ora la sorpresa di questo gruppo, ma ha affrontato la Russia senza il suo giocatore migliore, quel David Alaba che tanto bene stava facendo anche al Bayern Monaco. Capello è a forte rischio esonero, anche perché i suoi rapporti con la federazione russa non sono più idilliaci dal momento che questa, a causa di mancanza di fondi, non paga lo stipendio al commissario tecnico e al suo staff da oltre cinque mesi.

Voto 4 a Devis Mangia. Dopo un avvio di campionato piuttosto altalenante e tre sconfitte consecutive, Devis Mangia non è più l’allenatore del Bari. La notizia era nell’aria; troppi i risultati mancati per poter concedere un’altra possibilità al tecnico di Cernusco sul Naviglio. Mai entrato nelle grazie dei tifosi del Bari, Mangia aveva a disposizione un potenziale davvero elevato, ma è riuscito a fallire. Quattro vittorie, quattro pareggi e ben sei sconfitte per un totale di 16 punti, che collocano la squadra più vicina alla zona playout che a quella playoff. Decisiva, per l’ex allenatore di Spezia e Under21, la sconfitta per 3-0 contro il Crotone, che prima di questo match era ultimo in classifica. Al suo posto sembra quasi sicuro l’arrivo di Davide Nicola, ex tecnico del Livorno.

Champions League, 2a giornataVoto 3 ad Adrian Ramos. Una delle truffe peggio escogitate nella storia dell’umanità. Adrian Ramos, ex attaccante colombiano dell’Hertha Berlino e ora in forza al Borussia Dortmund, non potendo essere presente alla prova teorica della patente ha mandato al suo posto un sosia, con l’unico problema che lui è di colore, mentre la sua controfigura un bianco. Il fatto risale alla scorsa primavera, ma solo ora è venuto a galla. Lo Stato tedesco non riconosce la patente di guida rilasciata in Colombia, ma agli stranieri viene consentito comunque di guidare per 6 mesi, durante i quali hanno però l’obbligo di sostenere l’esame di guida in Germania. Adrian Ramos, per 5 anni ha invece guidato con documenti non validi. Poi, però, in vista del trasferimento a Dortmund, ha deciso di sistemare la pratica, tenendo il tutto il più segreto possibile avendo girato per anni con i documenti non in regola. Il giorno dell’esame di teoria però, l’Hertha aveva fissato una conferenza stampa alla quale Ramos non poteva mancare. E allora l’attaccante, non volendo rinunciare alla patente, ha chiesto ad un suo amico di sostituirlo. Un amico bianco appunto. Gli esaminatori non ci hanno messo molto a notare la differente fisionomia dei due, ed hanno denunciato il tutto. L’attaccante pagherà una multa di 30.000 euro.

Voto 2 a Tim Wiese. L’ex portierone del Werder Brema e della nazionale tedesca, ha lasciato il calcio due anni fa dopo alcune divergenze con la dirigenza dell’ultima squadra di calcio per cui ha gioato, l’Hoffenheim. Ora, dopo che per due anni si era dato al bodybuilding per tenersi in forma e arrivare a 117 kg di muscoli, Wiese sta per iniziare una nuova esperienza, quella del wrestler. L’altro ieri ha esordito nel mondo della WWE a Francoforte, durante il tour della maggior federazioni di wrestling al mondo in Germania.

Italia vs Croazia - Euro 2016, qualificazioniVoto 1 ai tifosi della Croazia. Nel 2010 la Serbia, ieri sera la Croazia. Ivan Bogdanov e i suoi ci misero 6 minuti a fermare la partita e a non farla più riprendere; i tifosi croati circa 73’ facendo cadere sul campo di gioco una pioggia di torce, petardi e fumogeni. Partita sospesa per 10 minuti e poi ripresa. I tifosi croati erano circa 9.000 ieri sera al Meazza, e di questi solo pochi sono venuti a fare una “gita”. La maggior parte dei tifosi ospiti erano al terzo anello blu, al terzo anello rosso e una buona parte anche al secondo anello blu, ma in generale se ne potevano contare ovunque all’interno dello stadio. I più esagitati si erano già fatti notare dopo il gol del pareggio di Perisic. La partita ha visto la Nazionale croata padrona del campo, con l’1-1 che forse stava anche stretto. Cariche di alleggerimento della Polizia hanno portato poi a 17 arresti e scontri che sono continuati anche dopo la gara fuori da San Siro. Ancora una volta negli stadi italiani viviamo il paradosso: alla gente comune si toglie il tappo dalla bottiglietta, ai tifosi ospiti è permesso l’ingresso di pistole lanciarazzi..

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