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I voti al meglio e al peggio della settimana calcistica appena trascorsa.

Voto 10 a Daniel Leone. Da settimane soffriva di un forte mal di testa che gli impediva di allenarsi al meglio, ma mai nessuno si sarebbe aspettato una diagnosi di questo tipo: tumore al cervello. Daniel Leone è un ragazzo di appena 21 anni, secondo portiere della Reggina, con cui ha fatto tutta la trafila dalle giovanili fino alla prima squadra. In settimana, dopo le visite del medico della società calabrese Pasquale Favasuli, è arrivata la triste notizia. Immediato l’intervento per asportare il linfoma al cervello. La squadra, nonostante il dramma collettivo, ha comunque preparato il match contro la Lupa Roma, terminata con un pareggio per 1-1, ma, come recitava lo striscione portato in campo a inizio partita, “No Lupa Roma, no Reggina. Un solo vincitore: Daniel Leone”. Daniel ora deve lottare come un leone, adesso inizia la partita più importante della sua carriera.

(SP)ITALY-VERONA-SOCCER-AC MILAN VS VERONAVoto 9 a Keisuke Honda. Lo scorso inverno era arrivato in Italia tra le perplessità della maggior parte dei tifosi rossoneri, convinti che l’acquisto del nipponico servisse solamente a vendere qualche maglietta in più nell’estremo oriente. Dopo le prime partite giocate, i dubbi sono diventate certezze e le ipotesi che Honda non fosse adatto ai ritmi del calcio italiano erano praticamente diventate realtà. Dopo un’estate in cui il giapponese ha potuto affrontare l’intera preparazione con i compagni e ha avuto la piena fiducia del nuovo mister Filippo Inzaghi, il trequartista mancino sta sorprendendo tutti. Con la doppietta rifilata ieri al Verona, Honda è già arrivato a quota 6 reti in campionato, primo a pari merito con Tevez, anche se l’attaccante argentino ne ha realizzati due su rigore. Finalmente sta dimostrando di meritare quella maglia numero 10 sulle spalle; i tifosi rossoneri sperano di continuare a divertirsi grazie alle sue reti.

Voto 8 a Fabio Quagliarella. I tifosi del Toro difficilmente scorderanno la coppia-gol della passata stagione Immobile-Cerci, ma quello che sta iniziando a fare il nuovo acquisto granata, nonché ex giovanili del Torino, Fabio Quagliarella è davvero qualcosa di importante. Nelle ultime cinque partite ha siglato altrettanti gol, andando a segno in tutte. Quattro reti in campionato, di cui tre a sue ex squadre: Fiorentina, Napoli e ultima l’Udinese del suo amico Di Natale. In Europa League ha deciso all’ultimo minuto la sfida contro i danesi del Copenaghen, realizzando il rigore concesso dal direttore di gara. Cerci e Immobile sono duri da dimenticare, ma con un Quagliarella così si può soffrire di meno.

guidetti svezia franciaVoto 7 all’esultanza di Guidetti e i suoi. Il calcio, si sa, ti può far passare dall’esaltazione alla disperazione nel giro di qualche secondo. A farne le spese sulla propria pelle, questa volta, è stato il difensore francese Layvin Kurzawa. La selezione under 21 della Svezia ha ospitato quella transalpina per le qualificazioni ai campionati europei di categoria. Il match di andata si era concluso 2-0 in favore della Francia, che si è presentata in Svezia sicura di poter amministrare il vantaggio maturato. Al 71′, però, i padroni di casa completano la rimonta, portandosi sul 3-0 grazie al quale si sarebbero qualificati agli Europei. A tre minuti dal fischio finale Kurzawa, terzino del Monaco, ribalta tutto e, grazie alla propria rete e la regola dei gol in trasferta, ipoteca il passaggio della Francia. Una rete fondamentale che il difensore francese decide di festeggiare con la mano sulla fronte sopra gli occhi, come a dire “vedo gli Europei all’orizzonte”. Esultanza ritenuta provocatoria dai giocatori svedesi, in primis John Guidetti, che si scaglia contro Kurzawa. Il calcio però non fa sconti ed impone alla Francia ed al suo giocatore un bagno di umiltà: solamente 60 secondi dopo, la Svezia trova nuovamente il gol grazie a Lewicki. Inutile raccontare l’esultanza con la quale Guidetti e compagni hanno festeggiato la rete. Tutti i giocatori svedesi, in un simpatico siparietto, sono usciti dal campo con la mano sulla fronte e i festeggiamenti sono continuati negli spogliatoi.

Voto 6 a Marcelo Bielsa. Episodio simpatico quello che è accaduto in Ligue1 all’ex tecnico dell’Argentina Marcelo Bielsa. In occasione dell’ottava vittoria in campionato su dieci giornate da parte del suo Marsiglia (Voto 9), il tecnico sudamericano non si è accorto che il suo vice gli aveva appoggiato sulla borsa frigo, dalla quale Bielsa segue le partite, un bicchiere di caffè bollente. Non vedendolo, il Loco si è seduto sopra al bicchiere per scattare prontamente in piedi al primo bruciore. Immaginiamo che non siano stati bei momenti per lui.

small_110204-132039_175643_ba805_apVoto 5 a Royston Drenthe. Sette anni fa, Royston Drenthe era uno dei calciatori più richiesti del pianeta. Oggi è uno che per campare organizza a casa sua tornei di playstation. È la terribile caduta agli inferi di un talento mai esploso, che all’epoca faceva impazzire con il suo piede sinistro Inter, Juve, Milan e Napoli, e che venne acquistato dal Real per 18 milioni di euro. Lo presentarono a Madrid come l’erede naturale di Roberto Carlos. Il 13 agosto del 2007 fu davvero il giorno più felice dell’olandese e probabilmente anche il momento più aulico della sua carriera. Da quell’istante il buio assoluto: un fallimento dietro l’altro dettato da problemi fisici e caratteriali. Mourinho ben presto fece capire di non sapere cosa farne, inserendolo nella lista degli indesiderati e agevolando la sua cessione all’Hercules di Alicante. Il calvario spagnolo fece il paio con quello all’Everton. Stessa musica stonata in Russia, nel modesto Alania, e nella B inglese, al Reading. Tutte avventure accomunate dall’incapacità di riprendere confidenza con quel talento che si è misteriosamente prosciugato. Oggi Drenthe, che ha solo 27 anni, è tornato a Rotterdam e nel suo appartamento organizza tornei di “Fifa” alla Playstation. Ha messo l’annuncio su un quotidiano olandese a cui hanno risposto in 800 e i 4 finalisti hanno avuto la possibilità di sfidarlo.

Voto 4 a Catania e Latina. Davvero un pessimo inizio di stagione per due delle squadre che prima del campionato erano tra le candidate alla promozione in Serie A. I siciliani, retrocessi lo scorso anno, non hanno smantellato il gruppo, mantenendo anzi molti giocatori che nella serie cadetta avrebbero dovuto fare la differenza. In più, a questi, sono stati aggiunti calciatori di esperienza quali Calaiò e Rosina. Nonostante tutto, il Catania fatica a raggiungere i risultati. Nemmeno il cambio in panchina, con l’esonero di Pellegrino e l’arrivo di Sannino, è servito ancora a qualcosa. Sulla stessa barca c’è il Latina, che dopo lo spumeggiante calciomercato d’agosto, che profilava per la squadra laziale una stagione d’alta classifica, fatica a trovare punti. Esonerato Beretta, ha fatto ritorno sulla panchina neroblu Roberto Breda, ma da quando è tornato il Latina ha continuato a perdere. 6 punti gli etnei, 7 il Latina: così proprio non ci siamo.

Claudio RanieriVoto 3 a Claudio Ranieri. Nonostante il buon risultato al Mondiale brasiliano (ottavo di finale raggiunto e eliminazione subita ai calci di rigore contro la Costa Rica), il c.t. della Grecia, Fernando Santos, ha deciso di lasciare l’incarico per tornare a dedicarsi a una squadra di club. Al suo posto la Federcalcio ellenica ha deciso di chiamare Claudio Ranieri, ex tra le altre di Chelsea, Parma, Inter, Juventus, Roma e Monaco. L’avventura greca, per l’ italiano, non è certo iniziata nel modo migliore. Dopo le prime tre partite di qualificazione all’Europeo 2016, la Grecia ha raccolto appena un punto, in terra finlandese, subendo due sconfitte in casa contro Romania e Irlanda del Nord. La qualificazione è già ampiamente compromessa e Claudio Ranieri è ormai a forte rischio esonero.

Voto 2 alla decisione di Kim Jong-un. Il leader nordcoreano Kim Jong-un avrebbe incarcerato tutta la squadra Nazionale di calcio del suo Paese dopo la sconfitta in casa, per 1-0, subita dai rivali della Corea del Sud lo scorso 2 ottobre, nel primo match tra le due nazioni dai Giochi Asiatici del 1978. Il giornale ufficiale della Corea del Nord, Rodong Sinmun, ha parlato di «sconfitta umiliante» e ha descritto come vergognosa la prestazione della squadra. I calciatori, secondo le indiscrezioni, sarebbero stati scortati fino al bus dopo la partita e dallo stadio condotti direttamente in una prigione di massima sicurezza. Non sarebbe la prima volta che la Corea del Nord punisce duramente i suoi atleti. Nel 2010, la Fifa ha condotto un’indagine sulla Corea del Nord dopo una denuncia secondo cui i giocatori della Nazionale di calcio sarebbero stati torturati dopo aver perso tutte e tre le partite della Coppa del Mondo.

LecaVoto 1 ai fatti di Nizza-Bastia. Dopo i tristi fatti di Belgrado e i relativi scontri avvenuti in campo tra tifosi e giocatori serbi e albanesi scatenati da un drone con appesa la bandiera del Kosovo, un nuovo episodio, ma con radici analoghe, è avvenuto in Francia. Il derby della Costa Azzurra tra Nizza e Bastia farà parlare molto questa settimana, soprattutto per aver messo in luce nuovamente un problema politico tra le due squadre. A provocare gli scontri a fine gara è stata l’esultanza del secondo portiere del Bastia, Jean Luis Leca, che è entrato in campo con il vessillo della Corsica indipendentista. Immediatamente, alcuni tifosi del Nizza hanno invaso il terreno di gioco nel tentativo di recuperare la bandiera e da qui ne è conseguita la rissa. La rivalità tra le due squadre nasce negli anni ’70, quando alcuni studenti, corsi indipendentisti, occuparono il campus universitario di Nizza. Da quel momento, tra le due città, si accese un contrasto a quanto pare insanabile.

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